Uccise ex e si suicidò: Inps rinuncia a rimborso figlie/ Mattarella chiama Catalfo

- Silvana Palazzo

Marco Loiola uccise ex moglie Cristina Biagi e si suicidò: Inps chiede soldi (124mila euro) a figlie minorenni. Interviene Mattarella: l’Ente commenta

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La sede dell'Inps (LaPresse)

Dopo l’intervento di Mattarella che si è appellato alla ministra del Lavoro Nunzia Catalfo in merito al caso emblematico del femminicidio Biagi, L’Inps è intervenuto promettendo di voler rinunciare al rimborso di 124 mila euro chiesto alle figlie. Secondo le regole, del rimborso se ne sarebbero dovute occupare le figlie di Cristina, minorenni (hanno 12 e 14 anni) ed orfane. Ma intervenendo a Radio Capital, come spiega Repubblica, il presidente dell’Inps Pasquale Tridico ha annunciato di rinunciare al rimborso: “La lettera con la richiesta di risarcimento è un atto dovuto, ma l’Inps ha già contattato i familiari avvisandoli che non ci sarà alcun atto esecutivo”, ha spiegato. “Il fatto che il presidente della Repubblica si sia interessato alle mie nipoti mi rassicura, finalmente, su una vicenda che non ci ha fatto dormire a lungo”, aveva commentato Alessio Biagi, fratello della vittima, dopo aver appreso dell’intervento di Mattarella. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

SOSPESO “RECUPERO COATTIVO” MA…

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella interviene sul caso delle due sorelle di Marina di Massa, di 14 e 12 anni, rimaste orfane sei anni fa dopo che il padre uccise la loro madre da cui si era separato. L’Inps ha inviato una ingiunzione di pagamento di 124mila euro. Il Capo dello Stato ha contattato la ministra del Lavoro Giulia Catalfo chiedendole di occuparsi del caso. Lo zio delle due bambine si era appellato a Mattarella, come riportato dal Corriere della Sera. «Chiedono alle mie nipoti di pagare per colpe non loro e moralmente e giuridicamente è una cosa orribile. Spero che il presidente possa fare qualcosa di importante per noi». L’Inps, che ha inviato un’intimazione con tanto di Iban per il versamento da eseguire entro dieci giorni (altrimenti ci sarà il processo e la somma raddoppierà) dal canto suo ha fatto sapere di seguire «da tempo» il caso e ha preso «l’impegno a non attivare per il momento alcuna azione legale per il recupero coattivo». (agg. di Silvana Palazzo)

UCCISE EX E SI SUICIDÒ: INPS CHIEDE SOLDI A FIGLIE

Uccise l’ex moglie e si suicidò, ora l’Inps bussa alla porta delle figlie – ancora minorenni – chiedendo 124mila euro. Questa è la spesa che l’Istituto ha sostenuto come indennità di malattia e per l’assegno di invalidità che è stato erogato all’uomo sopravvissuto alla tragedia. L’uomo ferì gravemente l’uomo che credeva erroneamente essere il suo rivale in amore prima di togliersi la vita. La tragedia di Marina di Massa risale al 28 luglio 2013: Marco Loiola uccise l’ex moglie Cristina Biagi sparandole dentro il ristorante dove la donna lavorava. Ma poche ore prima aveva provato ad uccidere un amico della coppia. Raggiunto da sei colpi di pistola, l’uomo riuscì a salvarsi, ma con conseguenze per le quali l’Inps ora chiede alle due figlie minorenni di pagare il conto. Francesca Galloni, avvocato della famiglia Biagi, spiega a Il Messaggero che la richiesta è «legittima, anche se immorale». Se infatti Marco Loiola fosse ancora vivo, l’Inps avrebbe chiesto a lui di pagare 124mila euro. «La legge prevede che si rifaccia sulle eredi».

CASO FIGLIE VITTIMA DI FEMMINICIDIO: INTERVIENE MARA CARFAGNA

Le due ragazzine, rimaste orfane in seguito alla tragedia, hanno ereditato un immobile, la cui vendita però non copre la cifra dovuta all’Inps. L’avvocato ha spiegato anche che il nonno, loro tutore, sta mettendo da parte la sua pensione per il loro futuro. Se la somma non verrà erogata nei tempi previsti, potrebbe scattare il recupero coattivo. «Per questo ho chiesto un incontro con Inps, sperando che, valutando la situazione, receda dalla richiesta o che si arrivi a transare una cifra inferiore, che possa essere pagata nel tempo», ha spiegato l’avvocato Francesca Galloni a Il Messaggero. Lo zio delle ragazzine, Alessio Biagi, invece in un post su Facebook firmato dai nonni materni si è rivolto direttamente al Capo dello Stato Sergio Mattarella, parlando di una «vicenda legale umanamente orribile». La vice presidente della Camera Mara Carfagna si è rivolta già al presidente dell’Inps Pasquale Tridico chiedendo che si occupi del caso. «La richiesta dell’Inps è legittima» ma «in sostanza si tratta di una grave ingiustizia e di un’ulteriore sofferenza inflitta a due ragazzine già travolte da una immane tragedia».

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