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PROCESSIONE MAFIOSA/ Ecco perché Cristo diventa un feticcio

Pubblicazione:martedì 8 luglio 2014

La processione dell'Affruntata, in Calabria (Immagine d'archivio) La processione dell'Affruntata, in Calabria (Immagine d'archivio)

Caro direttore,
l'episodio avvenuto a Oppido Mamertina la scorsa settimana, con l'inchino della statua di Maria alla casa del boss agli arresti domiciliari e la dura presa di posizione dell'Arma dei Carabinieri e del ministro dell'Interno, è solo l'ultimo di una serie di eventi che ci raccontano l'impegnativo fronte su cui molti Vescovi e sacerdoti del Sud Italia si stanno impegnando da molto tempo. 

Sicuramente la "scomunica verbale" dei malavitosi, pronunciata qualche settimana fa da Papa Francesco nella Piana di Sibari, ha sortito un grande effetto, al punto che – è notizia delle ultime ore – alcuni detenuti della sezione di alta sicurezza di un carcere molisano hanno esplicitamente rifiutato di partecipare alla Santa Messa in protesta alle parole del Pontefice. Eppure, nonostante il plauso dei media e la comune approvazione dell'opinione pubblica per queste prese di posizione della Chiesa, ci sono alcuni fattori che non vengono adeguatamente espressi o sottolineati, fattori decisivi per cogliere tutta la complessità delle vicende in questione e la loro pertinenza con la nostra vita.

Infatti, fattore numero uno, è molto grave che un ministro della Repubblica Italiana giudichi un atto di culto religioso. La fede cattolica, e la sua struttura ecclesiale, non sono al servizio – né a disposizione – della morale dello Stato. Uno Stato non può obbligare una Chiesa a modificare la sua prassi e la sua dottrina in conformità alle esigenze del potere: non può chiedere alla Chiesa cattolica di ordinare sacerdote una donna, non può pretendere che al matrimonio siano ammesse persone dello stesso sesso e – pertanto – non può neppure definire il percorso di una processione religiosa né, tanto meno, stabilire chi debba portare in spalla l'Arca del Santo o della Madonna. 

Tutto questo è incompatibile col criterio stesso di laicità e non deve essere sottovalutato. Benché il ministro abbia pienamente ragione, benché il suo intervento sia motivato da "istanze di ordine pubblico", benché l'episodio di Oppido Mamertina sia vergognoso, non è ammissibile che l'autorità civile ingerisca moralmente in faccende che non rientrano nelle competenze proprie del suo servizio e che non violano nessuna delle leggi italiane. C'è bisogno, quindi, di un sano scatto di orgoglio e di autonomia da parte della Chiesa, uno scatto che le ragioni contingenti non possono limitare o far passare in secondo piano: la Chiesa è infatti indipendente dallo Stato, il legame tra di essi è determinato da accordi ben precisi e da un principio di "sana cooperatio" a beneficio della collettività. Il di più – come dice il Vangelo – viene dal maligno.

Domandiamoci però – fattore numero due – perché vicende come questa possano accadere. Alla radice di questi fatti c'è una fortissima collusione di certi settori del cattolicesimo con il potere, legale o illegale che sia. Se un cattolico concepisce lo Stato come il braccio secolare della dottrina della Chiesa, allora lo Stato ha tutti i diritti di dire e fare quello che vuole anche nell'ambito della pastorale ordinaria. Provocatoriamente ci si potrebbe chiedere: che ci faceva l'Arma dei Carabinieri alla Processione? Non bastavano due vigili per regolamentare il traffico attorno all'evento? 


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COMMENTI
08/07/2014 - è stata penalizzata un intera comunità (vincenzo ioculano)

Venite a Oppido Mamertina per toccare con mano la vera realtà è il vissuto che c'è in questa città, anche sede vescovile. Una piccola pioggerella l'hanno fatta diventare un uragano

 
08/07/2014 - commento (francesco taddei)

finalmente la cortina di fumo è stata tolta. smettetela di fare gli ipocriti. è stata una dimostrazione di chi comanda. e non saranno le carezze francescane o i rimproveri delle istituzioni a cambiare questa realtà.