Bassetti: “Stop alla mascherina, ma non per tutti”/ “Ora il Covid è come l’influenza”

- Josephine Carinci

Matteo Bassetti, infettivologo, parla dell'utilizzo della mascherine e della nuova normativa: "Ora il Covid è come l'influenza"

matteo bassetti Matteo Bassetti ospite a “Porta a Porta” (Foto: 2022, LaPresse)

Bassetti: “Queste regole sono un caos”

L’obbligo di mascherine sta per cadere anche negli ospedali e nelle Rsa, ma secondo Matteo Bassetti la decisione andrebbe leggermente rivista. A Il Giornale, l’infettivologo ha dichiarato: “Negli ospedali e rsa le mascherine le terrei per tutti i visitatori. È una questione di sicurezza e di tutela per pazienti e ospiti fragili. Diverso è il caso dei trasporti dove togliere la mascherina è un fatto inevitabile. Dobbiamo uniformare i nostri comportamenti”. Infatti, secondo l’esperto, “Se arrivo in Italia con un aereo tolgo la mascherina in volo, prendo il bus e la devo mettere, poi prendo un treno regionale e me la tolgo perché nessuno la usa. È un caos”.

Secondo Bassetti, “Solo ai fragili e agli anziani va fortemente raccomandato l’uso della mascherina, sui trasporti e anche al supermercato. Ma usciamo dalla logica di una misura uguale per tutti. Sarebbe sbagliatissimo andare avanti con gli obblighi”. Un’altra regola che proprio non va giù all’infettivologo, è quella dell’obbligo di mascherina in classe non appena ci sia un positivo: “Una stupidaggine. È come mettere il tappo nella vasca che si è già svuotata. Si vorrebbe evitare di diffondere il virus se qualcuno sta incubando, ma i ragazzi appena escono dalla scuola stanno tutti insieme, senza mascherina. Dobbiamo cambiare questo atteggiamento”.

Bassetti: “Il virus tornerà a correre”

Secondo Matteo Bassetti, oggi il virus non fa più paura perché ci sono gli strumenti per proteggersi, come rivelato a Il Giornale: “Due anni fa non avevamo in circolazione un anticorpo. Oggi è cambiato il grado di protezione della collettività: il 100% della popolazione è ormai protetto, o dalla vaccinazione, o dalla malattia oppure da entrambe le cose. Ora il Covid è paragonabile all’influenza. Dobbiamo proteggere solo le categorie più a rischio”.

Nuove varianti, però, potrebbero arrivare: “Siamo ancora a Omicron ma vedremo di più Centaurus, meno aggressivo dal punto di vista clinico. Cioè avremo più raffreddori e meno polmoniti. Ma arriveranno delle varianti più contagiose visto che lo scopo del virus è quello di sopravvivere all’ospite e contagiare. Evolve in modo intelligente”. Eppure, il virus potrebbe tornare a far paura: “Io non ho un ricoverato per Covid ormai da 20 giorni. Ma è indubbio che tra due o tre settimane il virus tornerà a correre. E le quarte dosi sono al palo. Ne sono state fatte pochissime. Ed è un grave errore. Il 75enne che oggi evita la quarta dose, rischia la polmonite e il ricovero”.







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