Chiara Ferragni/ Violenza genere: “Mi incaz*o: narrazione media colpevolizza donne”

- Raffaele Graziano Flore

Chiara Ferragni, “Essere donna nel 2020”: lungo video della influencer su Instagram sul tema della violenza di genere, la narrazione fatta dai media e il victim-blaming

Chiara Ferragni
Chiara Ferragni (Instagram,2020)

“Essere donna nel 2020”: è questo il titolo dell’ultimo video apparso sul profilo Instagram di Chiara Ferragni e in cui l’imprenditrice digitale e influencer cremonese, attualmente in dolce attesa della sua secondogenita, affronta il tema non solo della violenza di genere ma anche il modo in cui la società reagisce a questo fenomeno e come i media la raccontino, spesso influenzando il giudizio del lettore/ascoltatore. “Sono qui di venerdì pomeriggio per fare un discorso un po’più ampio e ho importante, ho letto il parere di tante persone su alcuni fatti di cronaca e mi sentivo da donna di dire la mia” esordisce la compagna di Fedez che mostra di aver preso appunti per il suo discorso lungo quasi 11 minuti su alcuni foglietti. “La nostra società è ancora maschilista e patriarcale e le donne vengono giudicate in maniera differente” attacca la Ferragni spiegando che spesso i media danno delle notizie nel modo più sbagliato possibile: “Ho cominciato a notare la loro narrazione sbagliata grazie anche al post di alcuni mesi fa dell’utente Spaghetti Politics” continua, riferendosi a come nelle cronache a volte si tendano a inserire elementi o frasi che, involontariamente o meno, tendono a giustificare la violenza perpetrata dagli uomini.

“ESSERE DONNA NEL 2020”: CHIARA FERRAGNI SULLA VIOLENZA DI GENERE

Spaghetti Politics mi ha fatto notare come nei fatti di cronaca che coinvolgono delle donne si cerca di scusare i comportamenti maschili, si citano dei dettagli della relazione ininfluenti come la gelosia, se era una storia di corna” continua la Ferragni che mette nel mirino le parole usate dai media e che spesso portano a pensare che la colpa in fondo sia anche della donna. “In questo modo i loro giudizi influenzano e la donna viene colpevolizzata: un temine che ho scoperto di recente è ‘victim blaming’, un fenomeno super diffuso e che spesso viene fatto dalle donne stesse” dice l’influencer in relazione alla colpevolizzazione della vittima che così finisce per ritenersi in parte o totalmente responsabile della violenza subita. “Si sposta la colpa dall’aggressore alla vittima con delle frasi del tipo ‘come eri vestita’, ‘era ubriaca’, e voi non avete idea delle centinaia di messaggi di ragazze come me che ricevo: persone che non hanno mai avuto coraggio di denunciare violenze o stupri perché si sentono colpevoli e hanno paura del giudizio delle persone”: la Ferragni mette il dito nella piaga del problema mostrando come la conseguenza di ciò sia che molte ragazze subiscono delle violenze ma hanno paura di denunciare per evitare che qualcuno le giudichi colpevoli.

CONTRO NARRAZIONE DEI MEDIA E “VICTIM-BLAMING”

“Un altro fenomeno che vediamo costantemente è quello dello ‘slut-shaming’ (ossia letteralmente l’umiliazione della sgualdrina, NdR), e che fa sentire una donna inferiore per via di comportamenti o desideri sessuali che sono in contrasto col proprio ideale femminile” continua la Ferragni che introduce il tema del revenge porn e cita a tal proposito anche alcuni recenti casi di cronaca nel nostro Paese. “Perché colpisce così tanto noi donne? Questo è colpa di un ‘double standard’, dato che gli uomini raramente vengono giudicati per la loro libertà sessuale: il revenge porn distrugge la reputazione della donna e questi vengono visti come atti di goliardia del sesso maschile e vengono giustificati” aggiunge citando a tal proposito la formula “boys will be boys” molto in uso Oltremanica e negli States con cui si riduce a scherzo questi atteggiamenti e si spiega anzi che non mirano a far male a nessuna.

Nel 2020 questo è assurdo: è ancora più difficile denunciare ed essere prese sul serio, e mi fa incazzare perché spesso questi commenti sono fatti dalle stesse donne” si sfoga la Ferragni auspicando che in questo momento storico cominci a cambiare qualcosa. E conclude: “Noi donne non siano mai unite, ma è il momento di prendere posizione e trovare degli alleati, anche tra gli uomini: io mi sento in una posizione privilegiata per chi mi ascolta (…) e in questa battaglia dobbiamo vivere e combattere assieme contro i piccoli errori di giudizio che tutti facciamo, costruendo una società migliore. Adesso è proprio il momento”.

 

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