ACHILLE LAURO CANZONE “ME NE FREGO”/ “Sul palco dell’Ariston un inno libero, il punk”

- Morgan K. Barraco

Achille Lauro con “Me ne frego” a Sanremo 2020: ecco la spiegazione del cantante sul suo brano, un vero e proprio inno libero, a Domenica In

Achille Lauro
Achille Lauro, Domenica In

Achille Lauro sul palco ha conquistato subito l’applauso e il consenso unanime del pubblico in sala e dei critici presenti. “Credo che la cosa più rivoluzionaria di Achille sia stata il fatto che si sia spogliato nudo di fronte all’amore, perchè è questo il testo della tua canzone”, dice Dandolo, tra i critici presenti. Quindi la parola è passata proprio a Lauro che ha spiegato: “Immaginavo la musica come una rappresentazione teatrale, volevo creare qualcosa in 4 minuti come un susseguirsi di stati d’animo. Me ne frego è un inno alla libertà, facciamolo, viviamolo. Abbiamo deciso di interpretare i 4 personaggi sul palco”. Ma per lui, ammette, “la cosa che per me è stata più bella è portare su un palco storico un inno libero, il punk”. Achille Lauro ha poi spiegato come nasceva la sua canzone: “Volevo portare una canzone che avesse un momento introspettivo, un momento di stupore, un momento punk, la mia carriera è famosa perchè non è mai stata etichettabile”, ha aggiunto. Selvaggia Lucarelli ha fatto notare come tutta l’attenzione si sia concentrata sulla performance e non tanto sulla canzone. Lauro ha replicato: “Io penso che l’anno scorso sono venuto con Rolls Royce nonostante C’est la vie, io non volevo vincere il Festival”. Quindi ha chiosato, prima dell’esibizione: “la cosa più bella è che è passato un bel messaggio, la canzone era un concetto, dietro al concetto del Me ne frego c’era tutto questo”. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

COLETTA “HA GLUTINATO LA MEMORIA”

Mara VeniEr difende Anchille Lauro. In attesa che il grande protagonista del Festival di Sanremo 2020 salga sul palco dell’Ariston per l’intervista di rito a Domenica In, la scena è tutta per lui, con Stefano Coletta, attuale direttore di Rai 1, fiero del suo operato. “Non conoscevo Achille Lauro, lo conoscevo poco, la sua performance – spiega il direttore – ha glutinato la memoria, il presente, c’era dentro di lui Renato Zero… la storia”. Come lui, anche Mara Venier, grande sostenitrice del cantante romano: “posso dire che ha fatto sempre come omaggio alcuni personaggio che ha imitato, sempre con grandissima umiltà”, dice la padrona di casa. “Mi sono espressa anche in maniera molto forte. Conducevo una diretta su Radio 2, avevo ospite Achille Lauro, c’è stata una persona che l’ha aggredito, un signore, ma in maniera così forte. Noi Eravamo lì, in maniera così pacata, ve lo dico veramente col cuore […] mi sono alzata e ho detto ‘arripigliate, figlio mio, non è la sede, non vogliamo violenza’. Poi l’ho chiamato – continua la Venier riferendosi all’hater di Achille Lauro – gli ho detto vieni qui, voglio capire perché aggredisci Achille Lauro. Non ha detto niente, ha detto ‘voglio i Ricchi e Poveri’, “ci sono stati!”. (Agg. di Fabiola Iuliano)

ACHILLE LAURO: SUL PALCO COME ELISABETTA I DI TUDOR

Achille Lauro stupisce ancora! Per la finale del Festival di Sanremo 2020, il cantante ha deciso di osare ancora di più e portare sul palco un nuovo travestimento: questa sera ha così indossato i panni di Elisabella I Tudor, nota regina inglese. Parrucca, trucco e abbigliamento ricordano perfettamente il personaggio storico da lui portato sul palco. Il web è letteralmente impazzito e tutti si complimentano per le trovate del cantante. Ecco alcuni dei tweet: “Lauro grandissimo, sei il nostro re!” “Comunque il/la make up artist di Achille merita un premio per questi giorni”, e ancora “siamo a livelli altissimi di arte qua lo voglio agli eurovision”, “Che grande Lauro, hai vinto tu per noi!” (Aggiornamento di Anna Montesano)

ACHILLE LAURO PRONTO A STUPIRE ANCORA

Achille Lauro continua a sorprendere Sanremo 2020 con i suoi look stravaganti. Come annunciato sui social prima di raggiungere il palco per interpretare la sua Me ne frego, il cantante ha puntato tutto sulla Divina Marchesa Luisa Casati Stampa. “Musa ispiratrice dei più grandi artisti della sua epoca”, scrive, “grande mecenate, performer prima della performing art e opera d’arte vivente”. Impossibile non rimanere incollati a guardarlo: vestito lungo, calze a rete, short pants e corona con piume lunghissime. Dietro di lui Boss Doms, con un look che rievoca ancora le tinte tipiche del Duca Bianco, muove le braccia per simulare la Dea Kalì e i suoi molteplici arti. Clicca qui per guardare la foto di Achille Lauro. “Grazie a tutti signore e signori”, dice l’artista prima di lasciare il palco. Fiorello però lo ferma: “Ad ogni esibizione voglio esserci sempre perchè voglio una foto”. Uno dei tanti meriti di Achille? Riuscire a catturare l’attenzione e a sdoganare un vestito da sera alternativo, rispetto ai soliti e classici ingessati. Uno spettacolo nello spettacolo destinato a fare la storia del Festival e che in qualche modo richiama alla mente gli abiti scelti da Renato Zero durante le sue performance dei primi decenni. Impossibile non rimanere a bocca aperta di fronte alla capacità del rapper di essere parte e non solo interprete della sua stessa musica. Un estro che a quanto pare è piaciuto anche alla sala stampa: la giuria della quarta serata ha premiato il cantante con la nona posizione, subito dopo Elodie. Clicca qui per rivedere il video di Achille Lauro.

ACHILLE LAURO: LE POLEMICHE NON LO ABBANDONANO MAI

Le polemiche sembrano seguire Achille Lauro a Sanremo 2020 un po’ come farebbero le mosche di fronte ad un barattolo di miele. Questa volta è il SAP a far sentire la propria voce, a causa di alcuni video del 2018 in cui utilizza un linguaggio poco rispettoso nei confronti delle autorità. Non bastava Junior Cally, messo alla gogna ancora prima dell’inizio del Festival, ora tocca all’artista romano. Tutto risale a quel Festival di Vulci nella provincia di Viterbo, dove Achille avrebbe dovuto partecipare come ospite. “E’ successo qualcosa di veramente raccapricciante, imbarazzante e disgustoso, al limite dell’umanità”, aveva detto ai fan in quei giorni, “e non parlo della tremenda alluvione, che purtroppo ha impedito l’esibizione a tutti gli artisti, parlo dei carabinieri che sostavano fuori dal festival”. Il cantante afferma di aver assistito a perquisizioni ad un gruppo di bambini “che avevano semplicemente delle cartine in tasca. Perquisizioni fatte da quarantenni e cinquantenni, carabinieri frustrati e falliti, che se la prendono con dei bambini che vanno a vedere tranquillamente un concerto, terrorizzandoli e calpestando la cultura, l’arte e l’espressione artistica. Tutto ciò per due canne di m***a”. Nonostante sia accaduto tutto ben prima della kermesse, sottolinea Adnkronos, il leader di Sim Carabinieri, Massimiliano Zetti: “Se si verificassero altri episodi del genere non escludiamo in futuro di fare denunce costituendoci, in quanto sindacato, parte civile, perchè la situazione è diventata intollerabile. È vilipendio”. Per ora nessuna dichiarazione dal diretto interessato, anche se non è escluso che possa prendere in mano l’argomento subito dopo la fine del Festival oppure nelle prossime ore.

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