Antonella Clerici: “Mi manca Fabrizio Frizzi”/ “Ho paura di invecchiare e di morire”

- Alessandro Nidi

Antonella Clerici ha raccontato cosa le manca di più del suo amico Fabrizio Frizzi, rivelando poi le sue angosce e i suoi piani per il futuro

Antonella Clerici
La conduttrice Antonella Clerici

Antonella Clerici ha rilasciato un’ampia intervista ai microfoni di “Specchio”, il settimanale de “La Stampa”, durante la quale ha toccato una pluralità di temi che riguardano da vicino ciascuno di noi: l’amore, l’amicizia, e, purtroppo, anche la morte. A tal proposito, nel suo buen retiro situato tra Piemonte e Liguria, la conduttrice televisiva ha rivelato di avere sempre in mente il suo amico Fabrizio Frizzi, deceduto nel marzo del 2018.

Proprio a questo proposito, lo storico volto de “La Prova del Cuoco” ha reso noto che la cosa che le manca di più di Fabrizio è la sua risata: Fabrizio lo sentivi arrivare da lontano. Era un uomo travolgente. A differenza di Carlo (Conti, altro grande amico di Clerici) che è calmo e riflessivo, Fabrizio, anche se non sembrava, era più esplosivo, fumantino”. Un’anima pura volata via troppo presto e che manca tantissimo al mondo della televisione italiana.

ANTONELLA CLERICI: “TEMO LA MORTE, PER IL FUTURO MI PIACEREBBE…”

Sul suo rapporto con la morte, invece, Antonella Clerici non ha fatto ricorso a troppi giri di parole per manifestare il suo terrore e la sua angoscia: “Ho paura di invecchiare, di morire. La morte è stata molto presente in questo periodo, per tutti. Ci penso e mi rendo conto che ho paura degli aspetti concreti della morte. Essere chiusa, i loculi. Non so, forse vorrò diventare cenere e rimanere per sempre nel bosco”.

Superato questo momento buio nella chiacchierata con i colleghi di “Specchio”, la presentatrice ha quindi provato a pensare al suo futuro in termini professionali, svelando alcune sue ambizioni: “Mi piacerebbe fare un programma di interviste a persone non famose, ma che sono entrate nella nostra storia, magari cambiandola. Penso per esempio alla mamma di Alfredino Rampi, oppure a vittime di sequestri. Vorrei ascoltare le loro storie di vita. Magari girarle in un giardino, un luogo lieve”. Chissà se qualcuno dei vertici Rai accoglierà la sua proposta e penserà a un format di tale natura da proporre nel prossimo periodo?



© RIPRODUZIONE RISERVATA