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LETTURE/ Quel progetto di "libertà" che unisce M. Sanger, i nazisti e l'Onu

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Adolf Hitler con alcuni suoi generali (Immagine d'archivio)  Adolf Hitler con alcuni suoi generali (Immagine d'archivio)

L’efferatezza dei progetti eugenetici del nazismo (tra cui la famosa Aktion T4, il programma per l’eutanasia di persone affette da inguaribili malattie genetiche o da gravi malformazioni fisiche che tra il 1940-41 riuscì a eliminare circa 100mila tedeschi tra disabili fisici e mentali, tra cui molti bambini, prima di essere fermata dall’aperta e coraggiosa denuncia del vescovo di Munster, Clemens von Galen) ha portato molti a considerare il termine eugenetica indissolubilmente legato ai progetti di miglioramento della razza dei nazisti.

In realtà “l’eugenetica non è un’invenzione nazista, ma qualcosa che nasce dalla scienza e come progetto scientifico. L’eugenetica ha radici nell’illuminismo” (G. Israel), e colui che ha introdotto i principi di sanità della razza è uno scienziato inglese, Francis Galton, cugino di Darwin e sostenitore del darwinismo sociale.

Il clima culturale che ha condotto al successo dell’eugenetica alla fine dell’Ottocento in molti paesi occidentali (specie in Usa, Inghilterra, Germania e Svezia) è stato quello del laicismo scientista, di ispirazione positivistica, e dell’ideale progressista dello sviluppo della civiltà.

Ce lo conferma un testo appena apparso di Francesco Tanzilli, Per la donna, contro le donne. Margaret Sanger e la fondazione del movimento per il controllo delle nascite, Studium, Roma 2012, dedicato alla femminista radicale statunitense, Margaret Sanger, che fu l’ideatrice del termine birth control nel 1914.

Con questo termine l’allora giovane laicista progressista di orientamento anarchico (era nata nel 1879) indicava la necessità di elaborare una politica eugenista di controllo della natalità, considerato l’unico mezzo efficace per combattere la povertà e per ottenere la reale emancipazione delle donne, poiché ne stabiliva il controllo sull’attività sessuale e riproduttiva, liberandole dai vincoli familiari e dalla morale cristiana. Il birth control le appariva la chiave di volta della lotta a povertà, guerre e malattie e condizione di quel profondo rivolgimento sociale, che avrebbe realizzato l’autentico progresso dell’umanità. Va notato che l’impegno profuso per questa causa ottenne alla Sanger l’appoggio di alcuni tra i più noti propugnatori dell’eugenetica, che sostennero le istituzioni da lei avviate (la più famosa è la Planned Parenthood, associazione per la promozione dell’aborto e della maternità responsabile e pianificata, oggi molto influente nell’ambito delle politiche familiari  dell’Onu) per diffondere la pianificazione delle nascite tramite la contraccezione, l’aborto, la sterilizzazione, lo screening prenatale e la fecondazione artificiale, nonché di eminenti personalità culturali e politiche del mondo statunitense per cui nel secondo dopoguerra la sua prospettiva eugenetica otterrà un impatto enorme sui costumi individuali e sulle politiche relative alla natalità adottate sia in Occidente, sia in paesi come India e Cina.



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