Uk, pasti scolastici da fame per studenti a casa/ Rashford al governo “Inaccettabile”

- Silvana Palazzo

Pasti scolastici da fame per studenti a casa: caos in Uk. Rashford al governo britannico dopo le segnalazioni dei genitori: “Inaccettabile”. Aperta indagine…

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Pasti scolastici gratuiti, caos in Uk

Bufera nel Regno Unito attorno ai pasti scolastici gratuiti. I buoni da 30 sterline dati alle famiglie per fare la spesa per i figli, costretti alla didattica a distanza per la pandemia Covid, sono stati sostituiti con pacchi alimentari consegnati ogni 10 giorni. Il problema è che molti genitori hanno lamentato il fatto che il contenuto dei pacchi sia molto eseguo e non valga più di 5,22 sterline. Come denunciato da una mamma, che ha condiviso sui social le foto del pacco ricevuto, questo conteneva due patate, un barattolo di fagioli, otto fette di formaggio, una pagnotta di pane, due carote, tre mele, un po’ di pasta, un pomodoro, due merendine Soreen Malt Lunchbox Loaves e tre yogurt Frubes. «Questo al posto dei buoni da 30 sterline. Potrei fare di meglio con 30 sterline onestamente», ha scritto la mamma.

Il problema non è solo rappresentato dal fatto che gli alimenti non siano sufficienti: questo vuol dire anche che stati spesi male fondi pubblici, perché quei prodotti possono essere acquistati per molto meno. «L’azienda privata che ha il contratto per i pasti scolastici gratuiti ha realizzato un buon profitto», accusa la donna.

PASTI SCOLASTICI GRATUITI, CAOS IN UK

Sulla vicenda è intervenuto anche il calciatore Marcus Rashford, attaccante del Manchester United, che aveva fatto pressioni al governo per garantire i pasti scolastici gratuiti anche durante le vacanze estive e natalizie. Ora parla di una vicenda «inaccettabile» e pubblica le foto ricevute da molti genitori. Nel mirino è finita Chartwells, una società privata di catering che fa parte del gigante della ristorazione Compass Group. Un portavoce ha commentato spiegando che avrebbero aperto subito un indagine sul “cestino”. In un comunicato ha poi aggiunto che finora avevano ricevuto feedback positivi dalle famiglie. Ma il pacco mostrato via social «non è all’altezza delle nostre specifiche dei cestini e siamo ansiosi di indagare con la scuola competente in modo da poter affrontare qualsiasi problema operativo che possa essere sorto». Anche un portavoce del Dipartimento per l’Educazione ha annunciato approfondimenti. «Abbiamo linee guida e standard chiari per i pacchi alimentari, ci aspettiamo che vengano seguiti. I pacchi devono essere nutrienti e contenere una gamma variegata di alimenti». È poi emerso che Chartwells non è l’unica società che fornisce i pacchi alimentari scolastici, quindi potrebbe non essere quella che ha realizzato i “cestini” denunciati. Le polemiche però restano.



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