Variante sudafricana in Europa: primo caso in Belgio/ Pfizer: nuovo vaccino in 3 mesi

- Silvana Palazzo

Variante sudafricana è arrivata già in Europa: primo caso in Belgio, ma donna non ha nessun collegamento con Sud Africa. Pfizer annuncia: “Vaccino adattato pronto in 3 mesi”

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Coronavirus al microscopio (LaPresse)

La variante sudafricana è in Europa. Il primo caso è stato registrato in Belgio, dove una donna ha sviluppato sintomi 11 giorni dopo aver viaggiato in Egitto tramite la Turchia. Non ci sono quindi collegamenti col Sudafrica né con altri Paesi del sud dell’Africa. Da quel che è emerso la donna non era né vaccinata né già guarita dal Covid, inoltre al momento della diagnosi aveva una carica virale molto elevata. L’Italia non resta a guardare, infatti l’Istituto Spallanzani di Roma ha deciso di costituire una task force per analizzare i dati che afferiscono a livello internazionale e sequenziale i ceppi ai fini della sorveglianza virologica.

Invece la casa farmaceutica Pfizer ha fatto sapere di essere in grado di produrre il vaccino su misura per le varianti nel giro di tre mesi. «Nel caso in cui emerga una variante del virus SasrCoV2 che sfugga al vaccino, Pfizer e BioNTech prevedono di essere in grado di sviluppare e produrre un vaccino su misura contro quella variante in circa 100 giorni, previa approvazione normativa», fa sapere l’azienda con una nota ufficiale.

VARIANTE SUDAFRICANA, PFIZER LAVORA PER NUOVO VACCINO

Invece il laboratorio tedesco BioNTech, che lavora a fianco di Pfizer nella lotta contro il Covid, pubblicherà i risultati di uno studio avviato per capire se la nuova variante sudafricana è in grado già di sfuggire alla protezione del vaccino. «Abbiamo immediatamente avviato studi sulla variante B.1.1.529» che «differisce chiaramente dalle varianti già conosciute perché ha mutazioni aggiuntive sulla proteina spike». I risultati saranno disponibili «al più tardi entro due settimane».

Invece gli esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) si riuniscono oggi per analizzare la variante sudafricana al centro di nuove preoccupazioni. Ci sarà un confronto con i colleghi sudafricani, come anticipato da Maria Van Kerkhove, responsabile dell’unità tecnica anti Covid. «Non conosciamo ancora molto della variante, sappiamo che presenta un numero elevato di mutazioni e la preoccupazione è che incida sul comportamento del virus. Ci vorranno alcuni giorni per verificare quale impatto possa avere e il potenziale dei vaccini sulla variante».



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