CAOS PROCURA DI MILANO/ “Dopo Greco un papa straniero, ma i guai restano”

- int. Frank Cimini

Gran parte dei pubblici ministeri della Procura di Milano si ribellano al loro procuratore, Francesco Greco, aprendo una spaccatura difficilmente rimediabile

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Il procuratore capo di Milano Francesco Greco (LaPresse)

56 pubblici ministeri su 64 della Procura di Milano firmano un documento che nei fatti accusa il procuratore di Milano Francesco Greco: più di metà dei giudici preliminari, una intera sezione penale, toghe giovani e meno giovani. Trentadue pagine di relazione all’attenzione del Plenum del Csm per mettere in discussione l’organizzazione della più importante procura d’Italia, quella di Milano. Ma una frase in mezzo alle altre fa capire come i pm siano insorti anche in difesa di Paolo Storari, il pm che consegnò i verbali del “pentito” Pietro AmaraPiercamillo Davigo. Secondo alcuni, a scatenare la protesta è stata la decisione del procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi di chiedere al Csm la testa di Storari: via da Milano e mai più pubblico ministero. I firmatari sostengono che “la loro serenità non è turbata dalla presenza del collega”, l’opposto di quello che dicono il capo della Procura Francesco Greco e il pg della Cassazione. “La caduta degli dei”: così definisce Frank Ciminigiornalista già al ManifestoMattinoAgcom, Tmnews e attualmente autore del blog giustiziami.it una situazione senza precedenti che vede la Procura spaccata in due proprio quando, a novembre, Greco andrà in pensione. “Si chiude un’epoca storica” dice ancora Cimini.

La Procura di Milano è spaccata, come si è arrivati a questo punto?

Sono venuti al pettine dei nodi collegati una situazione che c’è nella magistratura. 56 pm su 64 si ribellano al procuratore. Da quello che si capisce è anche per il modo in cui Greco aveva organizzato l’ufficio, dando la priorità agli aspetti economici e finanziari che sono la sua materia preferita e fregandosene del resto, e creando una sorta di cerchio magico attorno a lui.

C’è di mezzo anche Storari però, che Greco vuole sia cacciato dalla magistratura.

Al di là del caso Storari è tutta l’organizzazione dell’ufficio che la stragrande maggioranza dei pubblici ministeri ha deciso di mettere sotto accusa usando il suo caso, pur dicendo, farisaicamente, di non voler entrare nel merito della questione. Ma ci entrano eccome.

Quindi? È guerra?

Storari è la goccia che fa traboccare il vaso ma emerge che i pm non ne potevano più di Greco, anche se c’è chi dice che si può andare avanti a lavorare.

Ma a novembre Greco andrà in pensione. Che situazione lascerà?

Quello è il problema. Per la prima volta potrebbe arrivare il cosiddetto “papa straniero” da fuori Milano, perché dall’interno nessuno dei candidati, il più forte dei quali è Romanelli, il capo dei reati contro la pubblica amministrazione, sembra in grado di gestire la questione. Questa vicenda è destinata a lasciare strascichi per un sacco di tempo.

Il papa straniero è un commissario esterno?

No, viene nominato un procuratore che non è di Milano, cosa che non succede da decenni. Però ci sono dei problemi. Bisogna vedere cosa decide il Csm, se è in grado di risolvere questa situazione quando si è rivelato incapace di risolverne un sacco di altre. Diciamo che siamo alla fine di un’epoca.

Ma non sappiamo a che epoca andiamo incontro. Mattarella non parla, Cartabia può intervenire in qualche modo?

Il ministro della Giustizia potrebbe mandare gli ispettori ma non lo ha ancora fatto. Mattarella tace come sempre, ha bloccato i critici della riforma della giustizia dicendo che non si può decidere a pezzettini, che ci vuole una riforma unica. Secondo quanto Davigo lascia trapelare nella sua intervista al Corriere della Sera, Mattarella è stato tirato in causa. La crisi della Procura di Milano è dimostrata dal fatto che Greco è il secondo procuratore che si salva da una disciplinare dopo Bruti Liberati grazie alla pensione.

A proposito di riforma della giustizia, i 5 Stelle stanno abbozzando un accordo con Draghi e Cartabia, mentre intanto Forza Italia avanza richieste che rischiano di affossare tutto. È così?

Sì, c’è ancora il rischio che salti tutto e non è un bene per il paese. Prevale per adesso la probabilità che i 5 Stelle votino a favore, un po’ perché non hanno le forze di continuare a contestare e soprattuto per non andare a casa. La voterebbero anche nella speranza di avere un riconoscimento per aver bloccato Forza Italia sulla questione dell’abuso di ufficio. Ma è tutto molto triste, viene fuori tutto il degrado di una classe politica, questo non è un confronto di idee.

La richiesta avanzata da Forza Italia con il sostegno della Lega poi è un tema che con il processo penale non c’entra. O no?

Forza Italia dovrebbe solo fare autocritica. Ce l’hanno con la legge Severino che tranne due o tre parlamentari fu votata da Forza Italia senza rendersi conto che mirava a sbattere fuori dal parlamento Berlusconi. Ci cascarono dentro in pieno, sono stati degli sprovveduti.

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