Youtube contro video critici su cambiamento climatico/ “Negata la monetizzazione”

- Chiara Ferrara

Youtube ha preso provvedimenti contro i video critici sul cambiamento climatico: non sarà possibile monetizzare attraverso essi

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Immagini repertorio (LaPresse, 2018)

Youtube ha preso provvedimenti contro i video critici sul cambiamento climatico. La piattaforma che raccoglie contenuti multimediali di vario genere ha deciso di non consentire la monetizzazione nel caso in cui questi ultimi diffondano fake news sull’ambiente. Ciò non significa che essi verranno eliminati dalla rete, bensì soltanto che al loro interno non verranno inserite delle pubblicità e, dunque, gli autori non potranno guadagnare denaro.

La decisione è stata annunciata giovedì 7 ottobre attraverso una nota relativa all’aggiornamento della politica di monetizzazione dei video. “Negli ultimi anni, abbiamo ascoltato direttamente da un numero crescente dei nostri partner inserzionisti ed editoriali le loro preoccupazioni sulla possibilità che le loro pubblicità girassero assieme o promuovessero posizioni non accurate sul cambiamento climatico”, si legge. Da qui la scelta di preservare i loro interessi. Youtube, già nel recente passato, era stato accusato di consentire la disinformazione. È per questa ragione che sono state introdotte delle misure utili a contrastare il fenomeno delle fake news a lungo raggio: da quelle sui vaccini a quelle sulla Terra piatta, fino appunto al clima.

Youtube contro video critici su cambiamento climatico: anche Google si schiera

Youtube non è l’unica piattaforma che di recente si è schierata contro i video critici sul cambiamento climatico. Anche da Google è arrivata una netta condanna a coloro che diffondono fake news di questo genere. Il motore di ricerca ha annunciato poco tempo fa che metterà in atto una combinazione di strumenti automatici e di controllo umano sui contenuti.

L’obiettivo di colossi come Google Youtube, dunque, è quello di bloccare, con tecniche diverse, la diffusione di contenuti che non promuovono informazioni veritiere. Il primo passo della battaglia sarà proprio quello contro coloro che negano il riscaldamento globale e le responsabilità dell’uomo nel cambiamento climatico, ovvero che contraddicono il «consolidato consenso scientifico» sul tema.



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