Taglio stipendi Liga/ Accordo in casa Real – 10%: Siviglia in cassa integrazione

- Michela Colombo

Taglio stipendi Liga: il Real Madrid ha trovato un accordo per la riduzione dal 10% al 20%. Siviglia ha messo in cassa integrazione giocatori e staff.

Real Madrid Barcellona Camp Nou lapresse 2020
Taglio stipendi Liga (Foto LaPresse)
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Non è ovviamente solo in Italia che il tema del taglio degli stipendi per i giocatori, quale misura approntata per limitare le conseguenze economiche di questo stop generale a causa coronavirus, tiene banco. Ecco infatti che già nei giorni scorsi aveva sorpreso la decisione di Barcellona e Atletico Madrid di ricorrere al Tribunale del Lavoro per dirimere la questione: e molti club della Liga ne hanno, per forza di cose, seguito le orme. Non tutti però, perché già ieri sera tardi, il Real Madrid ha annunciato di aver trovato un accordo per un taglio agli stipendi, che andrà dal 10% al 20% a seconda dei casi. Una proposta dunque che arriva direttamente dai giocatori e allenatori delle prime squadre, a cui si sono associati i dirigenti delle diverse direzioni del club: una mossa volontaristica, che stando a quanto si legge nel comunicato ufficiale “evita misure traumatiche che colpiscono gli altri lavoratori”.

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TAGLIO STIPENDI LIGA: SIVIGLIA IN CASSA INTEGRAZIONE

Non tutti però i club della Liga hanno trovato un accordo interno e vi è chi anche ha dovuto prendere misure estreme per garantire la propria sopravvivenza. E’ questo il caso del Siviglia: il club infatti ha dovuto fare ricordo all’ERTE di fronte all’emergenza coronavirus, decidendo di tagliare del 70% la giornata lavorativa di staff tecnico e giocatori, riducendo di pari passi il loro compenso economico. Ma non solo, come si legge nel comunicato diffuso dal Siviglia solo ieri, assieme i membri del consiglio di amministrazione come i dirigenti principali hanno deciso di ridurre volontariamente i propri stipendi “per superare questa grave situazione e contribuire alla sostenibilità economica del club, in uno dei momenti più delicati in 130 anni di storia”. Il club andaluso dunque ha dovuto procedere per una misura “indesiderata ma necessaria”  e probabilmente non sarà il solo a dovervi ricorrere, visto il perdurare dello stop al campionato e dell’emergenza sanitaria per la pandemia da coronavirus.

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