CALCIO IN TV/ Agcom ‘vs’ Dazn: garantire alternativa allo streaming

- Edmond Dantès

Dazn, l’audizione di Lasorella (Agcom) alla Camera: garantire soluzione alternativa allo streaming e correttezza nella rilevazione degli ascolti.

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Dazn-Sky accordo

A poco meno di un mese dall’inizio delle Serie A non accenna a placarsi la polemica relativa al servizio di streaming offerto da Dazn, duramente criticato dagli abbonati a causa dei problemi di ricezione e qualità delle immagini riscontrati nelle prime tre giornate di campionato. Nonostante il potenziamento della rete annunciato dalla piattaforma nelle scorse settimane, infatti, il servizio continua a non soddisfare i tifosi e a generare preoccupazioni anche tra gli addetti ai lavori.

Nelle ultime ore la questione è stata al centro dell’audizione alla Camera di Giacomo Lasorella, presidente dell’Agcom. Lasorella ha accolto favorevolmente la proposta di Raffaella Paita, presidente della Commissione Trasporti, di un testo di risoluzione sulle questioni legate agli obblighi per Dazn: “Un atto del genere può avere un valore e un grande impatto e significato. Una presa di posizione forte da parte del Parlamento è utile e apprezzata”. L’obiettivo è tutelare i consumatori e garantire loro alti standard di servizio, indipendentemente dalla zona di residenza e dalla relativa qualità della copertura a internet.

È intervenuto sul tema anche il deputato leghista Massimiliano Capitanio, annunciando che “la Camera richiamerà formalmente DAZN al rispetto delle normative, della conciliazione con gli utenti e delle rilevazioni degli ascolti”. La prossima settimana sarà dunque votata una specifica risoluzione per invitare la piattaforma a offrire un servizio migliore e una risposta più puntuale alle tante sollecitazioni degli utenti. Secondo Lasorella, sarà fondamentale stabilire quanto la rete è in grado di trasmettere adeguatamente il segnale e verificare se c’è la possibilità di utilizzare un meccanismo alternativo per le zone in cui la rete non arriva e non ce la fa”. Un’apertura al possibile ritorno delle partite su satellite, come già avviene nei locali pubblici.

Nelle ultime ore la questione è stata anche oggetto di una nota di Adiconsum, che ha ribadito la necessità di estendere la trasmissione ad un’altra piattaforma televisiva per risolvere una situazione ormai paradossale e che richiede provvedimenti da parte delle Autorità. La soluzione suggerita dall’Associazione Difesa Consumatori e Ambiente riguarda proprio l’estensione dell’accordo già siglato con bar, ristoranti e pub, che li abilita alla trasmissione di tutti i match di serie A tramite la piattaforma satellitare di Sky. È una soluzione, fanno sapere da Adiconsum, che “restituirebbe il negato diritto di scelta ai consumatori, tra lo streaming o la tv, in base alla loro esperienza di visione”.

La questione Dazn scatena forti dubbi anche dal punto di vista economico: stando a quanto riportato da Milano Finanza, infatti, l’8% della ripartizione delle vendite dei diritti televisivi per il triennio 2021-2024, circa 100 milioni di euro, dipende dagli ascolti rilevati durante le gare. Al fine di garantire massima trasparenza, i dati sugli ascolti dovrebbero essere forniti da un ente imparziale e certificato, come l’Auditel, mentre fino ad oggi Dazn li ha calcolati autonomamente con la collaborazione di Nielsen. Anche su questo tema si è espresso Lasorella, sottolineando che la modalità di rilevazione utilizzata finora da Dazn e Nielsen non è conforme alle normative contenute in una serie di direttive di Agcom. Confermata, dunque, l’istruttoria per approfondire la metodologia di verifica dei dati.

Nel frattempo, dalla Lega Serie A il Presidente Paolo Dal Pino ha provato a temporeggiare e a dare fiducia alla piattaforma: “Diamo tempo a Dazn di correggere i problemi, il campionato è appena iniziato”. Una presa di posizione che ha avuto l’effetto di generare nuove e più aspre polemiche da parte di consumatori e sponsor, sempre più preoccupati che la piattaforma non sia in grado di trovare una soluzione adeguata. Nelle ultime ore si è inserita nel dibattito anche l’Upa (Associazione Utenti Pubblicitari) per manifestare i timori degli sponsor della Serie A. Preoccupati dai disservizi della piattaforma e delle criticità che potrebbero derivarne, questi ultimi hanno convocato un’assemblea straordinaria fissata per il 27 settembre. Un passaggio obbligato, con l’obiettivo di evitare uno sciopero bianco degli spot.

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