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Cronaca

MACERATA-LORETO/ Chieffo: vi racconto passo passo una storia di gente in cammino

Il pellegrinaggio da Macerata a Loreto è uno dei più partecipati e commuoventi che si svolgano in Italia. Descriverlo dall'esterno è quasi impossibile. MARTINO CHIEFFO ce lo ha raccontato

I pellegrini alla Macerata-Loreto (Foto: ANSA)I pellegrini alla Macerata-Loreto (Foto: ANSA)

Camminano, pregano e cantano.

Ho conosciuto la Macerata-Loreto vedendo mio padre tornare a casa felice una domenica mattina di giugno. È il primo ricordo che ho di questo pellegrinaggio, anche se non sapevo bene cosa fosse. Mio padre tornava stanco e felice dopo una notte di cammino. Che roba strana… Ora sono tre anni che quella roba strana la faccio anche io, ma ancora non posso dire di possederla, di sapere bene cos’è. Perché ogni volta è una scoperta nuova. Un po’ per la natura stessa del pellegrinaggio e un po’ perché uno cambia da un anno all’altro. Ogni volta si è feriti non solo dalla fatica (che aumenta perché il tempo passa) ma soprattutto dalla bella sproporzione che si crea tra quello che uno si aspetta e ciò che accade, che è cento volte di più. Credi di sapere già come sarà il cammino, dove farai fatica, a che ora e in quale salita, quando sarai stanco e dovrai mangiare un po’ di cioccolata, se e quando arriverai. Invece ogni volta il cammino lascia spiazzati. Ogni volta, indipendentemente dall’esito, c’è la grande occasione di lasciarsi ferire dalla bellezza di tante persone che insieme compiono un gesto così semplice ed essenziale. 

Camminano, pregano e cantano.

Lo so che ad un certo punto a San Firmano si accendono le candele e i pellegrini formano un fiume di luce. Lo so che ad un certo punto i fuochi d’artificio colorano la notte sulla testa dei pellegrini. Lo so che a Chiarino c’è la colazione e che se alla fine della discesa di Montereale mi guardo indietro mentre si canta “Pieni di forza di grazia e di gloria” c’è un muro di pellegrini con le mani alzate che lascia senza parole. So anche che quando arriverò cantando davanti al Santuario della Santa Casa di Loreto mi tremerà la voce per la commozione, so che non deve tremare perché ho un microfono in mano, ma la voce trema lo stesso, così come brillano inaspettatamente gli occhi di chi ci offre la colazione e i sorrisi di chi ci porge le candele lungo il cammino, ed ogni volta la commozione è più grande. Non è la commozione di un atleta che è riuscito ad arrivare in fondo ad una maratona (io non sono un atleta e quella non è una maratona), è la commozione di riscoprire che anche la propria inadeguatezza trova posto sotto al mantello della Madonna. È lo stupore di rivivere “la gioia del cammino”. So tutto ma non so nulla.


COMMENTI
15/06/2011 - CAMMINANO PREGANO CANTANO (Stefano Giuliani)

Grazie Martino, del racconto e del tuo camminare, anche per chi come me non c'era ma vi ha seguito. Il MIRACOLO che tanti hanno visto ri-accadere è la STRADA, perchè una strada c'è, non solo durante il pellegrinaggio ma anche dentro il rosario dei giorni "normali", e non una strada qualunque, bensì quella che porta alla casa del Cielo, alla casa dove chi ci ha preceduto sta preparando un posto, che dobbiamo solo desiderare: vivendo. Che sfida per la vita è il pellegrinaggio: lo spuntare nella notte di un bel giorno, per ciascuno di noi. P.S. e quest'anno avete camminato nella notte della Pentecoste

 
14/06/2011 - La Madonna fa la forza (claudia mazzola)

Ho degli amici grandi grandi e ne vado fiera: Francesco, Giovanni, Fulvio, Marco tutti e 4 con dolori agli arti. Eppure sono andati al pellegrinaggio ed insieme ce l'hanno fatta, hanno pregato anche per me.