Berrettini: “Con Sinner c’è sana rivalità”/ “Voglio alzare la coppa di uno Slam”

- Maurizio Mastroluca

Matteo Berrettini, si è raccontato in un’intervista al Corriere della Sera. Il numero 7 del mondo ha affrontato diversi temi, parlando più dell’uomo che del tennista.

Berrettini Indian Wells
Matteo Berrettini (Foto LaPresse)

MATTEO BERRETTINI: “SCAVANDOMI DENTRO SONO DIVENTATO NUMERO 7 DEL MONDO”

A due giorni dall’inizio delle ATP Finals 2021, Matteo Berrettini ha rilasciato un’intervista a Sette, settimanale del Corriere della Sera. Il tennista azzurro ha affrontato diversi temi, raccontando principalmente il Berrettini uomo, più che atleta. Berrtettini ha parlato del suo percorso interiore, che lo ha portato a diventare il numero 7 del mondo: “Scavarmi dentro è una mia specialità. Scavandomi dentro sono diventato, partendo da zero, numero 7 del mondo. È così che trovo le motivazioni extra per fare un passo in più, migliorarmi, crescere”.

Nel corso di del lungo tragitto, il tennista ha vissuto anche momenti di difficoltà: “Ci sono stati dei momenti, in passato, in cui non mi sono piaciuto: uscivo troppo, ero single e mi divertivo, trascurando il tennis. In generale ho una buona considerazione di me stesso, certo potrei essere migliore”. Poi analizza il suo rapporto con la famiglia: “Mio fratello chiama tutti i giorni i miei genitori, io non lo faccio. Penso a mia madre e so quanto ci tiene. Non mi forzo, perché ne uscirebbe una telefonata innaturale. Però sono i miei, mi hanno dato tutto e io li amo immensamente. E falla, una telefonata in più, Mattè, mi dico. C’è stato un tempo in cui ho chiesto e preteso il mio spazio e a volte quello spazio diventa una distanza troppo larga. Colpa mia”.

MATTEO BERRETTINI E LA RIVALITA’ CON SINNER: “MI STIMOLA E MI DA FORZA”

Matteo Berrettini, dopo aver raccontato del percorso interiore fatto per arrivare ad essere il numero 7 al mondo, fissa il suo obiettivo per il futuro. Il tennista ha dichiarato: Prima o poi voglio alzare la coppa del primo posto di uno Slam, non del secondo”. Essere un giocatore di livello mondiale non è però semplice: “Sognavo di diventare un professionista del tennis, cioè uno che vive della sua passione. Quello che non avevo considerato è tutto ciò che il ruolo porta con sé, perchè lo sport professionistico ti costringe a vivere a trecento all’ora, senza casa, sempre in albergo o in campo: faccio tanto però, a volte, mi sento come se in mano non stringessi niente”.

Successivamente, Matteo Berrettini ha parlato di Jannik Sinner, il quale ha sperato nella qualificazione alle Finals di Torino, sfumata poi con la sconfitta contro Alcaraz a Parigi-Bercy. Sulla rivalità con il tennista altoatesino, Berrettini ha dichiarato: “Non mi preoccupa, mi stimola. E mi dà forza”. Matteo Berrettini ha poi concluso: “Con Jannik c’è un buon rapporto e una sana rivalità, che farà bene ad entrambi”.

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