Truffa bolletta dei cellulari/ 9 cent per ogni pagina web visitata: Wind sotto accusa

- Chiara Ferrara

La nuova truffa sulle bollette dei cellulari che ha coinvolto Wind: 9 centesimi sottratti al consumatore per ogni pagina web visitata

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Uno smartphone (Pixabay, 2019)

Una nuova truffa nelle bollette dei cellulari ha coinvolto la Wind, già sotto accusa nel filone d’inchiesta sulla telefonia. I consumatori, in base a quanto riporta il Corriere della Sera, erano inconsapevolmente costretti a pagare 9 centesimi ogni volta che si passava per una determinata tipologia di pagina web. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, i clienti al momento dell’arrivo del conto non se ne accorgevano, dato che la tariffa massima per il “servizio” era di un euro al mese.

A denunciare quanto accadeva alle autorità sarebbe stato un ingegnere ex consulente di Accenture, ovvero la società operante nel settore della consulenza strategica e direzionale che collaborava con Wind tra febbraio e giugno 2020, al posto della Pure Bros, anch’essa adesso sotto accusa. Il testimone chiave dell’indagine ha rivelato che gli era stato chiesto di attuare il sistema da dirigenti di Vetrya, l’azienda che dal dicembre 2019 era incaricata di contrattualizzare i produttori di contenuti dell’operatore telefonico. Il nuovo metodo, si legge tra le pagine del quotidiano, si era aggiunto «all’aver per anni appioppato ai telefonini delle persone un nugolo di servizi aggiuntivi (giochini, suonerie, meteo, oroscopi, gossip) attivati a sorpresa sulla scheda Sim di ignari utenti».

Truffa bolletta dei cellulari: scatta il sequestro

Il Gip della Procura di Milano Patrizia Nobile, nei giorni scorsi, ha disposto un nuovo sequestro preventivo a Wind per la truffa della bolletta dei cellulari. In passato erano stati bloccati 21 milioni di euro di percentuali sui servizi attivati con modalità fraudolente da società di contenuti quali Bright Moby e Yoom tramite l’hub tecnologico Pure Bros. Adesso, con l’aggiornamento della misura, saranno vincolati invece 204mila euro sui conti di Accenture e 109mila euro sui conti di Vetrya, ovvero le due società che operavano come provider.

Le attivazioni dei servizi, intanto, da quando non sono più automatiche, sono divenute controllate, per cui i clienti non dovrebbero più preoccuparsi di eventuali ulteriori truffe, dato che il blocco dei contenuti è pre-impostato. Le indagini sulla questione, ad ogni modo, continuano, arricchendosi di nuovi capitoli.

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