“Una nessuna centomila”, disabili vedono il concerto lontano dagli accompagnatori/ La denuncia di una mamma

- Chiara Ferrara

Sabine, la mamma di Matteo, racconta la disavventura al concerto "Una nessuna centomila": i disabili sono stati separati dagli accompagnatori

una nessuna centomila concerto diretta scaletta Fiorella Mannoia all'Arena di Verona per Una nessuna e centomila (Fonte Instagram @fiorellamannoia)

I disabili all’Arena di Verona non hanno potuto assistere al concertoUna Nessuna Centomila” al fianco dei loro accompagnatori. È la denuncia affidata al Corriere della Sera da Sabine, la mamma di Matteo, un ragazzo invalido al 100% poiché affetto dalla nascita da una grave malformazione cerebrale. Il diciottenne è in sedia rotelle e non può muoversi in autonomia. Non è stato sufficiente però a consentire loro di stare insieme. 

“Ci hanno detto ‘disabili da una parte, normodotati dall’altra’, ho tentato in ogni modo di insistere per poter assistere al concerto vicino a mio figlio, ma non c’è stato nulla da fare”, ha raccontato la donna. Per non lasciarlo solo, ha dovuto trovare un escamotage. “Lo hanno collocato in una pedana riservata ai disabili, sono solo riuscita a ottenere che almeno la sua amica potesse assistere all’evento vicino a lui, in piedi, all’esterno della pedana, ma almeno a poca distanza da lui. Io invece sono dovuta stare dietro. È stato triste ma soprattutto umiliante”.

Sabine e il racconto della disavventura per il figlio al concerto “Una Nessuna Centomila

I disabili fino a poco tempo fa non avevano la possibilità di assistere ai concerti all’Arena di Verona con una visibilità soddisfacente. Adesso è stata realizzata la pedana in questione, ma non è stata sufficiente a risolvere ogni problema, dato che gli spettatori invalidi non possono avere al loro fianco familiari e amici normodotati. “Ma siamo davvero sicuri che questa sia la migliore soluzione possibile? A mio avviso, non è solo questione di spettro visivo, ma di umanità e inclusione”, ha sottolineato Sabine.

È per questo che la mamma ha rivolto un appello a chi di competenza affinché possa fare qualcosa per risolvere un problema che in troppi ignorano ma che in tanti vivono. “Fortunatamente, pochi hanno gli occhi di una madre. Probabilmente, saranno solo loro: i genitori, i figli, i fratelli, gli amici di persone in carrozzina, non autosufficienti, che capiranno esattamente di cosa sto parlando. Un mondo diverso, a sé. Semplicemente tra di noi”, ha concluso.





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