Borja Valero al Cs Lebowski: l’avventura inizia in Vespa/ Video “Testa e tanto cuore”

- Davide Giancristofaro Alberti

Borja Valero ha iniziato ieri la sua nuova avventura fra le fila del Cs Lebowski, squadra fiorentina che milita in Promozione: agli allenamenti è giunto in Vespa

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Borja Valero in Vespa al primo allenamento con il Lebowski (screen da Repubblica)

E’ iniziata ieri l’avventura di Borja Valero presso il Centro Storico Lebowski, società calcistica di Firenze, che gioca nel comune di Impruneta, e che milita in Promozione. L’ex centrocampista di Inter, Fiorentina e Villarreal, ha detto addio al professionismo per sposare il progetto di una squadra di dilettanti. Una scelta controcorrente in un’estate di ricche operazioni di calciomercato come ad esempio quella di Messi al Psg, o di Sancho e Cristiano Ronaldo al Manchester United, ma Borja Valero è assolutamente convinto di quanto deciso.

Arrivato ieri in vespa al primo allenamento, il giocatore è stato intercettato dai giornalisti presenti: “Ho già spiegato perchè ho fatto questa scelta, per dare visibilità a questa bellissima storia e a questo progetto che hanno, oggi inizia una nuova avventura e la prendo come ho sempre fatto in passato, molto seriamente, vengo a dare tutto quello che potrò per aiutare questa società. Bisognerà mettere tanto cuore e tanta testa ma soprattutto il cuore perchè loro portano avanti delle iniziative molto affini a quelle che penso io come stile di vita, quindi devo mettere testa e cuore per dare il mio contributo da giocatore, servono entrambe le cose”.

BORJA VALERO IN VESPA AL PRIMO ALLENAMENTO: IL COMMENTO DEL DIRIGENTE DEL LEBOWSKI

Soddisfatto, giusto per dire un eufemismo, anche il responsabile sportivo del Cs Lebowski, Francesco Nirani, che parlando con Repubblica ha ammesso: “E’ il completamento di un ciclo del Lebowski, un ciclo che va avanti da 10 anni e che ha portato tanti frutti e questo è quello più grande. Il motivo per cui si è realizzata questa cosa è la differenza che noi abbiamo verso le altre società e penso che questo sia il giusto premio”.

“Una società – ha proseguito – che vive il calcio in una maniera diversa, orizzontale, senza padroni, in cui tutti i soci sono padroni e prendono decisioni, è un modello unico, c’è una scuola calcia gratuita accessibile a tutti e questo è stato forse uno dei motivi che ha fatto venire Borja da noi, che ha visto in noi i valori che lui cercava da tanti anni e che non riusciva più a trovare nel calcio moderno”.



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