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Economia e Finanza

730 PRECOMPILATO/ Da Renzi una "trappola" per contribuenti e Caf

Recentemente il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva le norme che sanciscono l’avvio del modello 730 precompilato. Il commento di ANDREA LAGRAVINESE

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Recentemente il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva le norme che sanciscono definitivamente l’avvio della nuova dichiarazione fiscale dei redditi. Il neonato 730 precompilato interessa circa 30 milioni di contribuenti, divisi tra lavoratori dipendenti e pensionati, e sostituisce i Cud e le certificazioni emessi dai sostituti d’imposta (datori di lavoro e Inps). Il nuovo sistema partirà a livello sperimentale già dal prossimo anno e riguarderà i redditi del 2014. Da quanto annunciato dal Ministero, le nuove dichiarazioni avranno queste caratteristiche essenziali. In sintesi:

1) vi saranno trascritti gli elementi già contenuti nell’anagrafe tributaria, quelli anagrafici, i parenti a carico, gli immobili e i terreni posseduti;

2) conterranno i dati trasmessi da parte di soggetti terzi (ad esempio, banche, assicurazioni ed enti previdenziali) riguardanti mutui, fondi pensione assicurazioni sulla vita ecc.;

3) saranno presenti gli estremi delle certificazioni dei sostituti d’imposta: questi dovranno comunicare i redditi da lavoro e le trattenute e se lo faranno in ritardo saranno sanzionati 100 euro per ciascun lavoratore;

4) dal 2016, con la tessera sanitaria, saranno inseriti anche i dati relativi alle spese mediche e di farmacia;

5) la dichiarazione verrà messa a disposizione on line entro il 15 aprile di ogni anno e il cittadino potrà accettarla così com’è oppure modificarla, rettificando i dati e aggiungendone altri. Può farlo da solo o con l’assistenza dei Caf e di professionisti abilitati: la scadenza di presentazione è il 7 luglio;

6) i controlli cambieranno a seconda che la “precompilata” sia stata accettata senza modifiche o meno.

La domanda che tutti si pongono adesso, soprattutto gli addetti ai lavori, è la seguente: siamo arrivati al punto zero di un’epocale modifica del sistema di “auto denuncia” dei redditi da parte dei lavoratori dipendenti, assimilati e pensionati? I primi giudizi che trapelano a botta calda, in particolare da esponenti dalle associazioni dei commercialisti e istituzioni tributarie, rimangono nel limbo dell’incertezza, ritenendo la misura approvata dal Governo, che si adegua, tra l’altro alle normative europee, condivisibile, ma ponendo serie riserve sui presupposti strumentali e strutturali. Per esempio, la mancata sfoltitura a monte del sistema normativo fiscale (il 730 ha un centinaio di pagine d’istruzioni), l’insufficiente sistema di reperibilità dei dati (detrazioni e spese) da banche, assicurazioni, università, ecc.; senza contare poi la mancata informatizzazione totale della Carta regionale dei servizi (unico dispositivo per calcolare le detrazioni da spese mediche).

Vorremmo soffermarci tuttavia non tanto sull’aspetto tecnico e attuativo della norma, ma su quello sociale, cioè sulle risposte alle aspettative di semplificazione e chiarezza a riguardo della compilazione annuale della denuncia dei redditi di ognuno di noi. Ci sembra, a bocce ferme, che per il contribuente la situazione non cambi per il meglio, ma che anzi peggiori: infatti, con l’utilizzo sempre maggiore del web sia come unica possibilità di dialogo con l’Amministrazione, sia come assoluto modo di reperire e poi riconsegnare il modello, per i soggetti più deboli (cioè i contribuenti di età medio-alta che non sanno elaborare dati via internet), lo scoglio d’affrontare è sempre più imponente.