Al Bano: “Sogno un trio con Morandi e Ranieri”/ “Sanremo? L’anno prossimo…”

- Alessandro Nidi

Al Bano Carrisi a “Storie Italiane” svela: “Mi piacerebbe un trio con Morandi e Ranieri a Sanremo. L’unico restio è Gianni, perché…”

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Al Bano Carrisi (Storie Italiane, 2022)

Al Bano Carrisi, ospite a “Storie Italiane”, trasmissione di Rai Uno condotta da Eleonora Daniele, ha parlato del prossimo Festival di Sanremo, ormai ai nastri di partenza. L’ha fatto nella mattinata di oggi, lunedì 17 gennaio 2022, dicendosi felice di vedere un cast che propone alcune pietre miliari della nostra canzone, come Iva Zanicchi, ma anche Massimo Ranieri e Gianni Morandi: “Non sapevo che Ranieri e il mio amico Morandi ci sarebbero andati – ha commentato il leone di Cellino San Marco –. Sono felice, è una dimostrazione di grande coraggio, è bellissimo”.

Sul palco dell’Ariston non ci sarà, però, Al Bano: “Non avevo previsto la mia partecipazione, almeno per quest’anno. Vedremo l’anno prossimo. Io il Festival lo farei ogni anno, come la tombola di Natale. Da parecchio vorrei fare un trio con Massimo Ranieri e Gianni Morandi: le nostre storie hanno superato le mode, hanno resistito all’incedere del tempo. Noi siamo figli del proletariato e non siamo noi che dobbiamo cantare: devono cantare le nostre vite. L’unico più restio è Gianni, che teme di essere schiacciato dalle nostre voci”.

AL BANO CARRISI: “HO CANTATO AL FESTIVAL DI SANREMO CON 38 DI FEBBRE”

Nel prosieguo della diretta di “Storie Italiane”, Al Bano Carrisi ha rimarcato di avere preso parte a 15 edizioni del Festival di Sanremo in qualità di concorrente (di cui cinque insieme a Romina Power, ndr). Quando ha portato in gara “La Siepe”, ha cantato con “38 di febbre. So anche come mi presi quel malanno: colpa di un servizio fotografico fatto in piena corrente d’aria. Oggi, con le nuove norme non avrei potuto cantare”.

In seguito, Al Bano ha evidenziato di avere sempre amato Sanremo e di averlo puntualmente tutelato, anche quando volevano cancellarlo: “L’Eurovision Song Contest nasce dall’esperienza del nostro Festival. Perché a un certo punto si è pensato di cancellare la kermesse matuziana? La musica non fa mai del male, è la più bella medicina che l’essere umano ha saputo inventare”.







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