WormGPT, “gemello cattivo” di ChatGPT, cos’è?/ Il chatbot per il phishing: come funziona

- Davide Giancristofaro Alberti

WormGPT, ecco il gemello cattivo di ChatGPT, un chatbot che attraverso l'intelligenza artificiale permette agli hacker di portare avanti azione illecite

Chatgpt e rischio privacy Chatgpt e rischio privacy

Con la diffusione sempre più massiccia di ChatGPT, il chatbot basato su un avanzato sistema di intelligenza artificiale, non poteva non diffondersi un “virus” che assumeva le sue sembianze, e il riferimento è a WormGPT. Si tratta di fatto del “gemello cattivo di ChatGPT, come lo definiscono i colleghi di Wired, ed è stato creato appositamente con l’obiettivo di sfruttare l’IA per scopi malevoli e rendere così più semplice il lavoro dei cybercriminali, i famosi hacker della rete con fini tutt’altro che leciti. Per accedervi bisogna ispezionare il famoso sottobosco di internet, il dark web, e purtroppo rappresenta uno degli aspetti negativi della diffusione sempre più massiccia dell’intelligenza artificiale in questa prima metà di 2023.

A puntare i fari su WormGPT sono stati i ricercatori di sicurezza di SlashNext, che hanno descritto il programma come un’alternativa di tipo black hat, ovvero per un attacco hacker con intenzioni cattive, appunto a ChatGPT. Si basa sul modello di linguaggio GPT-J del 2021 ed è pensato per facilitare l’elaborazione di prompt di comando senza alcun limite di lunghezza e formattazione del codice: un’IA quindi addestrata per scopi di utenti illeciti e criminali.

WORMGPT, GEMELLO CATTIVO DI CHATGPT: SI ACQUISTA IN ABBONAMENTO

Viene utilizzato in particolare per attività di phishing via email e per ingannare le possibili vittime con dei testi e dei contenuti multimediali di modo da scaricare file infetti o comunque accedere a spazi web contraffatti appositamente, dove vengono richieste informazioni sensibili e personali.

Come il gemello buono ChatGPT, Worm permette il dialogo naturale di modo da semplificare le procedure, offrendo anche dei consigli per meglio truffare i malcapitati. L’uso di questo software non è gratuito ma servono 60 euro al mese o eventualmente 550 per l’abbonamento annuale. Il fatto che sia a pagamento potrebbe rappresentare un deterrente per la sua diffusione ma in ogni caso c’è il rischio concreto di subire qualche “attacco” tramite lo stesso: meglio stare in guardia.







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