TUTTI I FESTIVAL DELLE FESTE/ Film classici e d’autore e anteprime da tutto il mondo

- Ugo Baistrocchi

Nel periodo delle feste sono visibili in streaming i capolavori del Cinema ritrovato e del Far East Film Festival e di tutti i festival fiorentini, Capri Hollywood e tanto altro

Lesson of Love film web1280 640x300 Una scena del film Lessons of love

Quest’anno le sale cinematografiche sono chiuse durante le feste, ma, per fortuna, i film non mancano. Anche festival e cineteche, oltre alle alle tradizionali tv e piattaforme, offrono, per Capodanno e fino all’Epifania e oltre, una ricca programmazione che comprende film classici e intramontabili, rarità ma anche anteprime e novità da tutto il mondo.

La Cineteca di Bologna presenta un programma di 16 lungometraggi, nonché corti e documentari, per un totale di 142 titoli, in streaming fino al 17 gennaio. Si tratta di un programma che si rinnoverà ogni mese. Ha battezzato l’iniziativa Il cinema ritrovato fuori sala perché vuole portare nelle case degli spettatori di tutta Italia i film, restaurati e in copie di qualità, de Il Cinema ritrovato, considerato da molti il festival più bello del mondo, “perché vi si vedono solo capolavori” (secondo Isabella Rossellini), Il programma prevede commedie come Vita da cani di Monicelli o il primo film di Fellini, Luci del varietà, l’irresistibile Febbre dell’oro di Chaplin, ma anche il suo capolavoro Luci della città, un noir con Jean Gabin, dieci documentari di Vittorio De Seta e uno recente di Martin Scorsese, una versione integrale de La donna scimmia di Marco Ferreri con tre versioni del finale, due rari film, uno della Germania Est e uno dell’Iran, e tanti altri film belli tra i quali sarà difficile scegliere. Tutti i film sono presentati da esperti come Thierry Fremaux , direttore del festival di Cannes, Paolo Mereghetti, Goffredo Fofi, Gianluca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna.

La IX edizione del Catania Film Fest è online in streaming gratuito fino al 31 dicembre su Mymovies. I film in concorso sono L’Agnello, un dramma familiare del regista Mario Piredda, La banda dei tre, una commedia noir diretta da Francesco Dominedò, One half of me, di Tuukka Temonen, che è un film finlandese, in anteprima nazionale, Gli ultimi a vederli vivere di Sara Summa, che ha debuttato nella sezione Forum della 69a Berlinale, Sun Shine Moon, il secondo lungometraggio di produzione indipendente di Carlo Avventi, e Wrestlove – L’amore combattuto di Cristiano Di Felice, il primo documentario sul wrestling in Italia. Il programma prevede anche 25 corti (in concorso, fuori concorso e siciliani). Purtroppo la visione dei film è possibile solo per 4 ore dall’inizio della prima proiezione nella sala virtuale.

Fino al 31 dicembre possono essere visti gratuitamente e anche votati i film europei che partecipano all’ArteKino Festival. Giunto alla sua 5a edizione, presenta una selezione di 10 film europei, realizzati da giovani registi, e disponibili gratuitamente in 10 lingue e in 45 Paesi europei. I 10 film sono tutti recenti e mostrano interessanti punti di vista su problematiche e temi contemporanei. Data la qualità della selezione il festival è molto seguito. Le visioni possibili del film italiano Lessons of love di Chiara Campara, per esempio, hanno già realizzato da tempo il tutto esaurito. Gli spettatori hanno inoltre l’opportunità di votare per l’European Audience Award e la possibilità di vincere un viaggio al Locarno Film Festival 2021.

Il meglio di tutti festival cinematografici che si sono svolti online a Firenze nel corso del 2020 è stato organizzato in un programma ricchissimo, All I watch for Christmas, da Più compagnia, la sala virtuale realizzata dalla sala non virtuale La compagnia con la collaborazione di Mymovies.it ed è disponibile fino al 24 gennaio 2021. I 30 film sono stati selezionati tra quelli del Festival dei popoli, del Lucca film festival, di France Odeon, del River to River Indian Film Festival, del Nuovo Cinema Greco, de Gli schermi dell’arte, del Florence Queer festival, di Horror ma non troppo, ai quali si aggiungono quattro film classici di Welles, Hitchcock, Wilder e Renoir. La new wave greca è ben rappresentata da film come Pazza idea, dove due ragazzi rimasti orfani della madre, fan sfegatati di Patty Pravo, vanno alla ricerca del padre, e altre tre opere. Tra i film horror c’è l’imperdibile Zombie contro zombie del giapponese Shuichiro Ueda, che è non solo un film horror ma una riflessione originale sul cinema e sulle sue potenzialità o, forse, sulla sua onnipotenza. Nel catalogo saranno presenti, per una settimana ciascuno, anche alcuni documentari in anteprima, come quello che racconta la storia inedita delle rockstar francesi, Haut les filles!, uno dedicato ai gatti di New York e a chi salva la loro vita ogni giorno, Gatti a New York, un altro ancora sull’arte dello scrivere un “coccodrillo”, magistralmente portata avanti da un gruppo di giornalisti del New York Times, Obit, per finire con la storia struggente di un’amicizia improbabile: quella tra una pittrice e il ladro che ha rubato un suo quadro, The Painter and the Thief.

Il Far East Film Festival di Udine ha tesaurizzato la sua lunga esperienza in materia di cinema dell’Estremo Oriente e da alcuni mesi ha realizzato una raccolta permanente online Fareastream con ii migliori film visti nelle precedenti edizioni del Feff. Ogni mese la libreria viene aggiornata con nuovi titoli. Per le feste 2020 sono stati aggiunti altri 15 film ai 50 già presenti tra i quali: Departures di Takita Yojiro (Oscar 2009 per il miglior film straniero), un amatissimo evergreen come Poetry di Lee Chang-dong (incoronato a Cannes per la miglior sceneggiatura) e uno dei migliori documentari degli ultimi anni, cioè Ryuichi Sakamoto: Coda. Accanto a nomi giganteschi come Kore-eda con Father and Son, Wong Kar Wai con The Grandmaster, Miike Tahashi con 13 assassini e Shield of Straw, gli amanti del cinema asiatico troveranno non meno grandi fenomeni pop come The Beast Stalker di Dante Lam o The Terror, Live di Kim Byung-woo. Dicembre porterà anche due dei capolavori hongkonghesi di Fruit Chan: Piccolo Cheung (1999) e Durian Durian (2000), disponibili in italiano. 

In attesa della 32a edizione del Trieste Film Festival, che si svolgerà online dal 21 al 29 gennaio 2021, il festival stesso ha realizzato una rassegna in streaming, Trieste Film Festival in Tour, con 6 lungometraggi, selezionati tra i migliori della passata edizione, 3 di finzione e 3 documentari, con la collaborazione della piattaforma Mymovies.it. Si tratta di film per la prima volta disponibili per il pubblico italiano, selezionati per rappresentare il loro Paese agli Oscar o provenienti dai festival di Cannes e di Locarno.

È un piccolo festival Immagini dal sud del mondo, ma è giunto alla 26a edizione e con il suo programma di 16 titoli, tra i quali anche l’ottimo Spaccapietre dei fratelli De Serio, reduce da Venezia, il vincitore della Festa del cinema di Roma dello scorso anno, Santa subito di Alessandro Piva, e lo stimolante La vasca del capitone, che chiuderà il festival, persegue l’obiettivo di fornire una vetrina a film di registi africani, asiatici, sudamericani, ma anche italiani indipendenti, che mostrano una visione del mondo abbastanza in ombra nei circuiti della grande distribuzione. Organizzato con passione e dedizione da un associazione universitaria onlus, i film della rassegna sono visibili in streaming fino al 31 dicembre.

La Cineteca di Milano, che ormai gestisce autonomamente una piattaforma in streaming a disposizione per rassegne e festival, propone per le feste un programma molto vario. Si va da film per ragazzi d’animazione e non (Il mago di Oz, Il principe e il povero, I racconti di Parvana, ecc.), a filmati di montaggio realizzati appositamente per le festività come Il Natale di Calimero, una raccolta dei migliori caroselli pubblicitari natalizi, o Natività e Babbi Natale, montaggio di clip tratte da film con immagini relative alla nascita del bambinello o del misterioso portatore di doni vestito di rosso. Gli appassionati di cinema potranno vedere anche una selezione di tre film (Pietà, Il prigioniero coreano e One to one) scelti per ricordare il regista coreano Kim Ki-duk, recentemente scomparso vittima del Covid-19, o due classici del cinema, Il cielo sopra Berlino e La jetée, nell’ambito di una rassegna realizzata per Armani. Ma le vere chicche sono i cinque film di Adolfo Baruffi, il Salinger di Ferrara, che si dedicò al cinema dai venti ai trent’anni e nel 1956, quando il suo film Paternicillina venne vietato dalla censura, cambiò vita e si mise a produrre calzature. Solo nel 2008, grazie ad un articolo del professore Paolo Veronesi, fu riscoperto come autore. La Cineteca presenta 5 film di Baruffi tra i quali il censuratissimo Paternicillina.

Capri Hollywood – The International Film Festival, manifestazione giunta alla 25a edizione, è un caso a parte e merita un approfondimento. Fondata da Pasquale Vicedomini, giornalista e organizzatore culturale, nato nel 1962 a Nocera inferiore, è una manifestazione che finora si è svolta a Capri tra Natale e Capodanno, famosa, secondo i malevoli, più che per i film programmati per la sua ospitalità. Ogni anno è affollata di divi e dive internazionali (ma anche nazionali) ben contenti di passare una settimana, tutto pagato, a Capri in cambio di qualche intervista e qualche sorriso per gli excellence international awards ricevuti. Bisogna però ammettere che Vicedomini, nel corso degli anni, è sempre riuscito a garantire una copertura mediatica clamorosa non solo sulla stampa tradizionale ma anche sulle Tv, sia della Rai che di Mediaset. 

Se si scarica dal sito la brochure con il bilancio dell’edizione 2019, 60 pagine di foto e titoli stile Novella 3000, e si ha la pazienza di leggere tutto, si ha la netta impressione che la Mostra di Venezia sia una fiera di paese paragonata a Capri HollywoodThe International Film Festival, che sarebbe l’anticamera degli Oscar, il passaggio obbligato per lo star system italico per arrivare a vincere a Los Angeles la meritata ma comunque mitica statuetta. A tale scopo Pasquale Vicedomini, che preferisce farsi chiamare Pascal, certo non per devozione al filosofo, organizza una manifestazione parallela Los Angeles Italia – Film, Fashion and Art Festival, promossa come Capri Hollywood dall’istituto Capri nel mondo. Los Angeles Italia si svolge nel famoso Teatro cinese alla vigilia della Notte degli Oscar. Quest’anno, nel corso della manifestazione, Ezio Greggio è stato premiato con l’excellence award “per essere uno dei re della commedia” con i suoi tanti film diretti e girati proprio a Hollywood.

Nel 2020, Capri Hollywood, che quest’anno si svolge online fino al 2 gennaio, si è aperto con il film che rappresenta l’Italia alla corsa per gli Oscar 2021, Notturno, il documentario di Gianfranco Rosi, presentato in anteprima alla Mostra di Venezia. Tra le tante star ospiti degli incontri online c’è anche Sofia Loren, tornata a recitare dopo anni di assenza dal set, nel film diretto dal figlio Edoardo Ponti, La vita davanti a sé, visibile su Netflix e proiettato nella sala virtuale del festival. La Loren, secondo gli entusiastici comunicati del festival, ovviamente merita di vincere l’Oscar come attrice.

Il programma dell’edizione online di Capri Hollywood prevede ben 134 titoli, più o meno quelli del Torino film festival e molti di più di quelli dell’ultima Mostra di Venezia. Quindi dal punto di vista della quantità Capri Hollywood potrebbe apparire come un grande festival, ma se si comincia ad analizzarne il programma da un altro punto di vista, risulta semmai una rassegna obesa e sovradimensionata di film già visti. Essendo strategicamente l’ultimo festival dell’anno, potrebbe dare l’impressione di mostrare il meglio del cinema dell’anno concluso. Il primo punto debole, però, è che, pur definendosi un festival, non pubblica un catalogo neanche online (o, se lo fa, lo nasconde bene), come prevede la legge per i festival. Non si capisce poi quali film siano almeno in anteprima nazionale e in concorso. Purtroppo l’ufficio stampa è troppo impegnato a sfornare comunicati sulle star e sui premi assegnati per fornire informazioni in merito ai film. È una rassegna in massima parte di cortometraggi con qualche lungometraggio interessante, soprattutto negli omaggi, chiamiamoli così, dedicati ai registi, esaltati, premiati e intervistati, Gianfranco Rosi, Paolo Sorrentino, Antonio Capuano, Donato Carrisi, e al press-agent Enrico Lucherini. Quindi qualcosa di buono c’è. Peccato che se si analizza il festival anche dal punto di vista tecnico-organizzativo si scoprono difetti sconcertanti. La maggior parte dei lungometraggi di pregio, più recenti o d’autore, si possono vedere al massimo per due ore. Se la proiezione virtuale inizia alle 20, dalle 22 in poi il film non è più disponibile. Moltissimi film, e in particolare i cortometraggi, non sono italiani e sono sottotitolati solo in inglese.

È clamoroso poi che la platea virtuale, su precisa richiesta degli organizzatori, non è visibile (cosi è stato risposto da Mymovies a chi scrive). Normalmente, chi assiste a una proiezione virtuale di un film può vedere oltre, ovviamente, allo schermo anche la platea con il proprio posto, indicato con un MY, assegnato secondo l’ordine di entrata in sala. I posti sono numerati e si può vedere chi entra dopo di noi, a film iniziato, quanti posti sono occupati, quanti sono prenotati ma non occupati e quanti non sono stati prenotati e sono rimasti liberi. Insomma, ogni spettatore può giudicare da solo se durante la sua visione c’era tanto o poco pubblico. Ma se le proiezioni sono visibili per 24, 48, 72, 168 ore e, quindi, le visioni si distribuiscono nel tempo, solo i gestori delle piattaforme in streaming hanno i dati sugli spettatori complessivi della visione di un film. Ma se il tempo della visione coincide con quello della proiezione, come avviene in una sala cinematografica non virtuale e come avviene per le proiezioni della maggior parte dei lungometraggi di Capri Hollywood, ogni spettatore potrà vetrificare quanto pubblico ha veramente assistito virtualmente a un film. In assenza della platea virtuale, invece, gli spettatori, i giornalisti e neanche i finanziatori delta manifestazione non potranno farsi un’idea sulla partecipazione del pubblico. Se questo è lo scopo degli organizzatori, non sembra molto corretto. Come se si volesse evitare che i numeri forniti dall’organizzazione stessa possano essere smentiti da qualcuno.

Tutto ciò premesso, ci si augura la massima partecipazione di pubblico anche a quest’ultimo festival in quanto, dovendo svolgersi per la prima volta online ed essendo uno dei festival più sovvenzionati, è completamente gratuito e consente quindi a tutti di poterlo valutare ma anche di vedere ottimi film, tenendo conto dei limiti di tempo e di sottotitolatura sopra indicati.





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