VARIANTE DELTA/ Ospedali vuoti (come in Uk) e non si muore: se pensassimo a lavorare?

- Luigi Fabbris

Sembra che la variante Delta del virus sia la più grande disgrazia prossima ventura. Falso: oggi non c'è alcuna correlazione tra contagi e mortalità

milano giovani aperitivo movida 1 lapresse1280 640x300 Aperitivo alla Darsena di Milano (LaPresse)

Galileo Galilei, imprigionato dal tribunale della Santa Inquisizione per aver affermato che era la terra a girare attorno al sole, abiurò per salvarsi da tortura e morte, dicendo il contrario di ciò che pensava, ma la leggenda vuole che alla fine affermasse, riferendosi alla terra, “eppur si muove”. Salvò così il corpo e la coscienza. Anche oggi – ci si perdoni il paragone ardito – bisogna andare controcorrente, soprattutto se si parla di come combattere il coronavirus.

Oggi sembra che la variante Delta del virus sia la più grande disgrazia prossima ventura. Fortunatamente, è una menzogna basata su una mezza verità, come tutte le menzogne che vogliono essere credute. Ma andiamo con ordine.

La variante Delta infuria sul Regno Unito; ora sta arrivando in Italia. È sicuramente infettiva. Questa è la mezza verità. Basta confrontare l’impennata della curva dei contagi del Regno Unito (Figura 1) con quella piatta dei morti per Covid nello stesso Paese (Figura 2) per capire che non c’è alcuna correlazione tra l’attuale quarta ondata di contagi e la mortalità per la stessa malattia. Va detto chiaramente: la variante Delta c’è, eppur non si muore. Ciò significa che, anche se si viene contagiati da coronavirus-Delta, non si muore a causa di quella malattia.

Figura 1. Nuovi contagi da Covid-19 nel Regno Unito; ultima rilevazione 17 luglio 2021 (Fonte: Johns Hopkins University – CSSE)

Figura 2. Morti da Covid-19 nel Regno Unito; ultima rilevazione 17 luglio 2021 (Fonte: Johns Hopkins University – CSSE)

Naturalmente, se si prende il virus e si hanno anche altri problemi di salute si rischia di stare male, così come era possibile prima del Covid e come sarà anche quando del coronavirus ce ne saremo dimenticati. Inoltre, la parola coronavirus fa venire i brividi, però è necessario ricordare che si chiama così, essendo della stessa famiglia, anche il virus del raffreddore.

Diamo, per completezza, uno sguardo anche sui contagi e sui morti da Covid in Italia (Figure 3 e 4). Grazie ai vaccini, le cose da noi stanno andando molto meglio, anzi si può dire che vanno decisamente bene. I contagi sono pochissimi, tanto che il sistema preposto sta facendo sforzi sovrumani per rintracciarne un numero significativo. Nell’ultima settimana dal 9 al 15 luglio i contagi sono stati in media giornaliera 1.818, pochi ma in leggera risalita, e i morti sono stati 14, in netto calo rispetto alla settimana precedente. Ciò indica che, qualora nel futuro la variante Delta risultasse dominante in Italia, possiamo aspettarci lo stesso andamento del Regno Unito, ossia diversi contagi con danni limitati o nulli.

Figura 3. Nuovi contagi da Covid-19 in Italia; ultima rilevazione 17 luglio 2021 (Fonte: Johns Hopkins University – CSSE)

Figura 4. Morti da Covid-19 in Italia; ultima rilevazione 17 luglio 2021 (Fonte: Johns Hopkins University – CSSE)

Chiudiamo con la speranza che i politici di buona volontà non citino il Delta distraendo la gente dai veri problemi del Paese. Un importante problema è concludere in tempi rapidi la vaccinazione, la quale deve riguardare tutti coloro che hanno funzioni sanitarie, al pari di ciò che sta imponendo la Francia. Troppa gente si è presa il virus negli ospedali, negli ambulatori e nelle case di riposo. Inoltre, la vaccinazione deve essere estesa all’intero mondo della scuola, ossia al personale docente e non docente e agli studenti dalla scuola superiore in su. Non è ammissibile ripetere per un altro anno i fallimentari esiti della didattica a distanza. L’anno scorso siamo stati presi alla sprovvista e abbiamo fatto di necessità virtù; se perseveriamo, dimostriamo di essere degli sprovveduti.

Un altro problema non banale problema è quello della ripresa economica. Non dobbiamo nasconderci che avevamo già prima del Covid un mezzo piede nel baratro economico; le restrizioni sanitarie ci hanno spinto ancor più avanti (verso il baratro). Il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) del governo può servire per un po’ da contrappeso, tuttavia è l’economia generata dagli imprenditori quella che può far ripartire il Paese.

Speriamo che nessun altro giornalista insulti nuovamente l’intelligenza dicendo che il rigore parato da Donnarumma è il segno dell’Italia che riparte. Abbiamo esultato ad ogni goal della Nazionale e più ancora a quella parata, ma gli uni e l’altro nulla hanno a che fare con la ripartenza. Ogni impresa produttiva salvata sarà come un rigore parato e ogni nuova impresa sarà come un goal segnato. Questi saranno i segni autentici della ripartenza dell’Italia-nazione e per questi esulteremo.

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