700 MORTI AL GIORNO/ “La ricetta su mascherine e aperture per evitare una catastrofe”

- int. Fabrizio Pregliasco

Uno studio americano prevede che senza l’uso della mascherina e il rispetto del distanziamento i contagi e i decessi in Italia aumenterebbero in maniera allarmante

tampone
Effettuazione del tampone

Letti sulla carta, sono numeri che terrorizzano, quelli resi noti da un nuovo studio americano dedicato proprio all’Italia e pubblicati sul sito Worldmeter. Secondo questo studio, se non venisse indossata la mascherina (ma anche se non fossero rispettate le distanze di sicurezza) nei prossimi mesi di novembre e dicembre si raggiungerebbero le cifre catastrofiche di 700 morti al giorno, 15mila nuovi contagi ogni 24 ore a novembre e 40mila a dicembre. Sono cifre, come spiega in questa intervista il professor Fabrizio Pregliasco, virologo e divulgatore scientifico, “basate su modelli matematici e in quanto tali hanno sempre un margine di errore, ma servono per capire le strategie e gli interventi da adottare”. Siamo infatti ancora in una fase di diffusione del virus, aggiunge Pregliasco, ed è necessario continuare a mantenere le regole sanitarie, benché molti tendano a sottovalutarle: “L’uso della mascherina è fondamentale, purtroppo però molti la eludono”.

Come valuta questo studio americano: è attendibile o esagera nelle sue valutazioni?

Studi come questo sono sempre basati su modelli matematici, che hanno margini di errore. Sono però utili per adottare strategie e valutare gli interventi. I valori che appaiono in questo studio mi sembrano sinceramente un po’ alti, però direi anche possibili, a fronte di situazioni in cui non dovessimo riuscire a governare i vari focolai. È chiaro che serve quello che definirei un “nuovo galateo” da parte di tutti noi.

Intende l’osservanza delle regole sanitarie? Va detto che andando in giro, specie nelle grandi città, si nota purtroppo una certa inosservanza dell’uso della mascherina, è d’accordo?

Sì, intendo proprio un’osservanza nella gestione dei contatti con le persone. È vero che molti non indossano le mascherine ed è una cosa grave.

Nonostante questo, in Italia siamo ben lontani dalle cifre di altri paesi europei. Perché?

In Italia noi abbiamo avuto una buona gestione del lockdown: pur nella sofferenza che questa misura ha provocato a tanta gente, ha salvato dalla diffusione del virus in una fase iniziale dove eravamo meno pronti. Questo risultato ci permette oggi di governare la diffusione del virus.

Si ritiene fiducioso per i prossimi mesi?

Sono ancora ottimista ma bisogna essere assolutamente prudenti. Prudenti perché la scommessa si giocherà sulla capacità di continuare a mantenere questa efficacia, pur consapevoli delle difficoltà che ci sono.

Ad esempio?

Ad esempio, i ritardi sui tamponi, che indispettiscono le persone. Ma è necessario aver pazienza e soprattutto non dobbiamo essere noi a ostacolare questa struttura che, seppur ansimante nel fare quello che serve, va sostenuta e osservata.

Il Cts ha bocciato la riapertura degli eventi sportivi al pubblico secondo le linee guida approvate dalla Conferenza delle Regioni che puntavano a portare la capienza degli stadi e degli impianti al 25% del totale. Dobbiamo ancora osservare misure di ristrettezza?

Sì, è giustissima la decisione di non riaprire gli stadi. È meglio procedere step by step per il momento. Siamo impegnati ora con lo stress test delle scuole, fra quindici giorni vedremo che risultati avremo in mano. Ogni singola apertura è stata governata una alla volta, quindi meglio essere prudenti in modo da non fare di nuovo quello che non dico sia stata una stupidaggine, ma sicuramente un errore, come la riapertura delle discoteche.

(Paolo Vites)

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