BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Thamar e Giuda, "prove" di matrimonio dopo il divorzio di Adamo ed Eva

Pubblicazione:

Thomas Mann (1875-1955) (Immagine dal web)  Thomas Mann (1875-1955) (Immagine dal web)

"Una donna siede ai piedi di Giacobbe, l'uomo ricco di storia, nel bosco di Mamre, non lontano da Hebron, la capitale di Canaan. Donde vien questa donna giovane e seria? Chi è? Il suo nome è Thamar. Guardiamo intorno a noi le facce dei nostri uditori, e solo poche, solo qualcuna s'illumina. Voi dunque realmente non lo sapete più, non l'avete mai saputo chi era Thamar? Era una sua ammiratrice, una sua alunna nella scienza del mondo e di Dio, che pendeva dalle sue labbra con tanta devozione che l'orfano cuore del vecchio, di lei perfino un poco si innamorò". 

Anche Thomas Mann, l'autore di questo brano, un poco s'innamorò di Thamar e non esita a elevarla al rango di Astarte, l'Afrodite ante litteram, adorata in tutta l'area semitica, la potente divinità seduttrice di Adone, nome dal quale viene Adonai, la parola antica che significa Signore. Anche lui, dicevo, ne è sedotto, come se i sipari dei secoli e di millenni che da lei lo separano non fossero che i veli con cui Thamar ebbe ragione di Giuda, scrivendo per sempre il suo nome di donna straniera nella Storia della Salvezza. 

Mann scrive di Thamar al termine di una lunga meditazione su come inserire la sua storia nell'immenso racconto di Giuseppe i suoi Fratelli. Lo scrittore di Lubecca, insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1929, lo aveva mandato alle stampe in esilio, tra il 1933 e il 1943. Prima da Zurigo poi da oltreoceano, non smetterà di punteggiare il tragico scorcio di storia tedesca con la pubblicazione dei volumi della scandalosa tetralogia, in cui esaltando l'epos ebraico conquista il lettore al fascino e all'ammirazione per i fondatori del giudaismo. Quando Mann, nel 1943, decide di piegare l'economia del grandioso romanzo al fascino per Thamar, dedicandole il quinto capitolo di Giuseppe il nutritore, il presidente americano Roosevelt, amico personale dello scrittore — gli studiosi dell'opera manniana sostengono che il suo Giuseppe gli rassomigli non poco — siede alla conferenza di Teheran dove si riorganizza l'Europa. 

Allora chi è Thamar? L'onore tributatole da Thomas Mann non è valso alla sua notorietà. Su di lei la cronaca non solo è scarna, ma si è "espressa sempre con brusca concisione", ragion per cui lo scrittore tedesco, amico e corrispondente dell'ebreo Sigmund Freud, non si è lasciato sfuggire l'occasione di integrare il capitolo 38 del Libro della Genesi: la storia di Giuda e Thamar. Thamar è la "nuora nipote" di Giacobbe, per due volte sposa e per due volte vedova dei figli di Giuda, prima Er, poi Onan, il cognato, che in quella lingua si dice levir. 

 



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
04/12/2014 - impossibile resistere (chiara prevosti)

Provo a dare un volto a questo articolo: http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Menu-Utility/Immagine/index.html_646916561.html Si tratta della Tamar dipinta da Francesco Hayez nel 1847 e conservata a Varese, al Castello di Masnago. Stando di fronte a un quadro del genere, non è troppo difficile immaginare come Giuda non abbia potuto che dichiararsi "sconfitto" di fronte a una donna tanto bella e così giusta. Quest'opera merita una gita a Masnago, se non ci siete mai stati. Magari con Thomas Mann sotto il braccio.

 
04/12/2014 - L'attualità del racconto (Linda Pozzi)

Anche per chi poco conosce la storia di Thamar e Giuda, l'articolo offre ampi spunti di riflessione. Colpisce come la donna accusata di "essere divoratrice di giovinetti" riesca a redimersi anche attraverso il pensiero dello stesso Giuda: "Lei è più giusta di me". Questa è la prova di come gli antichi racconti biblici abbiano una grande attualità.

 
03/12/2014 - donne insospettabili (Francesco Picotti)

E’ interessante come nella bibbia donne in-sospettabili entrino a pieno titolo a far parte della storia della salvezza; come la legge sia al servizio dell’uomo e non viceversa e come la scaltrezza possa essere una dote. La possibilità di costruire qualcosa insieme, o fare società, nasce anche dal saper riconoscere che “lei è più giusta di me”, piuttosto che arrendersi a facili recriminazioni ed erigere steccati.

 
03/12/2014 - Oltre l'etica: giustizia e misericordia (Laura Menegola)

In questa riflessione, da Thomas Mann in poi, ciò che colpisce è il rovesciamento del giudizio etico comune. Thamar, la maledetta, colei che è accusata di prostituzione, in verità non è colpevole. Non lo è, perché come donna tutta intera rivendica il diritto negatole dal suocero. Giusta quindi e non da condannare, per riconoscimento dello stesso Giuda (lei è più giusta di me). Colpisce pensare che dalla stirpe di Giuda e Thamar discenda Gesù, quello stesso che ha avuto uno sguardo misericordioso sull’adultera, sulla samaritana e sulla Maddalena. Come dire: l’uomo è abbracciato, lo sguardo del divino sull’uomo è più grande della stessa misura che l’uomo ha su di sé.

 
03/12/2014 - Chi si vuole divertire legga la Bibbia (Claudio Baleani)

La Bibbia è il più grande romanzone che sia mai stato scritto. All'interpretazione del fatto tra Thamar e Giuda obietto che Adamo ed Eva non si separarono mai e tanto meno divorziarono ed anzi ebbero altri figli, di cui il primo fu Set. Più che una storia di caduta e redenzione, mi sembra una storia di natura e grazia.