BORSE & MERCATI/ Prudenza e neutralità, le parole d’ordine per la settimana

- Stefano Masa

I timori per un possibile cedimento della componente obbligazionaria, appaiono concreti. Meglio restare neutrali sull’azionario

mercati trader 1 lapresse1280 640x300
Lapresse

Outlook settimanale che vede tutte le asset class capitolare in territorio negativo nel corso della trascorsa ottava. Nonostante il significativo recupero del comparto azionario messo a segno sul finire di settimana, il saldo weekly delle borse internazionali (rif. MSCI World Usd) rimane comunque contraddistinto da un segno meno di poco superiore all’unità (-1,37%).

A occupare il primo posto con la performance peggiore il benchmark CRB Index riconducibile alle principali materie prime: -1,77%. Infine, l’asset class obbligazionaria che, dopo aver aggiornato i minimi delle ultime quattro settimane, ha poi registrato un epilogo a -0,63% (rif. JPM GBI Gl. Usd). A pesare sull’intero universo investibile è arrivato il dato sull’inflazione statunitense che, come già approfondito, avrà sicuramente ripercussioni sul versante bond, ma, sulla contrapposta asset azionaria, il tutto si deciderà – con buone probabilità – in occasione della prossima riunione della Bce in programma il prossimo 10 giugno. 

Osservando con attenzione l’intera dinamica dei prezzi sui singoli mercati azionari, lo stato latente di apprensione degli operatori è stato ben rappresentato dal consueto indice Vix: in poco più di tre sedute ha visto incrementare i propri valori dai 19,66 punti di lunedì fino al massimo registrato giovedì a quota 28,93 per poi concludere in area 18,80 punti. 

Prescindendo dalla notizia (la sopracitata inflazione) che ha favorito tale movimento, l’intera escursione settimanale (tra il minimo e il massimo weekly) di ben oltre 11 punti deve imporre una serie riflessione in tutti coloro che volessero approcciarsi all’investimento equity in questo momento. Di fatto, tenuto conto dell’elevata volatilità, è preferibile ancora una volta un ingresso frazionato con acquisti sulla debolezza (anche su base daily) rispetto a un posizionamento a scadenza programmata (magari mensile). In chiave tattica, sul sottostante MSCI World Usd è facilmente individuabile un primo supporto dinamico a quota 2.904,93 punti: la sua tenuta non sembra essere molto solida con possibilità di poter assistere a una sua violazione e successivo downside in area 2.837,31. In corrispondenza di quest’ultimo livello (supporto statico) è pensabile un primo posizionamento. Scenario opposto caratterizzato da una ritrovata forza rialzista qualora i prezzi dovessero riportarsi nuovamente oltre soglia 2.959,08 punti: nuovi massimi rappresenterebbero il target principale con la soglia psicologica dei 3.000 punti quale concreto traguardo di brevissimo periodo.

La nostra attesa sulla tenuta del comparto obbligazionario governativo (rif. JPM GBI GL. Usd) appare insoddisfatta: l’avvenuta violazione dell’indicata area a 590,21 punti ha poi visto proseguire (nell’arco di una sola giornata) la discesa dei prezzi fino a varcare soglia a 588,15 per infine concludere la settimana a 588,88 punti. Solo un immediato ritorno oltre quota 590,23 punti riporterebbe interesse nel brevissimo termine con target a 592,84. Diverso scenario, invece, qualora gli scambi dovessero violare nuovamente i 588 punti: il primario obiettivo di questa dinamica ribassista riporterebbe le quotazioni in prossimità della delicata area in corrispondenza dei 583,69 punti.

Sulle commodities (rif. CRB Index), la trascorsa ottava lascia alle proprie spalle un gap down su base daily: 207,798 e 205,657 punti rappresentano il range che potrebbe coincidere con un potenziale upside in ottica di chiusura dello stesso gap. Per tutti coloro che volessero approfittare di tale ipotesi l’operatività da impostare appare alquanto evidente. Viceversa, porre particolare attenzione al supporto dinamico in area 202,37 punti: una sua violazione (ancor più accentuata se dovesse avvenire con una chiusura) riporterebbe il livello dei prezzi prima poco sopra i 200 punti (200,71) e successivamente in direzione di quota 198,87.

Nel basket energy delle materie prime viene monitorato il prezzo del petrolio (rif. WTI): nel brevissimo termine si può osservare un circoscritto trading range delimitato tra la resistenza a 66,63 e il supporto a 63,68 dollari. In caso di violazione del primo si potrà assistere a un ulteriore allungo con il superamento di quota 68 dollari, mentre per il secondo l’eventuale violazione comporterebbe un complessivo indebolimento con obiettivo in area 60,78 dollari. Particolare attenzione al gas naturale che, in caso di consolidamento oltre la soglia dei 3 USD/MMBtu, potrebbe vivere un incremento di volatilità contraddistinta da forti acquisti fino al raggiungimento di quota 3,128. 

Sul paniere metals, con particolare riferimento a oro e argento, al momento non si ritiene opportuno impostare strategie di investimento poiché è plausibile un aumento della volatilità in ottica di breve termine: qualora fosse riscontrata si potrebbe incappare in falsi segnali con serie conseguenze per un ideale position keeping. Viene invece preferita una strategia contrarian sul rame: short in caso di cedimento di area 460 con primo target in corrispondenza di quota 455,38 e successivo obiettivo a 446,87. Sia il nickel che l’alluminio iniziano a essere monitorati qualora dovessero registrare ulteriori discese.

Sul forex il prospettato rialzo sul rapporto Gbp/Usd si è subito concretizzato in apertura di settimana. All’opposto, invece, il cross Usd/Jpy ha mancato di poco il nostro obiettivo. Nonostante il successivo movimento rialzista, le attuali quotazioni vedono una resistenza a quota 109,71 e un supporto a 108,99: scegliamo di continuare in chiave short con un ulteriore posizionamento a 108,46 per poi concludere l’intero trader a 107,88. Sul principale cross (Eur/Usd) non si intravede una chiara direzionalità: confermiamo l’eventuale attesa di soglia 1,225 per meglio interpretare le successive dinamiche.

Per meglio definire l’intero quadro operativo vorremmo assistere a una settimana interlocutoria ovvero caratterizzata da una variazione finale attorno alla parità: questo il nostro auspicio. Purtroppo, i timori per un possibile cedimento della componente obbligazionaria, appaiono concreti e – conseguentemente – il rischio di un sell off sulla stessa asset class deve essere preso in considerazione. Prudenza sui bond e neutralità sull’equity: questa la nostra view per le giornate a venire.

— — — —

Abbiamo bisogno del tuo contributo per continuare a fornirti una informazione di qualità e indipendente.

SOSTIENICI. DONA ORA CLICCANDO QUI

© RIPRODUZIONE RISERVATA