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IL CASO/ Campiglio: perché il governo vuol "cancellare" le famiglie?

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Il presidente del Consiglio Mario Monti (InfoPhoto)  Il presidente del Consiglio Mario Monti (InfoPhoto)

A fronte della recente manovra fiscale, il governo sembra essersi dimenticato completamente della famiglia, centro decisionale di ogni rilevante grandezza economica. La ricerca dell’equità all’interno dell’austerità non è certo cosa semplice, ma, in alcuni casi, è assolutamente necessaria: è evidente che la capacità contributiva di una famiglia composta da due adulti senza figli, a parità di reddito, è maggiore di quella di un nucleo formato da due adulti e più figli a carico. Tale adeguamento rappresenta una forma di equità orizzontale, cioè un aspetto culturale oramai acquisito da gran parte dei paesi europei.

La Germania e, in particolare, la Francia danno ormai per acquisito il fatto che si debba assolutamente tener conto di questo aspetto, eppure all’interno di questa manovra sembra essere totalmente assente: la famiglia non viene presa in considerazione, mentre il maggior punto di riferimento continua a essere soprattutto il contribuente. Per come sono state elaborate, quindi, le decisioni del governo andranno a penalizzare in particolar modo le famiglie con due o più figli. Una tale mancanza di attenzione nei confronti delle famiglie numerose viola l’idea di equità e stupisce che un governo di esperti come quello attuale se ne sia sostanzialmente dimenticato.

A mio giudizio esistono in particolare due opzioni tra cui è possibile scegliere per poter correre velocemente ai ripari: la prima è il cosiddetto Fattore famiglia, una forma di adeguamento della scala di equivalenza basato sulle dimensioni familiari recentemente proposto dal Forum delle Famiglie. Una seconda idea è invece quella del cosiddetto quoziente familiare, una misura che consente di calcolare l’imposta sul reddito in funzione delle persone fiscalmente a carico, con il vincolo di un tetto massimo di beneficio.

Rimane però il fatto che l’eventuale scelta tra queste due alternative, probabilmente le più concrete al momento, è fondamentalmente politica. Una scelta importante e necessaria con cui sarà possibile riconoscere che l’unità decisionale di spesa maggiormente rilevante sul piano economico e sociale è proprio rappresentata dalla famiglia.

Un intervento di questo tipo, inoltre, non ha solamente a che fare con l’equità, ma anche con la ripresa. Se all’interno di una manovra fiscale non si cerca di porre il massimo della cura e attenzione nella distribuzione dei sacrifici aggiuntivi richiesti, non tanto ai cittadini quanto alle famiglie, allora si finisce con l’indebolire anche le prospettive di rilancio della domanda interna. 


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COMMENTI
24/10/2012 - Famiglia e parlamentari (Manfredi Limentani)

Perfetto! Il punto è proprio questo. La domanda che nasce è: perchè i politici cattolici (soprattutto, ma non solo) non si sono battutti (e aggiungerei fino alla morte - politica) per fare approvare una legge sul quoziente famiglia. L'operazione poteva essere fatta a costo zero: il totale delle entrate non deve variare, si tratta di ridistribuire il carico fiscale a seconda del quoziente! In un governo come quello Monti anche una minoranza determinata poteva presentare una legge in tal senso senza rischi per la caduta del governo: e quando mai potrà ricapitare? Quindi copevoli: colpevoli di tradimento nei confronti dei loro elettori. Ricordiamocene l'estate prossima alle elezioni. Manfredi Limentani

 
24/10/2012 - Famiglia Impresa e così via (Diego Perna)

Mi dispiace dover ricordare al Prof. Campiglio che siamo sull' orlo del baratro, del precipizio, del punto di non ritorno, dell' armageddon, delll' apocalisse ecc. ecc. quindi qualsiasi azione del ns bel governo tecnico bocconiano illustre e per niente choosy, gente che si è fatta il mazzo prima per studiare poi a portare la spesa a domicilio, o ad asciugare la macchine nei lavaggi, e che oggi sa quello che fa per il bene del popolo dell' Italia e dell' Europa, quindidel mondo. E di che sorta di responsabilitá li abbiamo gravati questi grandi salvatori del mondo, tanto che a volte piangono e forse la notte non dormono per i rimorsi, ma che di giorno sono impeccabili nelle loro performance. Come si fa a non accettare da buoni cittadini tutto ciò che l' empireo decide, non saremomica diventati come Grillo, checontinua a ripetere che dobbiamo mandare tutti a casa, fare un pò di pulizia per scrollarsi di dosso il peso del doversi sobbarcare tutti i privilegi che sono ormai diritti acquisiti dalla cosidetta casta di quelli che si prendono da risorse che vanno esaurendosi, quanto basterebbe a farvivere e lavorare anche 1000 persone con un solo loro stipendio o vitalizio. Le famigli numerose avrebbero dovuto pensarci prima di mettere al mondo bocche da sfamare, e i nostri ragazzi potrebbero cominciare a lavorare gratis, così potrebbero capire meglio come imparare a convivere con il nuovo ordine mondiale, quello della banche e della finanza. Buona giornata e buona fortuna.