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WHY NOT?/ Saladino: 10 anni e una vita distrutta, ma la giustizia ha funzionato

Assolti con formula piena i sei imputati nel processo per la presunta sottrazione dell'inchiesta Why not all’allora pm Luigi de Magistris. ANTONIO SALADINO: "è finito un incubo"

Luigi de Magistris (Infophoto) Luigi de Magistris (Infophoto)

"E' finito un incubo. Glielo assicuro, un autentico incubo. Ma è durato dieci anni e la mia famiglia, mia moglie, i miei figli, io stesso lo abbiamo pagato caro, sia per questioni di lavoro sia per motivi di salute". Se non ce lo ricordasse Tonino Saladino, la vicenda di cui è stato involontario protagonista bisognerebbe andare a ripescarla su internet, nelle biblioteche, tra le scartoffie delle cancellerie di tribunale. Gli italiani hanno digerito tante di quelle vicende giudiziarie, complicate e intricate, in questi anni, che difficilmente si possono ricostruire e anche solo ricordarle tutte. Infatti, a un giovane che oggi ha vent'anni, l'ex magistrato Luigi de Magistris può sembrare solo un combattivo sindaco di Napoli, un neo-Masaniello che si batte contro l'arroganza di Matteo Renzi, in una città che non appare in grande salute e con un futuro roseo. Che ne può sapere, un ventenne, di quell'ex magistrato, che aprì due inchieste quando era pubblico ministero di Catanzaro? Chi può ricordare subito, solo citando "Poseidone" e "Why not", il nome di quelle inchieste che fecero scalpore per mesi e furono pompate in modo scandaloso da una parte della stampa e della televisione italiana? A Salerno c'era la "coda velenosa" di quelle inchieste. Si trattava in pratica di decidere se "Poseidone" e "Why not" fossero state sottratte a de Magistris sulla base di una sorta di "complotto massonico". Il risultato, la sentenza è stata una dura delusione per l'ex magistrato, per molti giornalisti presenti, soprattutto per quelli che hanno creato, lanciato e innalzato de Magistris al ruolo di vittima di "poteri oscuri", facendolo comunque diventare il nuovo Masaniello napoletano.

Il risultato quale è stato, Saladino?

C'è stata l'assoluzione di tutti noi imputati, siamo rimasti in sei dopo dieci anni, e la motivazione è che "il fatto non sussiste". Il lavoro dei giudici è stato preciso, puntuale, molto corretto. Una sentenza, quest'ultima, che ha smontato del tutto il cosiddetto complotto.

E alla fine lei è uscito definitivamente da questo incubo, dopo le altre assoluzioni.

Ma a quale prezzo! E mi rendo conto adesso di che cosa significhi esattamente entrare nel tunnel di una simile situazione, dove sei accusato di tutto, dove ti difendi con tutta la forza che ti resta e spesso, se non confidando nella solidarietà degli amici, ti senti solo, fragile, vulnerabile. Adesso, dopo la sentenza di Salerno, hanno ricominciato a telefonarmi a casa diverse persone. Prima evidentemente si erano dimenticate il mio numero.

E lei, anche se è rimasto travolto dalle due inchieste e da tutta la vicenda, orchestrata dai media, è fuori, ce l'ha fatta. Altri purtroppo non sono riusciti a superare quei momenti. 


COMMENTI
22/04/2016 - Dio abbia pietà dell'Italia (Maurizio Vitali)

Un abbraccione Tonino e bravo Gigi Da Rold. Che dire? Quello che da anni penso: O con Dio o con le Brigate Rosse.

 
22/04/2016 - Lo sapete vero per chi lavora de Magistris? (claudia mazzola)

La giustizia dell'uomo funziona di comodo. Si assolvono le persone quando non servono più.