DECRETO SUPERBONUS 110% IN CDM/ Norme anti frodi e bozza Manovra: cosa cambia

- Niccolò Magnani

Superbonus 110%, il Decreto anti frodi arriva in Cdm (dopo la Cabina di regia): riciclaggio e abusi, cosa potrà cambiare nel nuovo bonus. Nuova bozza Manovra 2022

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Superbonus: Draghi con i Ministri Giorgetti e Patuanelli (LaPresse, 2021)

Alle ore 16 è stato convocato il Consiglio dei Ministri per dare il via libera al Decreto sul Superbonus 110% con tutte le ultime specifiche novità affrontate nella Cabina di regia di questa mattina: stando a quanto rivelato da ANSA, Draghi avrebbe richiesto esplicitamente un “prezziario” per evitare storture sul mercato finché avrà durata il bonus energetico (fino al 31 dicembre 2025).

Nella “nuova” bozza della Manovra, più allargata rispetto a quella di due settimane fa (229 articoli totali, +34) viene prorogata la cessione del credito e dello sconto in fattura per tutti i bonus edilizi (Sismabonus, ecobonus infissi, bonus facciate, colonnine ricarica), compreso il Superbonus 110%. Resterebbe invece il tetto Isee a 25mila euro per le villette, ma la discussione è ancora molto accesa e verrà portata in CdM nel pomeriggio. Sempre nel restyling della bozza Manovra 2022, viene concesso alle scuole di comporre più sezioni con meno alunni mentre si certificano le modifiche ultime al Reddito di Cittadinanza: decade dopo due proposte di lavoro rifiutate, ma anche se non ci si presenta almeno ogni mese ad un centro per l’impiego (senza comprovato motivo). L’offerta congrua viene stabilita in criteri come max 80 km dalla residenza o 100 minuti con i mezzi pubblici: dopo la seconda proposta di lavoro, diviene congrua qualsiasi luogo nel territorio italiano. Sul fronte pensioni, Opzione Donna vede abbassare la soglia di anticipo da 60 a 58 anni (59 per le autonome). 

NUOVO DECRETO IN CDM

È in corso a Palazzo Chigi dalle ore 12 la Cabina di regia presieduta dal Premier Mario Draghi per sottoporre il nuovo Decreto anti frodi sul Superbonus 110%: sarà poi un Consiglio dei Ministri del pomeriggio (ancora da convocare, ndr) ad approvare definitivamente il provvedimento con inserite tutte le norme anti truffa sul bonus edilizio prorogato dalla prossima Manovra di Bilancio fino al 2023.

Secondo quanto riportato dall’Agenzia ANSA, il Decreto dovrebbe confermare – in più a quanto già scritto nella Finanziaria 2022 – lo sconto in fattura e la cessione del credito ma anche introdurre controlli preventivi per evitare i casi di falsi crediti per frodare il fisco, denunciati dall’Agenzia delle entrate. Proprio ieri il direttore dell’Agenzia Ernesto Ruffini è stato a colloquio con il Presidente del Consiglio a Palazzo Chigi. La Manovra invece non sarà oggetto del Consiglio dei Ministri del pomeriggio, come invece pareva in un primo momento ieri da alcune fonti di Governo. Solo Dl sul Superbonus 110% per poterlo incardinare al meglio evitando al minimo la possibilità di frodi e truffe in merito.

SUPERBONUS E TRUFFE: COSA CAMBIA

Mentre verrà rinviato in Parlamento il dibattito tutt’altro che minimo sul tetto Isee di 25mila euro per le villette, il nuovo Decreto oggi in approvazione punta a ridurre le truffe e il rischio riciclaggio sugli ingenti lavori messi in atto dal Superbonus 110%. Finora, riporta l’Agenzia delle Entrate, sono stati scoperti 800 milioni di crediti «inesistenti connessi al meccanismo della cessione del credito e degli sconti in fattura». Lo stesso Ruffini negli scorsi giorni ha ribadito come l’Agenzia abbia intercettato «numerose cessioni di crediti inesistenti soprattutto riferiti a interventi edilizi non effettuati. In altri casi ancora abbiamo rilevato la cessione di crediti inesistenti riferiti a lavori fittiziamente realizzati addirittura in favore di persone inconsapevoli, che si sono ritrovate nel loro cassetto fiscale fatture relative a opere mai eseguite». In merito alla questione del tetto Isee è intervenuto in polemica il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa, «abbiamo detto, anche un po’ più di altri, che è assurdo che si colleghi il concetto di Isee, al di là del numeretto indicato di 25mila euro, a un incentivo fiscale per fare interventi di interesse pubblici. Se si elimina questo criterio si farebbe sicuramente un’opera di giustizia».



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