MARTA CARTABIA, PREMIER DONNA IN GOVERNO PD-M5S?/ Chi è: totonomi e ‘buona politica’

- Niccolò Magnani

Marta Cartabia, chi è la possibile prima premier donna del futuro Governo Pd-M5s: vice presidente Consulta, tra totonomi e “buona politica”

Marta Cartabia e Sergio Mattarella
Consulta, Marta Cartabia e Sergio Mattarella (LaPresse, 2019)

La crisi di Governo entra nel vivo con le consultazioni di Mattarella che nelle prossime ore dovrebbero portare a conoscenza la scelta sostanziale tra elezioni subito o nuovo governo di legislatura: ebbene, per tutto il giorno il nome di Marta Cartaria è circolato e non è mai stato smentito come possibile “papabile” per un’ipotesi di Governo politico con un profilo istituzionale però piuttosto marcato (il che fa crescere più di un dubbio sull’effettivo accordo che potrebbero avere Pd e soprattutto M5s con una Presidente del Consiglio come l’attuale vicepresidente della Consulta). Come giustamente riporta il Sole 24 Ore, la Cartabia garantirebbe un’ampia possibilità di “accordo” su più versanti, dal fronte giudiziario a quello cattolico. Nella prefazione al libro di Padre Francesco Occhetta “Ricostruiamo la politica. Orientarsi nel tempo dei populismi”, la stessa Cartabia ha citato in molti passaggi il pensiero politico di Papa Francesco: «L’urgenza della buona politica: non di quella asservita alle ambizioni individuali o alla prepotenza delle fazioni, delle ideologie o dei centri di interessi, o addirittura preda della corruzione; ma della buona politica, che è, cioè, capace di includere, che sa essere coraggiosa e prudente allo stesso tempo, responsabile, collaborativa, disposta a lasciare le sue buone idee, senza abbandonarle, per metterle in discussione con tutti nella ricerca del bene comune». Dopo questa introduzione, lo stesso Occhetta oggi sui social celebra la possibilità di avere come premier proprio la Cartabia «potrebbe essere un’ottima candidata a Palazzo Chigi, attuale giudice costituzionale, docente universitario, persona colta, fidabile e affidabile, non appartiene a partiti ma ha ampia visione politica»..

EX GIUDICE CONTRI: “CARTABIA ALTO PROFILO”

E’ Marta Cartabia la possibile prima premier donna della storia d’Italia. Accostata alla poltrona di presidente del Consiglio in caso di fumata bianca tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, la numero due della Corte Costituzionale è stata promossa a pieni voti dall’ex giudice della Consulta Fernanda Contri, che ha citato anche Paola Severino: «Sono entrambe figure di altissimo profilo», sottolineando ai microfoni di Adnkronos che la Cartabia «è una grande studiosa di diritto costituzionale, molto equilibrata, serena, e ha molte qualità per ricoprire il ruolo di premier». Attesi aggiornamenti nel corso delle prossime ore, con la vice presidente della Consulta che sta raccogliendo ampi consensi in vista del possibile ruolo di primo ministro. Attualmente, sottolinea l’Ansa, la giudice è impegnata nell’ascensione del Gran Paradiso insieme alla famiglia ed alcuni amici. Tra le tante curiosità sulla 56enne lombarda, c’è da segnalare una grande passione per la montagna e in particolare per la Valle d’Aosta, dove negli scorsi mesi è stata insignita dalla Regione del titolo di ‘Ami de la Vallée d’Aoste’. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

MARTA CARTABIA IN LIZZA NEL TOTONOMI PREMIER

È chiaramente un retroscena quello che ha posto Marta Cartabia come “In pole” per un possibile ruolo di Premier nel nuovo Governo Pd-M5s e come quello ve ne sono molti altri in queste frenetiche ore di consultazioni per illustrare i vari “totonomi” per il ruolo di prossimo Presidente del Consiglio, sempre qualora Mattarella non sciolga le Camere per andare al voto. Da Raffaele Cantone (ex Anac) al “sempreverde” Carlo Cottarelli, dai costituzionalisti Valerio Onida e Giovanni Maria Flick fino all’economista Enrico Giovannini o anche l’ex Ministro della Giustizia Paola Severino che garantirebbe un pieno appoggio anche agli ambienti dei 5Stelle più antiberlusconiani. Si ritorna poi alla Cartabia, non esclusa ad oggi da nessun retroscenista in Quirinale e nel Parlamento: non è un profilo politico ma come si è già visto nel recente Governo gialloverde con Giuseppe Conte, questo non sarebbe un problema, al netto di avere una maggioranza forte in Parlamento politica e non di “breve durata”.

GOVERNO M5S-PD, SPUNTA NOME A SORPRESA

In pieno della crisi di Governo e con le consultazioni al Colle ancora in atto, ci si interroga sostanzialmente sulle due opzioni più credibili: Elezioni subito o Governo di legislatura tra Pd e M5s. Ebbene, nei retroscena che si affollano in questi giorni per capire eventualmente chi potrebbe essere il Premier, scelto da Mattarella, per poter tenere assieme un ipotetico Governo “giallorosso” ne spunta uno di Tommaso Labate sul Corriere della Sera che mostra il nome di Marta Cartabia come probabile “asso nella manica” del Quirinale per far terminare la crisi di Governo. Fico, Cottarelli, Draghi, Zingaretti, addirittura Di Battista, ma sarebbe la vicepresidente della Consulta, nominata da Giorgio Napolitano nel 2011, ad avere tutte le carte in regola per poter sbarcare a Palazzo Chigi dopo Giuseppe Conte. «Il primo e più importante elemento di discontinuità che potrebbe caratterizzare l’alleanza tra Pd e Movimento 5 Stelle sarebbe la scelta di una donna premier, la prima a Palazzo Chigi nella storia d’Italia», scrive il Corriere della Sera questa mattina. Donna di merito, illuminata carriera a livello giuridico e profilo di assoluta credibilità tanto per le istituzioni politiche quanto per quelle giudiziarie e dei vari apparati dello Stato. Nominata da Napolitano nella Corte Costituzionale 8 anni fa, dal 2014 è vicepresidente della Consulta e i suo mandato scadrà nel 2020.

CHI È MARTA CARTABIA: LA PRIMA DONNA A PALAZZO CHIGI?

Marta Cartabia – intervenuta spesso su queste pagine sia con interviste che con articoli personali – è laureata con lode in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano nel 1987, e ha insegnato in numerosi atenei, in Italia e all’estero; dal 2004 è professore ordinario di diritto costituzionale presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Oltre alla Consulta, la Cartabia è membro sostituto della “Commissione europea per la Democrazia attraverso il Diritto”, nota anche come “Commissione di Venezia”. Di recente assieme a Luciano Violante, Marta Cartabia ha composto una serie di saggi dal titolo “Giustizia e mito” in cui partendo da tre diverse tragedie di Sofocle (Edipo Re, Antigone e Edipo a Colono) si è misurata sul fronte politico-giuridico nella dialettica decisiva tra il Governo, lo Stato, la Repubblica e le libertà personali. Nel 2018, non un’eternità fa, la stessa Cartabia è stata nominata dal Premier incaricato Cottarelli per un ipotetico Governo tecnico mai nato vista la novità del contratto tra Lega e M5s. Secondo quanto riportato dal retroscena del CorSera, alcuni “mister x” dei dialoghi fitti di queste ore tra Pd e M5s avrebbe fatto il nome e il cognome della giurista classe 1963: «Il vero elemento di discontinuità, in grado di arrestare sul nascere la smania dei furbetti che potrebbero far nascere il governo per poi togliergli la fiducia a piacimento, sarebbe accordarsi su una donna presidente del Consiglio».

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