SHOAH, EURISPES: “15.6% ITALIANI NEGA”/ Swg: per 55% antisemitismo molto presente

- Davide Giancristofaro Alberti

Sono decisamente significativi i dati raccolti da un’indagine di Eurispes in merito all’Olocausto: 5.6% italiani lo nega. Secondo sondaggio Swg per il 55% antisemitismo molto presente

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Ebrei rastrellati dai tedeschi durante la rivolta del ghetto di Varsavia, 1943 (Wikipedia)

L’antisemitismo è un fenomeno che preoccupa anche in tempo di emergenza Covid, tanto che l’attenzione crescente verso l’antisemitismo porta ad una rivalutazione dell’importanza del “Giorno della memoria”. L’antisemitismo preoccupa più della metà degli italiani secondo il sondaggio di SWG, ma significativo è il fatto che la percentuale di chi ritiene che in Italia sia presente un sentimento antisemita sia in costante crescita. Si è passati dal 49% del 2018 al 55% del 2020. È la percentuale più alta che si registra in tal senso dal 2014, mentre nel 2015 il 61% degli intervistati riteneva poco o per niente presente un sentimento antisemita nel nostro Paese. Per quanto riguarda poi il “Giorno della memoria”, gli italiani la ritengono una ricorrenza formativa, giusta e sempre più irrinunciabile. Il ricordo del genocidio degli Ebrei e delle altre vittime del nazismo è considerato formativo e giusto rispettivamente dal 39% e 38% degli intervistati. All’interrogativo, che prevedeva più risposte, hanno risposto che è retorico il 9% degli intervistati, è inutile per il 5%.

Il sondaggio di SWG ha approfondito anche il tema della discriminazione ed è emerso che sta crescendo quella basata sulla condizione economica e sull’estetica, mentre scende quella legata alle preferenze sessuali. Si è passati dal 76 all’82% per la condizione economica, dal 70 al 76% per motivi estetici, dal 69 al 71% per il peso, dal 57 al 60% per l’età. Aumenta anche la percentuale di persone che per questo si sono sentite discriminate: dal 36 al 41% per motivi estetici, dal 35 al 39% per peso, dal 34 al 37% per genere. Aumenta, inoltre, il grado di simpatia verso tutte le categorie, anche quelle più emarginate. Soprattutto per persone che chiedono la carità (6,5%), omosessuali (7,1%) e poveri (7,7%), mentre nel 2016 e nel 2016 la percentuale maggiore riguardava i giovani, che sono l’unica categoria in controtendenza, cioè in calo. Perdono, infatti, lo 0,1% rispetto alle rilevazioni precedenti.

SHOAH, EURISPES: “15.6% ITALIANI NEGA”

L’Eurispes, per il Giorno della memoria 2021, ha realizzato un’indagine sull’antisemitismo, e i numeri emersi sono per certi versi preoccupanti. I risultati del report, contenuti nel Rapporto Italia 2020, sottolineano come per una fetta della popolazione italiana, l’Olocausto, ovvero, lo sterminio degli ebrei da parte dei nazisti, non sia mai avvenuto. Nel dettaglio il 15.6% degli intervistati ha negato la sua esistenza, a fronte comunque dell’84.4% che ha sostenuto il contrario. “Una parte minoritaria, ma comunque significativa della popolazione italiana – ha commentato il numero uno di Eurispes, Gian Maria Fara – coltiva anche oggi pregiudizi antisemiti, quando con un clamoroso oblio della storia, secondo le nostre rilevazioni, il 16% circa degli italiani sminuisce la portata della Shoah e il 15,6% addirittura la nega”. Il 16% a cui fa riferimento Fara riguarda la percentuale di italiani che è convinta che la Shoah non abbia provocato così tante vittime (6 milioni di ebrei uccisi), contro l’83.8% che si dice comunque in disaccordo con tale affermazione.

SHOAH “GIOVANI PIU’ SENSIBILI A PROBLEMA ANTISEMITISMO”

In merito ai numerosi episodi di antisemitismo in Italia, la maggior parte degli italiani, più di 6 su 10, è convinta che non vi sia un reale problema nel nostro paese (61.7%), ma il 60.6% è convinto che tali episodi siano collegati in qualche modo ad un linguaggio basato su odio e razzismo. “In quasi la metà dei casi, però, 47,5 % – aggiunge Gian Maria Fara – gli atti di antisemitismo avvenuti anche in Italia sono indicati come il segnale di una pericolosa recrudescenza del fenomeno. Quindi siamo di fronte ad una nuova consapevolezza”. E ad aver maggior consapevolezza, racconta ancora il numero uno di Eurispes sono i più giovani: “Fra i più giovani c’è una maggiore consapevolezza della gravità del fenomeno e i più giovani sono anche quelli più preoccupati dalla deriva che sta assumendo il fenomeno, o meglio l’atteggiamento, dell’opinione pubblica nei confronti del fenomeno”. Per il 32.7% degli intervistati, infine, gli atti di antisemitismo sono semplici bravate.

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