“Vaiolo delle scimmie? Europa epicentro epidemia”/ Oms: “Agire rapidamente”

- Alessandro Nidi

Vaiolo delle scimmie: l’Oms esorta a non perdere tempo, individuando proprio nel continente europeo l’epicentro dell’epidemia

vaiolo delle scimmie
"Monkeypox", il vaiolo delle scimmie al microscopio (LaPresse)

Il vaiolo delle scimmie, pur essendo – rispetto al virus SARS-CoV-2 – una malattia conosciuta e contro la quale esistono già vaccini, continua a far parlare di sé e a impensierire gli esperti, non ultima l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che in queste ore si è espressa ufficialmente sull’argomento. L’ha fatto per bocca del suo direttore dell’Ufficio regionale per l’Europa, Hans Kluge, il quale ha asserito esattamente quanto segue: “La regione europea dell’Oms rimane l’epicentro dell’epidemia di vaiolo delle scimmie più grande e geograficamente più diffusa mai segnalata al di fuori delle aree endemiche dell’Africa occidentale e centrale”.

Hans Kluge ha anche tenuto a sottolineare un altro concetto fondamentale, relativamente all’epidemia di vaiolo delle scimmie: “Ora abbiamo un’opportunità fondamentale per agire rapidamente, insieme, per indagare e controllare velocemente questa situazione in rapida evoluzione. Insomma, un chiaro invito a non sottovalutare il quadro che si sta venendo a delineare, naturalmente senza cadere in inutili allarmismi.

VAIOLO DELLE SCIMMIE: 257 CASI CONFERMATI AL 26 MAGGIO E ALTRI 120 CASI SOSPETTI

D’altra parte, i numeri legati ai casi di vaiolo delle scimmie esortano quantomeno alla prudenza e ribadiscono l’importanza di non prendere alla leggera i riscontri numerici che provengono da diversi Paesi. Infatti, come riporta l’agenzia di stampa ANSA, al 26 maggio si registra “un totale complessivo di 257 casi confermati in laboratorio di vaiolo delle scimmie e di circa 120 casi sospetti. Non sono stati invece segnalati decessi”.

Tuttavia, “la situazione si sta evolvendo rapidamente e l’Oms prevede che i casi identificati aumenteranno man mano che la sorveglianza si espande nei Paesi non endemici, nonché in Paesi noti per essere endemici che non hanno segnalato casi di recente”. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inteso concludere rimarcando altresì che, dal 13 maggio scorso, il vaiolo delle scimmie è stato segnalato in via ufficiale da 23 Stati membri che non sono endemici per il virus.







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