CORONAVIRUS, ASSALTO A SUPERMERCATI/ Procura di Milano apre un’inchiesta: ecco perchè

- Niccolò Magnani

Coronavirus, supermercati assaltati: la Procura di Milano ha aperto un’indagine per diffusione di notizie false atte a turbare l’ordine pubblico

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Supermercati svuotati per rischio Coronavirus (LaPresse, 2020)

La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta dopo l’assalto ai supermercati registrato per l’allarme coronavirus. Come spiegano i colleghi di Tg Com 24, il panico sarebbe stato scatenato da un’audio diventato virale su Whatsapp, che avrebbe indotto i cittadini a catapultarsi nei supermarket a comprare beni di prima necessità. L’indagine, per il reato di diffusione di notizie false atte a turbare l’ordine pubblico, è coordinata dai procuratori aggiunti Tiziana Siciliano e Eugenio Fusco. «In un momento così serio e delicato non abbiamo bisogno di idiozie o di comportamenti criminosi, la divulgazione di queste cose, che creano ondate di panico irresponsabili, è un reato ed è nostra ferma intenzione individuare i colpevoli e punirli in base alla legge, nessuna tolleranza per questi ‘sciacalli’», il commento del magistrato Tiziana Siciliano. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

CORONAVIRUS, SUPERMERCATI ASSALTATI: ANZIANO SIMULA INFEZIONE E SCAPPA

Scene di ordinaria follia in questi giorni nei supermercati italiani, soprattutto al nord. Presa dalla psicosi coronavirus, gran parte della popolazione si è fiondata negli storie della zona, acquistando tutto ciò che poteva, in particolare pasta e scatolame. Il risultato sono centinaia di metri di scaffali deserti, come se dovesse piombare da un momento all’altro un ordigno nucleare sull’Italia. Il web è pieno di scene al limite del surreale come quello che ci giunge dalla provincia di Monza e Brianza, precisamente da Nova Milanese. Come riferisce primamonza.it, nel pomeriggio di sabato scorso, 22 febbraio, un signore anziano è entrato nel supermercato locale dell’insegna Familia per fare la spesa. Una volta avvicinatosi alla cassa automatica con il suo sacchetto pieno di roba, ha iniziato a starnutire in maniera veemente, accasciandosi al banco informazioni. Un’azione che ha scatenato il panico, con i commessi che hanno iniziato ad allontanarsi, impauriti dal fatto che il cliente fosse infetto. Ad un certo punto, però, l’anziano si è alzato di scatto ed è scappato… ovviamente senza pagare. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

CORONAVIRUS, SUPERMERCATI ASSALTATI, DA MILANO A PALERMO

Dopo la conferma del primo caso ufficiale di Coronavirus in Sicilia – una turista bergamasca già ricoverata a Palermo – è scappata la “pandemia collettiva” in tutto il capoluogo con farmacie e supermercati assaltati esattamente come visto nei giorni scorsi a Milano e nelle zone del focolaio del Covid19. Scaffali vuoti, derrate alimentare esaurite, liquidi disinfettanti e in generale prodotti per la pulizia finiti in tutta la mattinata: la psicosi da virus ha portato anche Palermo i suoi “frutti”, resi ancor più illogici visto l’unico caso evidenziato in questa Regione negli ultimi giorni. «Mi sembra il tempo della guerra. Confusione, paura, la gente che corre… Io ci sono abituata, me li ricordo quei giorni. Come reagire? Dobbiamo riscoprire la solidarietà. Vede, per esempio, io non sto prendendo tutto tutto, qualcosa sì. Il resto lo lascio», racconta una cliente di un supermarket cittadino raggiunta da Live Sicilia. La paura è arrivata anche in Sicilia e non tutti purtroppo hanno la “saggezza” della signora qui sopra..

CORONAVIRUS, RAZZIE NEI SUPERMERCATI

Sono passati 4 giorni dall’impennata ed “esplosione” di contagi del Coronavirus nel nord Italia e ancora non accennano a diminuire le “razzie”, le lunghe file e i supermercati assaltati dalla Lombardia al Veneto allargandosi fino ad Emilia Romagna e Toscana che pure non presentano focolai principali dell’epidemia. Esselunga, Coop, Carrefour e tutti gli altri grandi marchi vivono ore di “tensione” per l’assalto dei clienti fin dalle prime ore del mattino: non vi è un rischio specifico per carenze di cibo e rifornimenti eppure la “pandemia collettiva” che sembra aver preso la cittadinanza al Nord Italia non accenna a diminuire. «Sono venuto perché voglio che la mia famiglia stia tranquilla. Io lavoro sulle barche, oggi parto e sono più tranquillo se mia moglie e i miei figli hanno tutto il necessario e anche di più», racconta un cliente toscano alla Nazione. Il pensiero è simile e “allargato” a tantissimi altri che affollano le corse dei supermercati assaltando di fatto le casse con scorte e derrate alimentare fuori da ogni logica.

SUPERMERCATI ASSALTATI: ECCO COSA NON SERVE FARE

«Sono inutili le corse ai negozi e ai supermercati per gli approvvigionamenti. Serve equilibrio: non dobbiamo né cedere al panico né minimizzare», lo ha ribadito anche questa mattina alla Stampa il sindaco di Bologna Virginio Merola, seguendo a ruota quanto già ripetuto ieri dal Premier Conte e dai Governatori delle Regioni coinvolte dal Coronavirus, Fontana, Zaia, Cirio e Bonaccini. Ad essere “colpiti” dalla razzia di acquisti sono in primis in prodotti di prima necessità (pasta, legumi, pane e sugo) ma si registrano vendite record anche per tutti i prodotti per la pulizia (nonostante sia stato spiegato ampiamente da esperti e dal Ministero della Salute che Amuchina e sapone sono sì importanti ma non essenziali per impedire il contagio del Coronavirus). Claudio Gradara, presidente di Federdistribuzione, al Sole 24 ore Radicor spiega perché sia del tutto inutile la corsa ai viveri che si sta scatenando: «Si tratta di un fenomeno già visto in occasione di altri eventi quali la Guerra nel Golfo o il disastro di Chernobyl. Questi eventi scatenano una forte emotività che crea rotture di stock», spiega Gradara anche se poi rassicura tutti «Sia la produzione, che lo stoccaggio sono in grado di far fronte alla domanda: si tratta soltanto di qualche disservizio temporaneo, poi la situazione si normalizzerà». Ad oggi i rifornimenti merci sono garantiti in tutto il Nord Italia e non solo, con i magazzini che funzionano a pieno ritmo «stiamo provvedendo a rifornirci degli articoli maggiormente richiesti: tra questi anche generi alimentari a lunga conservazione, oltre a gel disinfettanti e mascherine, andati rapidamente in esaurimento», spiega l’ufficio stampa di Coop.

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