Bestie di Satana, per Eros Monterosso nuova vita/ Dopo il carcere lavora in tribunale

- Giovanna Tedde

Bestie di Satana: Eros Monterosso ha una nuova vita dopo il capitolo che sconvolse l’Italia e che lo vide finire in carcere con una condanna a 27 anni per gli orrori che insanguinarono il Varesotto

Bosco delle Bestie di Satana (Foto: Chi l'ha visto?)
Bosco delle Bestie di Satana (Foto: Chi l'ha visto?)

Eros Monterosso, condannato a 27 anni di reclusione nel 2007 per gli orrori attribuiti al gruppo “Bestie di Satana”, oggi ha una nuova vita da uomo libero fuori dal carcere. Lo rivela il settimanale Giallo in un recente servizio in cui il suo avvocato racconta come il percorso intrapreso dal suo assistito sia per lo stesso motivo di “orgoglio e riscatto”.

Alle spalle di Eros Monterosso la scia di delitti consumati nel Varesotto tra la fine degli anni ’90 e i primi 2000, azioni efferate che hanno sconvolto l’Italia finendo per approdare sulle cronache internazionali con un carico di shock e interrogativi. Ci sono altre vittime oltre quelle ufficialmente riconosciute dalla giustizia? Il dubbio che le Bestie di Satana possano aver commesso più di tre omicidi (cui si sarebbe sommato un caso di induzione al suicidio) resta come rumore di fondo insistente nel caso. Eros Monterosso oggi ha 45 anni e pochi mesi fa le porte del carcere si sono aperte per consentirgli di lavorare all’esterno. Ora non torna più in cella dopo il servizio, ma a casa sua e sogna di costruirsi un futuro secondo quanto riportato dallo stesso settimanale.

Eros Monterosso oggi: dalle Bestie di Satana alla nuova vita fuori dal carcere

Da qualche tempo, come stabilito dai giudici all’esito della sua buona condotta in carcere, Eros Monterosso è libero di lavorare e tornare a casa sua dopo il servizio. Coinvolto nell’inchiesta sulle Bestie di Satana e condannato a 27 anni e 3 mesi di reclusione nel 2007 con l’accusa di aver pianificato i delitti del gruppo, avrebbe scontato metà della pena e oggi ha un posto da impiegato tra le arterie della giustizia.

Secondo quanto riportato da Giallo, infatti, Monterosso lavora presso il Tribunale di Pavia, precisamente nell’ufficio smistamento fascicoli dell’Ordine degli Avvocati. Eros Monterosso avrebbe anche intrapreso gli studi universitari e presto dovrebbe laurearsi in Sociologia a Milano. Il settimanale ha raccolto le parole del suo legale, Pasquale Lepiane, secondo cui l’attuale impiego in un luogo di giustizia, per il suo assistito, “motivo di riscatto e di orgoglio”. Monterosso ora avrebbe altri progetti per il suo domani: tra questi un matrimonio, una famiglia e magari dei figli.

Bestie di Satana, che fine hanno fatto

Eros Monterosso non è il solo ad essersi lasciato il carcere alle spalle dopo la condanna per gli orrori delle Bestie di Satana che, tra fine anni ’90 e primi 2000, insanguinarono i boschi del Varesotto a colpi di omicidi, droghe, satanismo e passione sfrenata per la musica heavy metal. Alle Bestie di Satana sarebbe stata addebitata l’uccisione di 3 giovani: il 16enne Fabio Tollis, la fidanzata 19enne Chiara Marino e la 27enne Mariangela Pezzotta, ex dell’uomo riconosciuto quale capo della banda, Andrea Volpe. Al gruppo sarebbe stata inoltre attribuita l’induzione al suicidio di uno dei membri della setta, il giovane Andrea Bontade.

Oltre a Eros Monterosso, ha lasciato il carcere Andrea Volpe, scontati 16 dei 20 anni inflitti, oggi laureato in Scienze dell’educazione e, stando a quanto riporta il settimanale Giallo, presto forse insegnante. Anche la donna del gruppo, Elisabetta Ballarin, è stata scarcerata e il padre di una delle vittime, Mariangela Pezzotta, l’ha incontrata offrendole il suo perdono. Si è laureata in Beni culturali in costanza di detenzione e ha lavorato come guida turistica sul Lago di Iseo prima di trovare un impiego in un ristorante. Anche Pietro Guerrieri, condannato a 12 anni per aver contribuito a scavare la fossa per i giovani Fabio Tollis e Chiara Marino, oggi è un uomo libero. Stessa sorte di Marco Zampollo, attualmente al lavoro in un biblioteca, e di Mario Maccione, beneficiario di uno sconto di pena che lo ha visto uscire dal carcere prima del previsto. Dei nomi finiti nel vortice del caso Bestie di Satana, Nicola Sapone e Paolo Leoni restano in cella, entrambi condannati all’ergastolo.







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