Achille Lauro, video “Maleducata”/ Colonna sonora Baby 3: balla la lap dance e…

- Paolo Vites

Il nuovo videoclip di Achille Lauro, Maleducata, per la serie Netflix Baby 3

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Achille Lauro, video Maleducata

The Rocky horror picture show versione post punk ovvero il Lauro Horror Picture Show. Dove va Achille Lauro se non ha qualcosa da cui copiare? Da nessuna parte, lo abbiamo già visto con le imitazioni di David Bowie e altri. Nel caso in questione, il nuovo brano Maleducata di cui è disponibile il relativo video che qualcuno ha definito “shock” (ma davvero? nel 2020 ci può ancora essere un video shock?) fa parte della colonna sonora della serie Netflix Baby terza stagione, una serie ispirata a alcune storie vere risalenti al 2013 quando alcune ragazzine minorenni finirono nel giro della prostituzione. Brano e video dunque sono pensati per questa storia, con immagini sensuali (non sessuali) viste milioni di volte, personaggi che richiamano il celeberrimo Rocky horror picture show, Achille Lauro che fa la parte del protagonista, che era un trans per cui non si capisce cosa centra con la serie televisiva. Il testo tratteggia immagini pseudo trasgressione (“Sì voglio una stupida sigarettasì sono una stupida coniglietta allacciati il cervello nella mia cameretta sì sono cresciuto sì dentro una gabbietta quando esco metto sempre una passata di smalto oh mio Dio sto cesso è pieno di borotalco e tu ti stai truccando come una ballerina stai bevendo un tè speciale con la tua amica”). La musica deve parecchio a Marilyn Manson con quella ritmica marziale, un po’ inquietante e chitarre rock in sottofondo.

Ha giustamente commentato il grande Renato Zero, uno che faceva queste cose negli anni 70 quando si rischiava la galera per essere realmente trasgressivi: “Achille Lauro? Riesce ad affermarsi con poco. Io mi sono fatto il mazzo. Cantavo la periferia, non ero un clown”. Aggiungendo: “Con le piume e le pailettes non giocavo certo a fare il clown della situazione, ma cercavo di attirare l’attenzione su di me per permettere alle mie canzoni, che trattavano argomenti delicati e pesanti, di fare breccia. In giacca e cravatta non avrei ottenuto lo stesso riscontro. Il fine, in questi casi, giustifica i mezzi. Comunque io, che sono stato giudicato fino a stamattina, non posso permettermi di giudicare un altro artista. Amo tutti quelli che vogliono fare questo lavoro, a condizione che sappiano che la gente non va presa per il culo”.



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