BONACCINI: “LEGA QUA NON VINCE”/ Emilia Romagna, Sala attacca Borgonzoni

- Niccolò Magnani

Stefano Bonaccini presenta liste e candidati per le Elezioni Regionali in Emilia Romagna: “riscossa nazionale del Pd contro la Lega”

Bonaccini in campagna elettorale
Stefano Bonaccini, Governatore Emilia Romagna (LaPresse, 2019)

Stefano Bonaccini sfida la Lega e Lucia Borgonzoni. Il governatore uscente dell’Emilia-Romagna punta alla riconferma ed ha spiegato nella conferenza stampa odierna: «Le Sardine hanno cambiato la campagna elettorale di Salvini, ora nelle piazze non ci va più: adesso dovrebbe dire qualcosa anche dell’Emilia-Romagna. Io rappresento sei liste e metterne una era poco dignitoso. In molti hanno scritto il mio nome sul simbolo, la Lega non ha scritto Borgonzoni ma quello di Salvini. Se mi attaccano perché manca simbolo del Pd o per il colore verde, che è il colore dell’Emilia-Romagna allora hanno veramente poco da dire per la nostra regione». Al suo fianco il sindaco di Milano Beppe Sala, che ha ironizzato sulla sfidante di Bonaccini: «La Borgonzoni? Non sa nemmeno da che parte è girata». Non è tardata ad arrivare la replica della leghista: «Fosse stato detto di una donna di sinistra, l’avrebbero già dichiarata martire! Io comunque ho le spalle larghe: agli insulti del PD rispondo con il sorriso, l’impegno e la forza delle idee. E il 26 gennaio risponderanno gli emiliani e i romagnoli, grazie di esserci, Amici». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

BONACCINI: “REGIONALI RISCOSSA DEL PD CONTRO LA LEGA”

Dopo la presentazione formale ieri in Regione di tutte le liste e i candidati in lizza per le prossime Elezioni Regionali in Emilia Romagna (27 gennaio 2020, ndr) il Governatore uscente nonché candidato del Centrosinistra Stefano Bonaccini ha presentato ufficialmente la propria coalizione all’Autodromo di Imola: «Lo scontro lo mettiamo da parte perché deve essere una battaglia civile, educata, rispettosa […]. Se vinciamo qui parte una riscossa per l’Italia», incalza il candidato Presidente del Pd alle regionali, sostenuto per l’occasione dal sindaco di Milano Beppe Sala. «Non voglio rimanere l’ultimo di sinistra al Nord, non voglio fare il panda» commenta l’ex n.1 di Expo Milano, ricordando le 9 regioni su 9 perse nell’ultimo anno dal suo schieramento di Centrosinistra. La Lega tira forte e spaventa Bonaccini anche se, sia per un Governo giudicato non male dai propri elettori nei 5 anni precedenti, e sia per l’intervento delle Sardine anti-Salvini, la vittoria finale per il Centrodestra ad oggi sembra molto meno probabile rispetto alla riconferma del Governatore uscente. «Milano e l’Emilia-Romagna sono modelli, sono la dimostrazione che si può governare con un centrosinistra largo aperto alle esperienze civiche», ricorda Bonaccini lanciando la sfida apertamente contro Matteo Salvini e la sua avversaria diretta per le Regionali in Emilia, Lucia Borgonzoni.

LE LISTE E I CANDIDATI DI BONACCINI

Bonaccini è convinto, il traino che produrranno le Elezioni Regionali in Emilia Romagna porterà ad una inversione di tendenza anche a livello nazionale: «La sfida non ci spaventa. Abbiamo un modello vincente da proporre. Se alziamo steccati, se ci rinchiudiamo nella nostra regione abbiamo perso prima di cominciare. Se vinciamo qui, invece, sono convinto partirà la riscossa anche per il centrosinistra nazionale in tutta Italia». Insomma, tutto il contrario della lettura che vede il Governo giallorosso a forte rischio con i risultati prossimi delle Regionali: la sfida di Bonaccini è lanciata e avverrà con queste liste ufficiali presentate, Partito Democratico, Lista Bonaccini Presidente, Emilia-Romagna Coraggiosa Ecologista Progressista, Europa Verde, Volt Emilia-Romagna, Più Europa PSI PRI. Ad oggi i sondaggi sembrano favorire ulteriormente Bonaccini su Bergonzoni, anche se resta il “giallo” sull’affluenza che avverrà alle urne oltre alla scelta che potranno fare gli elettori delusi dal Movimento 5 Stelle. Primo atto se dovesse essere riconfermato nel Palazzo della Regione Bonaccini lo fissa sul mondo del lavoro: «il nostro primo atto sarà firmare un nuovo patto per il lavoro, per passare dalla piena alla buona occupazione, e dalla crescita allo sviluppo sostenibile. Cinque anni fa la disoccupazione era al 9%, oggi è al 5%. Ancora non basta, ma aver recuperato 100mila posti di lavoro credo che ci faccia dire che si sta meglio di cinque anni fa».







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