Vaccino Pfizer efficace contro varianti Gb e Sudafricana/ “Immunità alta dopo 7 mesi”

- Emanuela Longo

Dai primi test il vaccino Pfizer sarebbe risultato efficace contro varianti Gb e Sudafricana del Covid, Ceo “Immunità alta dopo 6-7 mesi”

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Il vaccino Pfizer-Biontech (LaPresse)

Dai primi test eseguiti sul vaccino di Pfizer-BioNTech sarebbe emersa una alta efficacia contro le varianti britannica e sudafricana del Covid. E’ quanto emerge dalle parole del Ceo di Pfizer, Albert Bourla, riprese da Agi e rese nel corso del suo evento organizzato dal gruppo europarlamentare del Ppe. “Dovremo fare altri test ma penso che la risposta sarà molto positiva”, ha proseguito, aggiungendo anche una ulteriore notizia rispetto alla durata del vaccino: “quello che sappiamo è che per ora le persone vaccinate da 6-7 mesi mantengono alto livello di protezione”, ha precisato.

Il Ceo di Pfizer ha aggiunto anche su cosa si stanno compiendo al momento le altre valutazioni connesse al vaccino: “Al momento stiamo guardando se, oltre a proteggere le persone, il vaccino impedisce anche la trasmissione del virus” da un individuo all’altro. In merito al tema, “sugli animali sappiamo che c’è una significativa protezione sul trasferimento”, mentre non si avrebbero ancora dati sufficienti rispetto agli umani, “ma “sapremo di piu’ nel mese di febbraio”.

VACCINO PFIZER EFFICACE CONTRO VARIANTI GB E SUDAFRICANA: I PRIMI DATI

Albert Bourla, Ceo di Pfizer, nel corso del suo intervento recente ha anche spiegato qual è ad oggi il loro obiettivo primario: “migliorare la nostra capacità di produzione” dei vaccini. Rispetto a ciò che si aspetta da questo 2021 iniziato da pochi giorni, ha precisato, è riuscire a “fornire 2 miliardi di dosi”, motivo per il quale, ha proseguito, “gli sforzi non si fermeranno”. Nel corso dell’evento online ha poi commentato: “Ci vuole sia il potere della scienza che il potere della collaborazione per porre fine a questa pandemia”. Nel corso del secondo trimestre del dello scorso anno, Pfizer e BionTech si sono impegnate a consegnare 125 milioni di dosi  del vaccino anti-Covid, aggiuntive rispetto a quelle contrattate in un primo momento. In merito ha commentato Bourla: “All’inizio gli europei avevano 200 milioni di dosi, che erano spalmate  sull’anno. Poi hanno contrattato ulteriori 100 milioni di dosi: hanno  insistito, e sono riusciti ad ottenerlo, che 50 milioni di questi 100 milioni  siano nel secondo trimestre”.

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