Cardini “no Palio Siena? Così svuotiamo l’Italia”/ “Paese senza feste è senz’anima”

- Niccolò Magnani

Franco Cardini “Paese senza memoria e senza feste è senz’anima. Niente Palio di Siena? Così svuotiamo l’Italia”

Palio Siena piazza
Palio di Siena 2019 (foto LaPresse)

Il ragionamento di Franco Cardini svolto oggi sulla prima pagina dei giornali appartenenti al Quotidiano Nazionale sembra apparentemente partire da un piccolo “spunto”: «Il Covid si porta via le manifestazioni popolari: oggi Siena è senza Palio dopo 76 anni». Ma è su questa decisione figlia della “paura” del coronavirus che lo storico e intellettuale Cardini analizza il valore dei riti collettivi nella cultura di una nazione. E così si riscopre con la loro assenza il valore di sagre paesane, feste popolari e grandi tradizioni dei Comuni italiani: «piacciono, divertono, procurano turisti e fanno girare il fatturato, provocano emozioni che spesso giungono alla commozione: e, storicamente attendibili o meno che siano, inducono a ricordare il nostro passato, magari a riviverlo, perfino a ricostruirlo o a costruirlo tout court». In un mondo che sembra sempre più dimenticare le appartenenze e le identità, sono anche le feste e le tradizioni come il Palio di Siena che aiutano invece a destare la coscienza di un popolo: «Se perdiamo la memoria, perdiamo l’identità: non siamo più nulla», sottolinea Cardini nella lettura sostanziale del grande nodo culturale.

IL DRAMMA DELLA SOCIETÀ SVUOTATA

Secondo l’editoriale del QN la memoria è il fulcro sul quale rilanciare un Paese spaccato come quello che “lascia” il coronavirus: «bisogna ricostruirla: è un gioco di pazienza basato su qualche oggetto spesso miserabile, il ricordo, e la nostra capacità-abilità di saperlo interpretare e quindi di restituirgli la parola. Re-inventare (e inventio in latino significa “scoperta”)» ribadisce Cardini sottolineando la generale indifferenza nel vedere cancellate feste e ricorrenze proprio come il Palio di Siena.

Spietato il giudizio tanto sulle opposizioni quanto sulle forze di Governo, con il professore che sostiene «siccome siamo in sistema democratico e non vogliamo perdere voti, puntiamo il dito contro i liberticidi che per paura o per convenienza stanno defraudando il popolo delle tradizioni che sono la sua anima. Viceversa, se siamo al governo e o facciamo parte delle maggioranze, dal momento che le democrazie mature sono in perpetuo clima preelettorale strilliamo anche noi accusando chi ci accusa di mancar di prudenza e di serietà, di voler giocare sulla salute del popolo». Se il Covid si può combattere, seppur con sacrifici e perdite, l’assenza e l’oblio della memoria è un tema assai più ostico da mantenere: «dalla vuotezza della società dei consumi e dei profitti, forse non guariremo mai», eppure con un pizzico di ingegno e spirito di iniziativa si può sempre ricominciare a «ricostruire questa cosa che ci manca».



© RIPRODUZIONE RISERVATA