Beppe Vessicchio: “Ero un figlio dei fiori”/ “Mio padre pensava appartenessi alle BR”

- Alessandro Nidi

Beppe Vessicchio, direttore d’orchestra e volto storico del Festival di Sanremo, ha raccontato la sua gioventù e svelato alcuni retroscena

Beppe Vessicchio sul palco dell’Ariston
Beppe Vessicchio a Sanremo 2021

Beppe Vessicchio, direttore d’orchestra il cui nome è indissolubilmente legato al Festival di Sanremo, è intervenuto sull’edizione de “Il Fatto Quotidiano” in edicola oggi, domenica 8 agosto 2021. Una lunga chiacchierata, nella quale ha rivelato di avere attraversato gli anni e le generazioni senza mai sottrarsi alle novità e affrontando tante edizioni della kermesse matuziana mantenendo la sua barba e la sua capigliatura. Già, la barba: da giovane, dal punto di vista dell’immagine personale “ero molto hippy, con la fascetta nei capelli, quasi ai margini del perbenismo sociale. I miei erano preoccupati, erano gli anni dell’eversione: a un certo punto mio padre temette che appartenessi a gruppi come le Brigate Rosse. Ovviamente si sbagliava, scappavo solo per suonare. Non ero uno scapestrato. Ero un amante della natura, ero un figlio dei fiori”.

La sua cultura musicale era già notevole a quel tempo, influenzata anche da stimoli che lui stesso definisce “spaventosi”, in quanto, accanto a gruppi rock ed etno-rock, c’erano Pino Daniele, Napoli Centrale, Eugenio ed Edoardo Bennato, Teresa De Sio, Carlo D’Angiò. “Un lievito potentissimo – ha commentato –. Ero legato ad Eugenio: era uno sperimentatore, un folle, cambiava sempre idea”. Pino Daniele invece “è stata la persona in grado di raccogliere tutti gli umori e le sperimentazioni del periodo, captando le forze, coniugandole e rendendole vincenti”.

BEPPE VESSICCHIO: “PIPPO BAUDO IL CONDUTTORE PIÙ PREPARATO DI SANREMO”

Relativamente al Festival di Sanremo, invece, Beppe Vessicchio ai lettori de “Il Fatto Quotidiano” ha rivelato alcuni retroscena, fra cui le mani ghiacciate di persone che hanno sempre mostrato grande sicurezza. “Ho visto la tensione anche in Gianni Morandi – ha rivelato il maestro –: lui che è il più navigato, che non stona neanche se gli dai una martellata, prima di entrare era avvolto dall’ansia”. Altra grande interprete era Mia Martini: “Anche le mie mani erano mosse dalla sua voce, guidava tutta l’orchestra. Non mi è più successo, nessuna artista è stata più trasversale di Mimì”.

Il conduttore più preparato della manifestazione sanremese, invece, è stato Pippo Baudo, che sistemava addirittura i vasi di fiori presenti all’ingresso del teatro Ariston: “A Roma era presente anche alle prove dell’orchestra, a sottolineare la totale immersione nel Festival. Un anno ha corretto pure il finale di ‘Con te partirò’ di Bocelli”. Infine, un pensiero a Lucio Dalla: quando è venuto a mancare, Beppe Vessicchio dentro di sé ha pensato che nessuno l’avrebbe stupito come aveva saputo fare lui. “Ha sempre cambiato, non si è mai ripetuto, altrimenti si sarebbe annoiato. Aveva un’apertura mentale certo non comune”.

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