Treviso, baby gang fermata dopo furti e violenze/ “Non abbiamo fatto niente di grave”

- Silvana Palazzo

Treviso, baby gang fermata dai carabinieri dopo aver seminato il panico con furti e violenze: “Non abbiamo fatto niente di grave”, hanno dichiarato loro

baby gang milano
Immagini di repertorio

gangI carabinieri di Treviso hanno fermato una baby gang che ha seminato il terrore in tutta la provincia. Gli otto ragazzi sono, infatti, accusati di quattro spaccate, di aver picchiato un uomo durante una rapina e di una serie di furti che avrebbero commesso solo per divertimento. Nei loro cellulari sono state poi trovate foto di gruppo, come quelle a bordo di una Bmw appena rubata e che doveva essere scagliata contro la vetrata di una tabaccheria. Ma anche col caviale rubato ad una pescheria da mangiare a colazione. Sono decine e decine di immagini di questa baby gang che ha imperversato a gennaio, anche in pieno coprifuoco, tra Casier, Casale sul Siae, Preganziol e Mogliano, come ricostruito dal Gazzettino. Trattasi, dunque, di prove evidenti della loro colpevolezza che non hanno negato quando i militari si sono presentati a casa. Ma hanno provato a minimizzare: «Non pensavamo di aver fatto nulla di così grave».

BABY GANG A TREVISO: L’ORGANIZZAZIONE

Nessuno ha rubato per necessità. I loro furti erano senza motivazioni. I bottini peraltro sono stati miseri rispetto ai danni che hanno arrecato. L’hanno speso in sigarette, gratta e vinci, qualche centinaio di euro per questi ragazzi che vengono da famiglie di media estrazione, non avvolte nel benessere ma neppure in situazioni di estrema difficoltà. Il leader di questa baby gang, secondo quanto riportato dal Gazzettino, è un 19enne di Mogliano con precedenti per furti e rapine. Uno dei ragazzi, tramite la fidanzatina 16enne (anche lei arrestata e partecipante attiva di un colpo) hanno conosciuto un 15enne e altre due ragazze denunciate, oltre all’ultimo complice. Ognuno aveva il suo ruolo, ma colpivano insieme, quindi si spartivano il bottino e rivendevano quel che potevano. Tra il 12 e 13 gennaio i carabinieri li avevano quasi presi, ma con la Bmw rubata erano riusciti a bruciare il posto di blocco scappando ad alta velocità. Pur consapevoli di avere gli inquirenti col fiato sul collo, hanno continuato a pubblicare foto e video delle proprie prodezze, fino a quando non sono stati appunto fermati.



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