ATLETICA/ Helsinki 2012, Bragagna (Raisport): Europei “di serie B”, ma l’Italia ha buone speranze (esclusiva)

- int. Franco Bragagna

Ad un mese dalle Olimpiadi parte la ventunesima edizione dei campionati europei di atletica leggera, che si terranno ad Helsinki sino al primo Luglio. Ce ne parla l’esperto Franco Bragagna

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Usain Bolt e Christophe Lemaitre (Infophoto)

Oggi comincia la ventunesima edizione dei campionati europei di atletica leggera, che si terranno ad Helsinki sino al primo Luglio (clicca qui per il programma completo con gli orari di tutte le finali). Per la prima volta la manifestazione ricorre con cadenza biennale e, cosa che ha destato non poche polemiche, a brevissima distanza dalle imminenti Olimpiadi di Londra 2012. Per questo motivo i campionati europei saranno privati di alcune gare, come la marcia e la maratona, che non potrebbero essere ripetute ad un mese di distanza. Inoltre, vista la vicinanza dei giochi olimpici, diversi atleti non prenderanno parte alla competizione. Le gare si terranno all’interno dell’Olympiastadion di Helsinki, che ospita la manifestazione europea per la terza volta dopo le edizioni del 1971 e del 1994. Per presentare la ventunesima edizione dei campionati europei di atletica ilsussidiario.net ha intervistato in esclusiva Franco Bragagna, stimato giornalista e voce di atletica leggera e sci di fondo per la RAI. Ecco le sue impressioni al via della manifestazione:

Partiamo dal tormentone: ha senso disputare gli europei a così breve distanza dalle Olimpiadi?

Risposta secca: no.

Perchè?

Io li definisco europei di serie B. Dopodiché è comunque una manifestazione di buon livello.

E’ la prima volta che si verifica una concomitanza così stretta: perchè?

E’ un modo come un altro che la Federazione Europea si è inventata per accreditarsi come tale.

In che senso?

Altrimenti non avrebbe più ruolo, perchè avrebbe poche manifestazioni. Un campionato europeo ogni quattro anni evidentemente era troppo poco. D’altronde bisogna considerare un dato di fatto.

Quale?

Che l’atletica ormai è talmente globalizzata, talmente poco europea che era difficile trovare spazi. I grandi personaggi, salvo qualche saltatrice con l’asta, sono giamaicani o americani.

La Federazione potrebbe agire diversamente per ovviare a questo problema?

La realtà è che bisogna farsene una ragione: questa è l’atletica al momento attuale. E’ lo sport in assoluto dove è più difficile vincere, perchè tutto il mondo la pratica.

Ma se lei fosse un atleta in questo momento, ci verrebbe ad Helsinki?

Dipende dal livello dell’atleta, dal percorso stabilito con i tecnici e anche dalla specialità. Se nell’avvicinamento alle Olimpiadi, venire qui per fare una gara anche di buon livello è costruttivo, allora sì. Altrimenti non andrei. 

Infatti le assenze sono molte… 

E’ un discorso che va di pari passo con quello legato ai campionati d’Europa del nuoto, che da alcuni anni sono stati inseriti anche nell’anno olimpico. Non si può dire che ci sia il meglio di quanto venga prodotto in Europa, perchè molti fanno scelte strategico-tattiche diverse.

Focus sulla nostra squadra: da quali atleti si aspetta di più?

Dovrebbe arrivare la consacrazione a buon livello internazionale di Emanuele Abate, ostacolista ligure. Farà i 110 a ostacoli, è un ragazzo in nettissima crescita, tanto che è arrivato al record italiano due volte quest’anno. Ma ha ancora grossi margini di miglioramento.

Nelle altre discipline invece?

Nel salto triplo possiamo ricavarci un posto, vista anche l’assenza per infortunio di alcuni big internazionali. Abbiamo almeno tre atleti da zona medaglia.

Che sono?

Fabrizio Donato, Daniele Greco, che è il nome nuovo ulteriormente esploso di recente, e Fabrizio Schembri. Tutti e tre possono vincere o arrivare al podio nel salto triplo.

Nel lancio del martello invece?

Buone sono le possibilità di Nicola Vezzoni, che è anche il capitano della squadra, prossimo ai quarant’anni. Purtroppo per lui la sua specialità normalmente è molto più europea di altre.

In campo femminile invece quali sono le sue speranze maggiori?

Nei 400 metri l’italo cubana Libania Grenot dovrebbe arrivare in zona medaglia, in assenza anche delle migliori russe poichè la Russia dovrebbe schierare una squadra B.

Altre?

Un’altra che dovrebbe arrivare in finale è Marzia Caravelli, primatista italiana nei 100 ostacoli. Speriamo poi che Simona La Mantia nel salto triplo confermi i risultati che fece l’anno scorso in stagione invernale.  

In effetti è da un po’ che non abbiamo notizie rilevanti…

E’ dagli europei indoor che vinse che manca ad alti livelli, ma pare che stia abbastanza bene fisicamente.

Cosa si aspetta da Christophe Lemaitre, recordman bianco nei 100 metri?

Già un mese fa, alla conferenza stampa del Golden Gala, aveva detto che avrebbe preso gli Europei come tappa di passaggio, ovviamente per vincere.

In quali specialità lo vedremo?

Dovrebbe correre i 100 e la 4×100, non i duecento. Lemaitre fa i cento metri per vincerli, e darà una mano importante se non decisiva per vincere anche la staffetta.

A proposito: nella staffetta noi come siamo messi?

Possiamo dire cose importanti. Veniamo dal secondo posto di due anni fa a Barcellona, quando erano i veri campionati d’Europa.

Cioè?

La manifestazione clou della stagione, a cavallo tra Luglio e Agosto.

In definitiva possiamo definire questi europei un valido test per le Olimpiadi?

Per molti atleti di fascia intermedia possono servire per ottenere quella prestazione che gli permette  di andare ai giochi olimpici.

Perchè vale la pena seguire questi campionati europei?

Perchè ci sono belle gare, tutte di buon livello internazionale anche se non assoluto. E’ un buon modo per introdurci ad un appuntamento planetariamente più importante.

 

(Carlo Necchi)



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