Superbonus frena il settore costruzioni/ “Calo cantieri e investimenti dell’8,5% nel 2024”

- Valentina Simonetti

Effetto devastante del Superbonus per le imprese di costruzioni, dal rapporto Cresme emerge che il settore subirà perdite di fatturato pari all'8,5%, calo drastico per le nuove case

superbonus

L’effetto del Superbonus sul settore delle costruzioni porterà ad un crollo degli investimenti, delle ristrutturazioni e dei nuovi cantieri previsti per il 2024, dell’8,5%. Una previsione fatta dall’ultimo rapporto Cresme e pubblicata sul Sole 24 Ore, che individua uno scenario abbastanza allarmante, che era in realtà già stato annunciato ed anticipato da un calo sensibile delle opere. Una grande frenata causata da due fattori fondamentali: la chiusura del Superbonus che mette in crisi tutti i cantieri impegnati in interventi di restauro e allo stesso tempo le incognite sulle opere finanziate dal Pnnr con contratti e appalti già firmati.

Per l’anno prossimo la situazione sembra essere chiara, i dati negativi confermano l’andamento al ribasso. Soprattutto per le stime sui rinnovi che crolleranno nettamente, andando a gravare sui fatturati delle imprese già danneggiate da varie misure del governo sulle agevolazioni edilizie, come lo stop al Superbonus e al Bonus facciate.

Superbonus e Pnnr mettono in crisi il settore costruzioni, Cresme:  “Previsioni a ribasso nel 2024”

Il settore edilizia e costruzioni subirà gravi perdite nel 2024, un percorso tutto in salita iniziato dal decreto di modifica del Superbonus che ha bloccato moltissimi cantieri con opere ancora da completare. Dal rapporto Cresme e l’analisi del Sole 24 Ore emerge che, ad essere maggiormente penalizzate saranno le imprese impegnate nei rinnovi e nelle ristrutturazioni. In calo del 25,8% l’anno prossimo. Altra grande incognita sarà quella delle opere pubbliche previste con i finanziamento del Pnnr, per queste il mercato dovrebbe crescere.

Ma, secondo le previsioni Cresme, si potrebbe verificare una discrepanza tra il valore delle costruzioni e i fondi effettivamente disponibili. Ultimo settore, e quello che sarà più limitato, è rappresentato dalla nuove costruzioni edilizie che rispetto al 2006 ora occupa solo il 34% di tutto il mercato. Per le nuove case e le opere residenziali infatti, il Cresme prevede un andamento piuttosto negativo, con la perdita dell’1,8%. Contrazione che in parte è dovuta anche alla crisi demografica.





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