Governo M5s-Pd, totonomi premier e ministri/ Cartabia si sfila: “Resto in Consulta”

- Carmine Massimo Balsamo

Totopremier e totoministri Governo M5s Pd: Marta Cartabia si chiama fuori. In pole Giovannini, insidiato da Massimo Bray.

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Zingaretti e Di Maio (LaPresse, 2019)

Totopremier e ministri Governo M5s Pd, si tira fuori una delle principali candidate alla poltrona di presidente del Consiglio: parliamo di Marta Cartabia, numero due della Corte Costituzionale. Intervistata dai colleghi dell’Ansa, la giurista ha chiarito la propria posizione in merito alle indiscrezioni delle scorse ore: «L’incarico alla Corte costituzionale, che mi è stato affidato otto anni fa e che si concluderà nel settembre 2020, richiede grande impegno e responsabilità e intendo portarlo a compimento per il valore che la Costituzione gli attribuisce per la vita del Paese e soprattutto per quella di ogni singola persona». Nelle ore delle discussioni sul possibile Conte-bis, un’autorevole candidata si sfila. Ma non mancano comunque le alternative: come vi abbiamo raccontato, resiste in pole l’ex presidente Istat Enrico Giovannini, mentre l’ex ministro Massimo Bray scala posizioni: vicino in passato a Massimo D’Alema, l’editore è molto stimato in ambienti pentastellati. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

TOTOPREMIER E MINISTRI GOVERNO M5S-PD: GRILLO PUNTA SU CONTE

Continuano a circolare rumors sul premier e sulla squadra di ministri dell’eventuale esecutivo M5s-Pd e alcuni dati sembrano certi. Alcuni ministri grillini verranno ‘tagliati’ – Danilo Toninelli e Giulia Grillo i primi indiziati – e sembra sempre più certo l’addio di Giuseppe Conte: i dem non vedrebbero di buon occhio la permanenza a Palazzo Chigi del giurista. Chiacchierato come possibile commissario Ue a Bruxelles, “l’avvocato del popolo” è stato difeso e sponsorizzato da Beppe Grillo. Intervenuto sul suo blog, il garante del Movimento ha dedicato un post all’ormai ex premier, dal titolo “Gli Elevati”: «Sembra che nessuno voglia perdonare a Conte la sua levatura ed il fatto che ci abbia restituito una parte della dignità persa di fronte al mondo intero. Se dimostreremo la capacità di perdonare le sue virtù sarà un passo in avanti per il paese, qualsiasi cosa che preveda di scambiare lui, come facesse parte di un mazzo di figurine del circo mediatico-politico, sarebbe una disgrazia». Conclude il comico genovese: «Ora ha pure un valore aggiunto? L’esperienza di avere governato questo strano paese? Benvenuto tra gli Elevati». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

TOTOPREMIER E MINISTRI GOVERNO M5S PD: DUELLO GIOVANNINI-CARTABIA?

Non si placano i rumors su totopremier e totoministri del possibile governo M5s-Pd, tanto da arrivare sulle pendici del Gran Paradiso. Come riporta l’Ansa, la vice presidente della Consulta Marta Cartabia – tra le principali candidate alla poltrona di presidente del Consiglio – si trova attualmente a Valsavarenche ed hai microfoni dei cronisti ha evidenziato: «I rumors un pochino arrivano, arrivano ovunque, le onde arrivano fino lassù». La giurista non ha rilasciato commenti sull’ipotesi che la riguarda da vicino, commentando brevemente: «E’ stata una bellissima giornata, è una cosa privata». Repubblica riporta che in pole position resiste Enrico Giovannini, mentre si profila uno scambio in casa M5s: Patuanelli nuovo ministro per i Trasporti e Toninelli capogruppo grillino al Senato. Spunta il nome di Paolo Gentiloni per la commissione Ue, mentre è tutto da scrivere il futuro di Luigi Di Maio: oltre alle ipotesi Esteri o Agricoltura, non è da escludere che si ‘vendichi’ di Salvini sostituendolo al Viminale. Resta in corsa per il ruolo di Ministro dell’Interno anche l’ex Marco Minniti. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

TOTONOMI PREMIER E MINISTRI: SPUNTANO DI BATTISTA E PADOAN

Totopremier Governo M5s-Pd ma non solo: circolano i primi nomi della possibile squadra di ministri giallorossa. Nelle ultime ore circola con insistenza il nome di Enrico Giovannini per la poltrona di Presidente del Consiglio, con l’ex presidente Istat in grado di “saldare” grillini e dem, mentre serviranno lunghe trattative per la scelta dei ministri. Come riporta La Stampa, Zingaretti ha invocato un cambio totale rispetto all’esecutivo con la Lega e sono diversi gli esponenti pentastellati a rischio: i maggiori indiziati sono Toninelli e la Grillo. In casa M5s danno per sicura la riconferma di Alfonso Bonafede alla Giustizia – con possibile promozione a vicepremier – e di Riccardo Fraccaro ai Rapporti col Parlamento. Prendono quota le ipotesi Alessandro Di Battista, che Di Maio vorrebbe coinvolgere nel nuovo progetto, e Stefano Patuanelli, attuale capogruppo al Senato. Per il Partito Democratico, invece, si fanno i nomi di Enzo Amendola, Marina Sereni e Lorenzo Guerini. Due i profili sui quali sarà necessario un confronto approfondito: Franco Gabrielli agli Interni – sponsorizzato da Renzi – e Carlo Padoan al dicastero del Tesoro. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

GOVERNO M5S-PD: PRIMA PREMIER DONNA?

Totopremier Governo M5s-Pd, iniziano a circolare i primi nomi su chi guiderà il possibile esecutivo giallorosso. Il capo dello Stato Sergio Mattarella ha annunciato che martedì 27 e mercoledì 28 agosto 2019 si terrà il secondo giro di consultazioni, con la speranza che si trovi un accordo per una nuova maggioranza in Parlamento al fine di scongiurare il ritorno alle urne. Il segretario dem Nicola Zingaretti ha aperto ai grillini e c’è chi parla anche di un accordo molto vicino tra le due forze politiche. E, esclusa l’ipotesi di un Conte-bis, sono numerosi i profili accostati alla poltrona di presidente del Consiglio. Come vi abbiamo raccontato, una delle piste principali porta a una scelta ‘rivoluzionaria’: un premier donna per la prima volta nella storia d’Italia, i nomi sono quelli della numero 2 della Corte Costituzionale Marta Cartabia e della vice presidente della Luiss Paola Severino. Ma non solo…

TOTOPREMIER GOVERNO M5S-PD: I NOMI IN BALLO

Qualora il premier venisse scelto tra le fila M5s, il nome più quotato è sicuramente quello di Roberto Fico: l’attuale presidente della Camera sarebbe il collante ideale per ‘cementare’ l’alleanza con il Partito Democratico e con Liberi e Uguali. Quotidiano.net evidenzia però che bisognerà fare i conti con le resistenze di Luigi Di Maio, riluttante all’idea di dare il via libera per quest’ipotesi. Molto più probabile un profilo ‘tecnico’: negli scorsi giorni si è parlato molto dell’ipotesi Raffaele Cantone, che ha da poco lasciato l’Anac, senza dimenticare il giurista Giovanni Maria Flick. Secondo Open, i nomi ‘più freschi’ sono quelli di Enrico Giovannini e di Massimo Bray: il primo, ex presidente Istat e ministro del Lavoro del Governo Letta, si è schierato a più riprese al fianco delle misure proposte dal M5s; il secondo, ex ministro dei Beni Culturali del Governo Letta, è stato deputato del Partito Democratico ma è visto di buon occhio in casa pentastellata.

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