Tonali, “capitan futuro” del Milan Campione d’Italia/ MVP, la letterina e lo Scudetto

- Niccolò Magnani

Sandro Tonali, il simbolo (con Leao) del Milan Campione d’Italia 2022: ecco chi è il “capitan futuro” di quel Milan sognato da bimbo nella letterina a Santa Lucia

Sandro Tonali
Sandro Tonali, Milan (LaPresse, 2022)

SANDRO TONALI, DALLA LETTERINA ALLO SCUDETTO

Sandro Tonali da Lodi era arrivato nell’estate 2020 con la timidezza estrema dei giovani esordienti, “Nuovo Pirlo? No, semmai il nuovo Gattuso”. Quel numero 8 sulle spalle che pesava come un macigno e un centrocampo lo scorso anno che ancora reggeva saldamente sull’asse Bennacer-Kessie.

Poi qualcosa è cambiato, qualcosa è successo – o più semplicemente, qualcuno è sbocciato – e allora il destino che era già stato scritto per “Sandrino” si è rivelato in tutto il suo fragore. Nella vittoria del 19esimo Scudetto della storia del Milan, Tonali non solo è stato “centrale” ma ha rappresentato ciò che più si avvicina al concetto di “capitano”: tonante, vibrante, con classe e spirito, con gol decisivi (quelli di Roma e di Verona) e con giocate al limite della perfezione. Con Romagnoli ai saluti, si contenderà probabilmente con Davide Calabria i gradi di nuovo capitano del Milan: un “capitan futuro” che all’età di 11 anni, pochi mesi prima dello scudetto vinto da Ibra e Pato – l’ultimo prima del trionfo dei Pioli’s Boys – scriveva una letterina a Santa Lucia per chiedergli alcune “cosette”. «Vorrei un completo del Milan, pantaloncini, maglietta e calzettoni», scriveva il piccolo Sandrino, aggiungendo «Mi sai dire se per te diventerò un calciatore?». Poi chiese di poter diventare un Santo come Santa Lucia e di “intercedere” per lui: un bimbo particolare, ossessionato dal Milan di cui è sempre stato tifoso e che oggi si commuove alla sola idea di aver contribuito ad diventare uno dei simboli dello Scudetto n.19, il primo dopo quella “letterina”.

L’MVP (CON LEAO) DELLO SCUDETTO DEL MILAN: CHE STAGIONE PER TONALI!

Se Rafa Leao ha dimostrato di essere il vero MVP di tutta la Serie A, sconquassando le difese avversarie specie nell’ultimo rush di campionato (quando è sembrato oggettivamente immarcabile), Sandro Tonali ha svolto per lunghi tratti il ruolo a tutto campo di MVP carismatico, oltre che di squisita classe tecnica.

È passato dall’essere il primo cambio del centrocampo – lo scorso anno – fino all’essere invece il primo perno della mediana, attorno alla quale Pioli e Maldini hanno costruito le fortune tecniche e di risultati del grande Milan. La punizione con il Cagliari alla seconda di campionato, il gol contro l’Atalanta rubando palla a metà campo e involandosi freddissimo contro Musso, ma soprattutto i 3 gol della primavera che hanno consentito di cucirsi un pezzo importante di Scudetto sule maglie rossonere. Sandro Tonali è stato tutto questo e ancora di più, l’unico a non aver mai mollato durante i primi 70 minuti del Derby di ritorno quando ormai il campionato sembrava una “cosa a due” tra Lautaro Martinez e Perisic; gamba mai tolta, velocità altissima, mentalità da vincente e da campione consumato, pazzesco se si pensa che ha solo 22 anni. Nel momento clou della stagione, la felice intuizione di Pioli di mettere Sandrino come “centravanti ombra”, con i suoi inserimenti da dietro, che hanno permesso prima di raggiungere l’1-2 insperato contro la Lazio al 92esimo e poi la clamorosa doppietta a Verona, su doppio assist del funambolico Rafa. Una stagione da incorniciare per chi in fondo voleva “solo” diventare un calciatore e un santo: per il primo, abbiamo davanti il miglior prospetto a centrocampo della Nazionale post delusione Mondiali. Per il secondo… beh, non vi sembra che qualche “miracolo” abbia già cominciato a farlo?







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