TRENO DERAGLIATO/ “Errore umano, lo scambio è azionato da chi gestisce la rete”

- int. Marco Ponti

Il Frecciarossa Milano-Salerno è deragliato a Lodi ieri mattina alle 5.34 mentre viaggiava a 280 km orari. Due le vittime

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Frecciarossa deragliato. Il luogo dell'incidente (LaPresse)

Treno deragliato. Secondo quanto riportato dall’agenzia Ansa, le indagini della Polizia scientifica e degli esperti della Polfer, a seguito dell’incidente di ieri mattina, avvenuto alle 5.34 nel comune di Ospedaletto Lodigiano, nei pressi del casello A1, in zona cascina Griona, dove è deragliato il treno ad alta velocità Frecciarossa Av 9595 partito da Milano e diretto a Salerno, si concentrano su una parte di scambio, quella che regola l’instradamento di un treno su un binario o su un altro, il cosiddetto deviatoio. Secondo le forze dell’ordine, la motrice del convoglio, che viaggiava a 280 km orari, dopo essere stata sviata dai binari per cause ancora da chiarire sarebbe uscita completamente dalla sede, finendo prima contro due carrelli della manutenzione situati su un binario parallelo e poi contro una palazzina delle ferrovie, dove ha terminato la sua corsa.

Come spiega il professor Marco Ponti, ordinario di economia applicata al Politecnico di Milano, ma in passato consulente delle Ferrovie dello Stato in materia di sicurezza dei trasporti, “il deviatoio è un dispositivo elettromeccanico, che è parte di un più ampio scambio, che si trova a circa 500-600 metri dal luogo dove si sono poi fermati, per inerzia, il convoglio e la motrice”, anche se quest’ultima, per via della velocità con cui viaggiava, è letteralmente volata in aria. “La presenza di uno scambio in un tratto rettilineo – osserva il professor Ponti – è dovuto allo scorrimento parallelo di più binari dell’alta velocità per motivi di sicurezza, in modo da deviare il convoglio in caso di possibili problematiche tecniche, lasciando così i binari liberi ai treni che seguono”. Tale deviazione, aggiunge, non viene operata dai conducenti del treno, che nell’incidente sono entrambi deceduti, ma dal personale addetto al controllo e alla sicurezza dei convogli che si trova nella centrale ferroviaria, avvertendo naturalmente i macchinisti che il treno verrà deviato.

Lo scorrimento di più binari paralleli è una misura di sicurezza. Questi binari paralleli si trovano solo su alcuni punti del tragitto?

È una misura pensata per le manovre di emergenza. Stiamo parlando di un convoglio che, nel punto in cui è successo l’incidente, viaggiava spedito da Milano a Bologna, a quasi 300 chilometri orari. Se piazzano uno scambio in un certo punto, è per consentire, in caso di emergenza, di uscire dal binario principale senza interrompere la linea.

In pratica, se ci si accorge che il binario su cui il Frecciarossa sta viaggiando ha dei problemi o se lo stesso Frecciarossa presenta dei problemi, al primo scambio disponibile viene deviato su un altro binario di modo che la linea non venga interrotta?

Esatto. Un treno ad alta velocità non viene fermato se non in stazione: quello scambio serve solo a permettere ai convogli che seguono di proseguire il viaggio. Se invece ci si trova in un punto dove non ci sono scambi disponibili, e binari paralleli di sicurezza, il treno viene fermato sul binario dove sta viaggiando, il che può essere in aperta campagna o in galleria, come già successo in passato. Ma così si provoca la catena di ritardi che tutti noi ben conosciamo.

Al momento non si sa se il treno è stato sviato volontariamente, ma sappiamo che lo sviamento è avvenuto in corrispondenza di uno scambio dove proprio la sera prima sarebbe stato sostituito un deviatoio. Sembra addirittura che lo scambio fosse aperto, come se fosse stato dimenticato così. Stiamo parlando di errori umani?

Lo sviamento è avvenuto perché c’era qualcosa che non funzionava nello scambio, non credo ci fosse alcuna intenzione di far cambiare binario al treno. È una manovra che si fa se si guasta un treno: lo si fa uscire dal binario principale in modo da far passare gli altri, ma solo per quella circostanza.

Si dice che la sera prima sia stato sostituito un deviatoio. Ma il deviatoio è lo scambio stesso, quindi cosa può essere stato sostituito?

Grosso modo, i due termini sono sinonimi, ma lo scambio è fatto da diverse parti. Una volta il deviatoio era la leva azionata da una persona per azionare lo scambio, oggi coincidono. In un caso come questo, ripeto, si tratta di una manovra d’emergenza. Viene avvisato il capotreno e si aziona lo scambio in automatico.

Essendo morti i due capitreno, non sapremo mai cosa è successo?

Attenzione, lo scambio viene azionato da chi gestisce la rete. Di solito è un intervento operato dal personale addetto al controllo centralizzato della circolazione dei treni, che avverte i capitreno che ci sarà una deviazione.

Quando abbiamo parlato con lei dopo l’incidente di Pioltello, ci ha spiegato che le ferrovie italiane sono tra le più sicure d’Europa e che il numero delle vittime rispetto ai decessi su strada è molto basso. Lo conferma?

Sono i numeri che dicono questo: la mortalità in Italia rispetto alla media europea è molto bassa. D’altro canto, questo incidente avvenuto a Lodi, come ho letto, è il primo in 15 anni sulla linea ad alta velocità. Va tuttavia ricordato che con qualunque mezzo di trasporto gli incidenti non sono sempre evitabili. Anche gli aerei non sono del tutto sicuri, la sicurezza è sempre un calcolo probabilistico, non si può garantire il 100% di sicurezza. Ma, ripeto, il sistema ferroviario italiano è ragionevolmente sicuro.

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