TEO TEOCOLI/ La battuta sulle origini che non è piaciuta ai calabresi (Domenica In)

- Carmine Massimo Balsamo

Teo Teocoli si racconta a Domenica In: i primi passi nel mondo dello spettacolo, l’amicizia con Massimo Boldi e…

teo teocoli doimenica in 2019
Teo Teocoli a Domenica in
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Mara Venier ha intervistato Teo Teocoli durante la Domenica In andata in onda ieri. Attraverso i nostri precedenti focus, avrete già modo di scoprire cosa ha rivelato l’attore e showman nel corso della sua intima intervista televisiva. C’è di nuovo però, una gaffe e le successive polemiche che ne sono scaturite in seguito. Ed infatti, proprio una battuta avrebbe fatto storcere il naso all’attento popolo dei social. L’attore e imitatore (ineguagliabile il “suo” Adriano Celentano), ha raccontato la sua autonomia e emancipazione sul lavoro (“cacciavo quelli della Siae perché mi erano antipatici”), la sua bellissima famiglia (“non avrei mai pensato potessimo essere così uniti, belli dentro e fuori”) e anche le sue origini. Quando ha menzionato il luogo di nascita però l’ironia è sfociata in una terribile gaffe: “Sono nato a Taranto poi mi hanno spostato in Calabria, un altro poco arrivavo in Africa… a scuola io non parlavo italiano ma calabrese”. I social non hanno assolutamente apprezzato quel confronto Calabria-Africa. Ovviamente il comico, non ha rinnegato le sue origini ma ha fatto una battuta di spirito da buon appassionato di risate… prendetela alla leggera, suvvia! (Aggiornamento di Valentina Gambino)

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TEO TECOLI PARLA DI MASSIMO BOLDI

Mara Venier non ha dubbi: Teo Teocoli potrebbe avere dalla vita e dalla carriera molto di più. L’ospite, però, ammette di non volere quel tanto a cui potrebbe aspirare e, in merito alla sua carriera, spiega: “la vita è fatta di tante cose, seguire la carriera significa impegnarsi troppo, avere relazioni, parlare con persone che non conosci con cui non vuoi parlare”. Teo Teocoli svela infatti che nel suo percorso non ha mai voluto dipendere da nessuno: “ho seguito la mia carriera da solo. Non facevo entrare quelli della Siae che mi davano i soldi, perché mi stavano antipatici […] ma mi ha portato bene, ho fatto tante vite, da playboy, a ballerino; ma sempre in libertà. Delle volte sparivo per sei mesi – ricorda l’artista – poi tornavo”. Tra i suoi affetti più cari, però, c’è sempre stato Massimo Boldi: “era sempre in disgrazia, ne aveva sempre una […] aveva sempre bisogno di qualcosa. Una volta – ricorda l’artista – lui e due amici si inventarono di fare un maneggio in Toscana, non avevano i soldi, presero i cavalli e scapparono con i cavali, un pazzo. […] Faceva di quei casini… Oggi? Siamo ancora molto legati – ammette Teocoli – anche se lontani, lui fa il cinema, mi ha detto ‘se non faccio il film di Natale muoio'”. (Agg. di Fabiola Iuliano)

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TEO TECOLI: “L’ARRIVO A MILANO È STATO…”

A Domenica in, Teo Teocoli ricorda l’infanzia da ragazzino del sud emigrato a Milano: “sono nato a Taranto perché mio padre era in marina a Taranto, poi sono stato mandato a Reggio Calabria e sono stato con mia nonna, perché i miei sono andati al nord. Poi sono venuti a prendermi”, svela l’attore nel salotto di Mara Venier. “Prima vedevo arance, limoni, il mare, la Reggio Calabria bellissima, mi sono ritrovato nella periferia di Milano e… non c’era il bagno!”. Passare dalle campagne del sud alla città, non è stato facile: “L’arrivo è stato traumatico, non parlavo in italiano, parlavo il calabrese”; ma le differenze con gli altri ragazzi erano numerose: “A scuola tutti avevano la merendina – ricorda Teocoli – io avevo un finocchio. Quando diedi un morso al finocchio tutti si girarono. Ma la merendina costava e continuai ad andare con il finocchio. Sono cresciuto bene con le verdure!”. (Agg. di Fabiola Iuliano)

“A TUTTO TEO”

Tra i comici più amati in Italia, Teo Teocoli oggi sarà ospite di Domenica In: l’artista nato a Taranto a tutto tondo tra carriera e vita privata. L’attore e imitatore in questo periodo è protagonista a teatro con il suo spettacolo “A tutto Teo”: uno show in cui trovano spazio nuovi monologhi e nuovi personaggi, affiancati dalle sue celebri gag. E, ovviamente, le imitazioni che lo hanno reso famoso: da Adriano Celentano a Maurizio Costanzo, passando per Cesare Maldini e Ray Charles. Il Teocoli di Mai dire gol in versione 2.0, dunque, un repertorio senza scaletta che ha avuto grandissimo successo e che continua a fare emozionare e ridere il pubblico. Ormai sono alle spalle i problemi di salute che lo hanno colpito recentemente e che lo hanno costretto ad annullare alcune date, tanto da far preoccupare i suoi fan.

TEO TEOCOLI E IL RITORNO DI FELICE CACCAMO

A proposito dei suoi personaggi più famosi, Teo Teocoli ha riportato in televisione Felice Caccamo nel corso dell’ultima puntata di Che tempo che fa: l’artista ha vestito i panni del giornalista sportivo napoletano apparso per la prima volta nel 1990 a Paperissima e che ha conquistato notorietà a Mai dire gol. Teocoli è stato protagonista di un siparietto molto divertente con Gigi Marzullo: «E’ da Napoli che mi fa domande: a Frosinone il capotreno ci ha fatto scendere ed ha detto “lei non deve disturbare tutto il treno”». Caccamo ha raccontato di guardare da sempre i suoi programmi: «Infatti pensavo fosse l’1 di notte quando ci siamo visti: da quarant’anni lo guardo. Lo conduci da 25 anni? E io lo guardo da quarant’anni, c’ero già da prima». Anche se quelle di Marzullo sono «domande assolutamente inutili», ha affermato ironicamente. Poi, la gag tagliente: «La differenza tra il giornalista Caccamo e l’uomo Felice? Giornalista non sono mai stato, Felice neanche: ancora devo scoprire la mia personalità. La cosa che mi riesce meglio è selezionare i pesci e mangiare i conigli del mago Forest».

TEO TEOCOLI E IL MILAN

Teo Teocoli non ha mai nascosto la sua passione per il Milan, di cui è grande tifoso da sempre e che ha spesso giudicato nel corso delle sue partecipazioni a programmi calcistici, basti pensare a La Domenica Sportiva. L’artista nato a Taranto recentemente è stato intervistato da Il Giorno e non ha lesinato critiche alla dirigenza rossonera per la gestione dell’allenatore, in riferimento all’esonero di Marco Giampaolo e all’ingaggio di Stefano Pioli: «Io sinceramente non avrei lasciato partire Gattuso. Lo abbiamo tanto criticato, ma per un punto non è andato in Champions League e ha dato la vita. Con un Milan non certo stellare e dovendo affrontare un evento inaspettato come quello dell’ esplosione dell’Atalanta». Un giudizio tranchant, dunque, con Teocoli che avrebbe voluto ancora vedere sulla panchina Ringhio, uno dei simboli per tutta la tifoseria del Diavolo.

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