Visita guidata Stadio di Domiziano/ Roma: San Lorenzo in sotterranei di Piazza Navona

- Raffaele Graziano Flore

Visita guidata dello Stadio di Domiziano a Roma: la sera del 10 agosto, in occasione della notte di San Lorenzo, sarà possibile visitarne i resti ne sotterranei di Piazza Navona

I resti dello Stadio di Domiziano
I resti dello Stadio di Domiziano (Facebook, 2019)

Una apertura straordinaria di quello che un tempo era lo Stadio di Domiziano per una visita dal sapore suggestivo e organizzata proprio nella notte di San Lorenzo, ovvero quella delle stelle cadenti: è in programma infatti il prossimo sabato 10 agosto a Roma una visita speciale nell’affascinante location dei sotterranei di Piazza Navona, in uno scenario ipogeo che non tutti conoscono ma che merita di essere esplorato. E questo suggestivo evento serale, con tanto di visita guidata in una serata estiva così speciale, rappresenta una ottima occasione per conoscere quelli che sono i segreti che si celano sotto una delle piazze non solo più importanti ma anche belle della Capitale e sulla quale un tempo sorgeva il grande stadio che fu fatto costruire tra l’85 e l’86 d.C. dall’ultimo imperatore della dinastia Flavia di cui porta il nome e che rappresenta l’unico esempio di stadio in muratura presente nella Città Eterna e realizzato in quello che era un tempo il Campo Marzio. Ma scopriamo in cosa consiste questo evento e cosa è possibile visitare nei sotterranei di Piazza Navona.

VISITA GUIDATA NEI RESTI DELLO STADIO

La visita notturna ai resti ipogei (ovvero quelle costruzioni sotterranee di interesse storico e realizzate dall’uomo all’uomo, facenti parti della cosiddetta “speleologia urbana”) dello Stadio di Domiziano in programma questo weekend a Roma a partire dalle ore 20 condurrà infatti alla scoperta di una location che non molto tempo fa è stata finalmente riaperta al pubblico dopo lunghi lavori di restauro e di messa in sicurezza. Al di sotto di Piazza Navona, anche se non tutti lo sanno, infatti si trova ciò che resta dell’imponente Stadio di Domiziano anche se questa apertura straordinaria consentirà pure di fare una passeggiata archeologica nei pressi di dove un tempo si trovava il Teatro di Pompeo, il primo realizzato a Roma in muratura, per rievocarne la storia e le leggende che da secoli li accompagnano. A condurre la visita, secondo quanto comunicato dall’organizzazione, ci sarà l’archeologo Valentino De Luca (in possesso della relativa abilitazione di guida turistica presso la Provincia di Roma) che per due ore condurrà il gruppo nei sotterranei. Per ragioni logistiche, tuttavia, l’appuntamento è fissato circa mezz’ora prima dell’inizio in Piazza Navona, nei pressi della Fontana del Nettuno e va ricordato che è fondamentale la prenotazione per calcolare in anticipo il numero dei partecipanti: nel caso il gruppo superasse le 15 unità tutti verranno dotati di un auricolare per ascoltare meglio la guida durante la passeggiata.

LA STORIA E I RESTI SOTTO PIAZZA NAVONA

Ma come mai lo Stadio di Domiziano è così importante e quale è la sua storia? Come accennato si tratta della prima struttura di questo tipo in muratura a sorgere a Roma per volere dell’imperatore omonimo (51-96 d.C.) in occasione dei cosiddetti giochi “Agonali” -e non a caso era chiamato Circus Agonalis- che prevedevano gare di musica e lettere al fianco delle competizioni prettamente ginniche e atletiche quali la corsa, il pugilato e la lotta; infatti Domiziano era un grande appassionato di queste discipline e anche se durante il suo impero del terrore fu un personaggio molto controverso, e che morì violentemente per mano di una congiure di senatori, la struttura fu un dono alla popolazione romana affinché potesse avere un altro luogo di aggregazione e di festa. Più piccolo delle dimensioni del classico circo, lo Stadio poteva contenere all’epoca quasi 30mila spettatori e alcuni secoli dopo subì diversi restauri tra cui quello voluto dall’imperatore Alessandro Severo (III secolo d.C.). In epoca medievale lo Stadio fu attorniato di altri palazzi e pian piano, tra incuria e vari crolli che contribuirono a interrarlo (senza dimenticare l’azione delle vicine acque del Tevere) cambiò letteralmente faccia fino ad assumere la dimensione di resti ipogei e di cave utilizzate per estrarre materiali utili all’edilizia sotto l’attuale Piazza Navona. Infatti alcuni suoi settori vennero demoliti apposta per edificare altre strutture e solo in epoca recente si è provveduto al recupero e alla valorizzazione di quello che è oramai uno spazio archeologico in cui appunto si organizzano visite e vengono pure allestite delle mostre.

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