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MANOVRA/ Pelanda: ecco i tagli d'autunno per convincere i mercati

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Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi (Foto Imagoeconomica)  Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi (Foto Imagoeconomica)

Le misure di rigore prese dal governo, in forma di decreto, vanno prima di tutto valutate in base al loro scopo primario di convincere la Bce a comprare titoli di debito italiano per sostenerne la credibilità.

In realtà, la Bce, a sua volta, ha bisogno di poter dimostrare che l’Italia ha capito che deve applicare il rigore sul serio e non per finta, allo scopo di ottenere il permesso della Germania di usare soldi europei, la cui percentuale maggiore è resa disponibile dai pagatori di tasse tedeschi, per acquistare il nostro debito.

La velocità con cui l’Italia ha approvato, via decreto, un progetto di pareggio di bilancio entro il 2013, ha ottenuto, nel breve termine, lo scopo. Quindi la Bce userà la sua potenza di fuoco per segnalare al mercato che i titoli di debito italiani avranno un compratore che non pretenderà un prezzo elevato di rischio e che quindi è inutile speculare contro.

Per qualche settimana l’Italia è salva grazie alla prova di coesione e velocità fornita dal suo governo nell’emanare una politica di rigore, per intanto nominalmente, credibile. Ma poi la salvezza dipenderà sempre più dalla qualità delle politiche di rigore.

La Bce acquisterà titoli di debito italiani fino a che non sarà operativo il Fondo europeo “salvastati”, in agenda per fine settembre, caricato direttamente con denari fiscali delle nazioni europee, a cui trasferirà la missione di protezione del debito di Italia e Spagna. La vera capacità di questa istituzione con la missione di garantire i debiti delle nazioni europee più a rischio è ancora ambigua.

Se verrà confermata la disponibilità di 400 miliardi per interventi, questa sarà sufficiente solo per coprire l’insolvenza di Grecia (già in atto) e Portogallo, prossima. Per sostenere l’enorme debito italiano, insieme a quello spagnolo, minore, ma con un sottostante economico più debole, ci vorrebbe una potenza di fuoco di almeno 600 miliardi in più, estendibili.


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