Cesare Cremonini: “Ezio Bosso era un figo”/ “Direttore d’orchestra di emozioni”

- Stella Dibenedetto

Cesare Cremonini ricorda il maestro Ezio Bosso su Instagram: "era un figo, il direttore d'orchestra delle emozioni. La sua vita mi ricorda...".

Cesare Cremonini Cesare Cremonini (foto: Francesco Carrozzini)

Cesare Cremonini ricorda Ezio Bosso con un lungo post su Instagram. Il cantautore bolognese dedica parole importanti ed emozionati al nosto maestro, scomparso a soli 48 anni dopo aver combattuto a lungo contro una sindrome neurovegetativa. Bosso ha lasciato un vuoto non solo nel cuore della sua famiglia, ma anche di tutti i suoi fans che oggi lo piangono. Un grande artista che è riuscito a trasmormare in musica le emozioni di tutti come lo descrive Cesare Cremonini. Abituato ad utilizzare le parole per trasformare i propri pensieri in canzoni, stavolta, Cremonini usa la sua capacità di comunicare per descrivere chi era, per lui, Ezio Bosso. “Nei giorni caotici e franosi dei social anche la commozione ha una data di scandenza rapidissima e “il giorno dopo” di qualunque cosa sembra già “un mese dopo”. Ma qualcosa rimane tra le pagine chiare e le pagine scure, se quelle pagine sono uno spartito. Possiamo ancora udirne la musica. Alcune persone assomigliano a delle opere e in Ezio Bosso l’essere umano, l’essere un umano, era il tema principale riaffermato continuante attraverso la ricerca di tutte le possibilità espressive a disposizione”, scrive Cremonini.

CESARE CREMONINI: “EZIO BOSSO ERA FIGO ED ESTREMAMENTE POSITIVO”

C’è anche Cesare Cremonini tra gli ammiratori di Ezio Bosso. Sono tantissimi gli artisti che, in queste ore, stanno ringraziando il maestro per il contributo che ha dato alla musica e per le emozioni che ha regalato e continuerà a regalare attraverso degli spartiti. Ed è proprio partendo da quelle pagine nere e bianche degli spartiti musicali che Cremoni omaggia il grande Ezio Bosso. “A me la sua vita ricordava una fuga (in senso musicale). Pareva vivesse la professione di pianista, di compositore e di direttore d’orchestra come fossero linee melodiche distinte nate per fare da contrappunto alla vita”, scrive su Instagram l’artista 40enne. “Un’orchestra respira insieme al suo direttore e in quel momento accade una cosa formidabile che spesso coincide con la danza del respiro del pubblico. Anche noi perfetti ignoranti infatti quando ascoltiamo un brano o una canzone, senza accorgercene, in piccola parte ci trasformiamo nei direttori d’orchestra delle nostre emozioni. Respirando la musica possiamo viverla“, aggiunge ancora Infine, Cremonini sceglie di condividere con i fans un ricordo personale di Bosso. “Tempo fa ho incontrato Ezio Bosso in un locale di Bologna dove suonano musica dal vivo e mi sono fermato a parlare con lui. Era raggiante ed estremamente positivo. Un figo, mi viene da dire. Una pagina chiara. E qualcosa rimane”, conclude.

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Nei giorni caotici e franosi dei social anche la commozione ha una data di scandenza rapidissima e “il giorno dopo” di qualunque cosa sembra già “un mese dopo”. Ma qualcosa rimane tra le pagine chiare e le pagine scure, se quelle pagine sono uno spartito. Possiamo ancora udirne la musica. Alcune persone assomigliano a delle opere e in Ezio Bosso l’essere umano, l’essere un umano, era il tema principale riaffermato continuante attraverso la ricerca di tutte le possibilità espressive a disposizione. A me la sua vita ricordava una fuga (in senso musicale). Pareva vivesse la professione di pianista, di compositore e di direttore d’orchestra come fossero linee melodiche distinte nate per fare da contrappunto alla vita. Cos’è una fuga? Se è difficile scrivere una bella canzone pensate realizzarne molte contemporaneamente che sovrapposte suonino ancora più belle. La casualità ha un significato importante nella ricerca dell’armonia ed è per questo che alcune vite sono pagine di uno spartito. Immagino (lo ha ripetuto più volte nelle sue interviste) quanto fosse importante per lui la linea di direttore d’orchestra, cioè il forgiatore del suono e il governatore del tempo della musica. I segnali, lanciati ai musicisti durante l’esecuzione, mi hanno sempre affascinato e coinvolto (da bambino mi divertivo a imitarli salendo sul letto come fossi Verdi) ma crescendo la mia attenzione è sempre stata catturata dal respiro, che nella musica (non solo in quella classica) ha un ruolo straordinariamente importante. Un’orchestra respira insieme al suo direttore e in quel momento accade una cosa formidabile che spesso coincide con la danza del respiro del pubblico. Anche noi perfetti ignoranti infatti quando ascoltiamo un brano o una canzone, senza accorgercene, in piccola parte ci trasformiamo nei direttori d’orchestra delle nostre emozioni. Respirando la musica possiamo viverla. Tempo fa ho incontrato Ezio Bosso in un locale di Bologna dove suonano musica dal vivo e mi sono fermato a parlare con lui. Era raggiante ed estremamente positivo. Un figo, mi viene da dire. Una pagina chiara. E qualcosa rimane.

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