ITALIA-SPAGNA FINALE EURO 2012/ Dino Zoff: loro più forti. Ma per i Mondiali…

Pive nel sacco per gli azzurri dopo la finale di Euro 2012 contro la Spagna, persa per 4-0 sotto il cielo di Kiev. Per commentare la sconfitta degli azzurri abbiamo intevistato DINO ZOFF

02.07.2012 - int. Dino Zoff
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I giocatori italiani sconsolati dopo la sconfitta (Infophoto)

E’ finita brutalmente l’avventura dall’Italia a Euro 2012. Schiacciati dalla Spagna per 4-0, gli azzurri escono dal torneo con la medaglia d’argento al collo. Traguardo insperato alla vigilia, di questo non dobbiamo dimenticarci. Tuttavia quattro tortillas sono difficili da digerire, soprattutto dopo esserci illusi di poter sclafire il dominio ispanico. Ma non c’è stato niente da fare: il gol di Silva, dopo nemmeno un quarto d’ora, ci ha mozzato il fiato. Nelle pieghe della nostra stanchezza la Spagna ha dilatato il successo, infilandoci prima dell’intervallo ed arrostendoci a fuoco lento nella ripresa. Che l’Italia ha terminato in dieci uomini per l’infortunio occorso a Thiago Motta, stiratosi pochi minuti dopo l’ingresso in campo. Un’Italia inferiore e sfortunata, mettiamola così: del resto se la Spagna è la prima nazionale a fare triplete (2008-2010-2012) un motivo ci sarà. Per commentare Spagna-Italia abbiamo intervistato in esclusiva Dino Zoff, storico portiere azzurro nonchè ct agli europei in Belgio e Olanda, nel 2000. Ecco le sue impressioni a caldo.

Signor Zoff, cosa si può dire dopo una sconfitta del genere?

In realtà c’è ben poco da dire. Sono stati più bravi loro, e quindi non c’è stato niente da fare.

Si aspettava tutto questo divario?

No, così tanto non me l’aspettavo, però loro sono stai bravi a sfruttare le nostre debolezze.

Soprattutto quelle fisiche: la stanchezza è stata determinante?

Di sicuro ha influito. Dopo la semifinale siamo arrivati a questa partita non al meglio, però c’è anche da dire che un gol lo abbiamo presi subito, e l’altro quando ancora eravamo in condizione.

Cosa le è piaciuto di più della Spagna?

Che ha condotto la partita sin dal primo minuto, senza aspettarci. Ha fatto vedere delle belle cose, andando in gol con facilità: meglio di così in una finale europea è difficile. E’ una squadra fortissima.

Questa avventura le ricorda sotto qualche aspetto la sua a Euro 2000?

Beh, no (ride, ndr). Noi siamo andati ai supplementari con la Francia, perdendo al golden gol. Oggi la partita è stata più chiara, quindi è totalmente diverso.

Ma a livello di gruppo questa nazionale può essere avvicinata alla sua?

Diciamo che entrambe hanno fatto un bel percorso, ma globalmente sono squadre un po’ diverse.

Andremo avanti con Prandelli? Il mister non ha dato garanzie sul futuro…

Ma nel post partita ha anche fatto capire che continuerà, quindi è giusto che prosegua nel suo lavoro.

Vede buone prospettive per questo gruppo?

Direi di sì, visto che siamo arrivati secondi all’Europeo. Abbiamo un buon futuro, soprattutto in vista dei prossimi Mondiali possiamo crescere ancora.

Chi è stato secondo lei il migliore in campo di questa finale?

Nella Spagna hanno giocato bene tutti, noi non siamo riusciti a fermarli in nessun settore. E’ andata così, ha vinto il più forte, andiamo avanti.

 

(Carlo Necchi)

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